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Spending-review: ecco tutti i tagli previsti dal governo, ministero per ministero

Spending-review: ecco tutti i tagli previsti dal governo, ministero per ministero

Nei giorni scorsi è stato presentato a Palazzo Chigi il dossier relativo ai tagli alla spesa, da parte dei ministeri, in vista della spending review prevista dal governo Renzi. Il Sole 24 Ore ha pubblicato la bozza di questo dossier, precisando che tale documento "attende ora di essere affinato dalla presidenza del Consiglio e da via XX Settembre (sede del ministero dell'Economia, n.d.r.), ai quali spettano le scelte definitive". Secondo le cifre, i ministeri più volenterosi sarebbero quelli di Lavoro e Istruzione: ma vediamo i numeri nei dettagli.

Lavoro e Istruzione - Per il ministero presieduto da Giuliano Poletti, l'indebitamento netto della pubblica amministrazione ammonterebbe a 600 milioni. Sul saldo netto da finanziare, il dicastero avrebbe posto sul tavolo 2 miliardi e 200 milioni, prevedendo diversi tagli di spesa: dagli assegni sociali, a diverse forme di decontribuzione, fino a nuove rimodulazioni sulla spesa di funzionamento di Inps e Inail. Il ministero dell'Istruzione, presieduto da Stefania Giannini, ha invece previsto un saldo da finanziare di circa 1 miliardo e 170 milioni, con un risparmio più consistente dall'addio ai membri esterni nelle commissioni per la maturità. Per questo dicastero, l'indebitamento netto ammonterebbe a 840 milioni.

Difesa, Sviluppo economico ed Economia - L'indebitamento netto del ministero della Difesa ammonterebbe a 510 milioni di euro. Prevista, come saldo netto, una cifra di 760 milioni di euro, da ricavare in particolare con la vendita di 1.200 alloggi assegnati finora ai militari: tagli anche sulle forniture militari e sul riordino delle carriere. Per il dicastero dello Sviluppo economico, di cui l'indebitamento ammonterebbe a 170 milioni, è previsto un saldo netto di 690 milioni: significativo il peso degli incentivi alle imprese, che avranno un valore di circa 190 milioni. Il ministero delle Finanze avrebbe posto invece 460 milioni come cifra di saldo netto: 120 arriveranno da un taglio ai centri di assistenza fiscale, dal versamento delle quote del canone Rai e dalla riduzione degli oneri pagari agli agenti incaricati della riscossione. 400 milioni, in questo caso, è la cifra dell'indebitamento netto.

Interno, Giustizia e Infrastrutture - Il saldo previsto dal dicastero di Angelino Alfano, ammonta a 310 milioni di euro, da ricavare soprattutto dai tagli al dipartimento di pubblica sicurezza (230 milioni in meno). In questo caso, l'indebitamento netto ammonta a 200 milioni. Stessa cifra prevista come saldo netto, invece, da parte del ministero della Giustizia: il dicastero presieduto da Andrea Orlando ha ipotizzato un taglio di 45 milioni relativo ai contribuiti ai comuni, oltre a 50 milioni in meno sulle spese di giustizia, e 20 milioni in meno sulle spese per le intercettazioni, per un indebitamento di 100 milioni. Il ministero dei Trasporti ha proposto un saldo di 120 milioni: l'indebitamento ammonta a 110 milioni, e sono previsti ricavi sull'autotrasporto (60 milioni) e sulla revisione delle quote Anas per entrate da canone e concessioni.

Politiche agricole, Salute, Affari esteri e Ambiente - Tutti questi ministeri hanno previsto un saldo netto inferiore ai 100 milioni di euro. Il dicastero delle Politiche agricole, presieduto da Maurizio Martina, ha previsto un saldo netto di 75 milioni di euro, da ricavare soprattutto con il taglio sui consumi di gasolio ammessi a quota agevolata. 70 milioni l'indebitamento netto di questo ministero, mentre ammonta a 35 milioni quello del ministero della Salute: la stessa cifra è stata prevista come saldo netto, che arriverebbe in particolare grazie al taglio della convenzione con la Croce Rossa per la gestione del pronto soccorso negli aeroporti. Ammonterebbe a 35 milioni il saldo netto da parte del ministero degli Affari esteri, con un taglio di 25 milioni sui contributi obbligatori erogati agli organismi internazionali. 30 milioni di euro, l'indebitamento per il dicastero di Federica Mogherini. Infine, il ministero dell'Ambiente, con le cifre più basse: 20 milioni sia come saldo che come indebitamento, con 7 milioni che potrebbero essere ricavati dal monitoraggio sullo stato ambientale delle acque marine.

Gli altri ricavi - A queste cifre si aggiungeranno 4-4,5 miliardi di tagli, a carico di regioni e comuni. Dalla spending-review il governo conta di ricavare circa 10 miliardi, come ha ribadito nei giorni scorsi il sottosegretario all'Economia, Pier Paolo Baretta: un altro miliardo dovrebbe essere ricavato dalla razionalizzazione delle tax expenditures, mentre circa due miliardi dovrebbero essere recuperati con la lotta all'evasione.

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Commenti all'articolo

  • lafatamarz

    13 Ottobre 2014 - 06:06

    perche`non si tagliano lo stipendio loro,quando si devono fare sacrifici e tutta la collettivita ad essere interessata ,i ministri hanno 6-10 uomini di scorta e pure per andare al supermarket ci vanno con le blue tanta scorta tutti sti vitalizi senza lavorare e` una continua offesa a chi prende 400 euro

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  • mark51

    12 Ottobre 2014 - 12:12

    ma quando ci saranno i tagli della famosa "casta" il debito pubblico italiano in tempo reale ammonta a 2,186,965,400,000 e questi tagliano 7/8 mild abbiamo un debito procapite di 35/36000 eur vuol dire che ogni bambino/a che nasce come regalo si trova gia 36000 eur di debito fortuna che ne sono all oscuro debiti accumolati dal buon lavoro dei governi magna magna passati e presenti

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  • AG485151

    11 Ottobre 2014 - 19:07

    Anche stavolta notizie del cavolo . Giornalista : il taglio è il saldo netto ? ; questi tagli che % rappresentano sulla spesa totale dei ministeri ? ; questi ministeri quanto costano rispetto agli altri paesi simili ? Grazie . Cominciate a imparare a fare informazione e non solo notizia .

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  • encol

    11 Ottobre 2014 - 13:01

    Già ma sono i loro EMOLUMENTI che non si toccano mai. Emolumenti significa STIPENDIO+DIARIA+PRIVILEGI infiniti. La stessa cosa vale per il finanziamento ai partiti truffa di stato . Questo DEVE essere restituito con gli interessi dalla data del referendum abrogativo. Chi se li è mangiati ovvero TUTTI fallirà e finalmente ci toglieremo dai piedi tutta la zavorra che ha distrutto questo paese.

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