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La manovra

Legge di Stabilità, Matteo Renzi: "18 miliardi di tasse in meno"

Matteo Renzi

Iniziato con cinque ore di ritardo, il Consiglio dei ministri che ha varato la Legge di Stabilità 2015 si è concluso in poco più di un'ora, alle 21.30. Matteo Renzi, in conferenza stampa, ha presentato con le consuete slide (che si inceppano, una buona occasione per un piccolo show) la misure adottate dal governo. Per prima cosa, il premier annuncia in pompa magna che arriveranno "18 miliardi di tasse in meno, la differenza tra la manovra del 2014 e quella del 2015". La manovra in totale, come indicavano le ultime indiscrezioni, vale 36 miliardi, 6 in più rispetto ai 30 inizialmente annunciati. "Ci saranno 36 miliardi di entrate e 36 miliardi di uscite - promette il premier -. Passeremo dal 2,2 al 2,9 di deficit". Quindi, rivolgendosi all'Europa spiega che "faremo battaglie" e poi aggiunge che "saranno 15 i miliardi di spending review e ci sarà una grande battaglia contro l'evasione fiscale". Tra una faccina e l'altra, tra una battuta e una freddura, tra smorfie e risate, il premier poi snocciolato i punti della Legge di Stabilità.

Le entrate - Come detto, secondo le previsioni le coperture arriveranno per 15 miliardi dalla spending review (cifre però sempre ballerine, basta chiede ai governi precedenti). I tagli colpiranno le regioni per 4 miliardi, per 1,2 miliardi i comuni e per 1 miliardo le Province. Altre cifre ballerine sono quelle previste dalla lotta all'evasione fiscale, dalla quale si conta in via "prudenziale" di recuperare 3,8 miliardi di euro (ma anche in questo caso, si chieda per esempio a Vincenzo Visco, le previsioni sulla lotta all'evasione, spesso, sono tutt'altro che centrate). Altre entrate dovrebbero arrivare per 11 miliardi dal deficit. Si tratta di gran parte del tesoretto, dunque, che dovrebbe arrivare grazie ai margini di flessibilità già contenuti nelle regole Ue, e soprattutto grazie all'ipotetico passaggio del deficit dal 2,2 al 2,9. Inoltre la stima comprende quei sei miliardi risparmiati sugli interessi sul debito grazie al calo dello spreda, un altro risparmio che, insomma, non  ha nulla di certo (si pensi a cosa è successo proprio poche ore fa sui mercati di tutta Europa, travolti da una nuova "crisi greca"). Altri 3,6 miliardi arriveranno dalle rendite finanziarie ("le fondazioni bancarie avranno una tassazione meno conveniente, così come i fondi pensione", ha spiegato) e per un miliardo dalla tassa sulle slot machine (resta il mistero sui 600 milioni di euro che Renzi promette di recuperare dal promesso ampliamento della banda larga). Di sicuro, insomma, per ora ci sono le nuove tasse.

Le uscite - Per quel che riguarda le spese, viene confermato il bonus degli 80 euro per un totale di 9,5 miliardi. Bonus confermato, esulta Renzi, "alla faccia di quelli che dicevano che non ce l'avremmo fatta, anche se avremmo sperato di arrivare a 10 miliardi". Dal 2015, inoltre, non si pagherà più la componente lavoro dell'Irap, e le aziende non pagheranno i contributi per i neoassunti "per un risparmio totale di 5 miliardi per gli imprenditori", stima il premier. Che aggiunge: "Le aziende ora non hanno più scuse per non assumere". Quindi il presidente del Consiglio parla di "una novità, una notizia, non anticipata dai giornali: ci saranno ottocento milioni di sgravi per le partite Iva, per chi ha un basso livello di reddito". Viene inoltre confermata la possibilità di avere per due anni il Tfr in busta paga, "per chi vorrà".

Patto di stabilità - La legge di Stabilità, infine, prevede anche 1 miliardo di euro per alleggerire i paletti del Patto di stabilità per i Comuni. "In soldoni - spiega il premier - i Comuni avranno il 70% di spazio in più". E ancora: "Mi piacerebbe essere un sindaco con questa legge". Di nuovo, la scelta di destinare 250 milioni di euro per subentrare ai comuni agli Enti locali nella spesa per gli uffici giudiziari sul territorio. Nella legge di Stabilità 2015 anche "150 milioni di euro per Roma e Milano". Renzi ha spiegato che si tratta di "extra costi di Roma capitale" e del finanziamento di interventi per l'Expo di Milano 2015. Per ultimo altri 100 milioni di euro che serviranno "a garanzia del Tfr. Così chi vorrà usufruirne lo potrà fare", e 1,2 alla voce cofinanziamenti di fondi europei.

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Commenti all'articolo

  • encol

    16 Ottobre 2014 - 15:03

    Ieri abbiamo ascoltato le mega-balle del ganasa, tuttavia il governo, e nel caso specifico il min.dell'economia che a differenza del Renzi sa ciò che dice e scrive, puntualizza che la crescita del 2015 sarà intorno allo 0,1 del PIL ed altrettanto nel 2016. QUESTA è la dura e cruda realtà e cioè che non sposterà di un mm. la crisi in atto .Per uscirne occorre crescere di 2 punti non 0,.....

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  • bruno osti

    16 Ottobre 2014 - 10:10

    stiamo sempre aspettando che venga data notizia del giudizio positivo di Moody's, e della stampa estera, visto che quando erano negativi suonavate la grancassa. Stiamo anche aspettando un articolo sugli applausi alla Mogherini al suo insediamento e sull'incarico NATO assegnato all'italiana da lei proposta: come anche sull'accordo concluso di Termini Imerese e la ripresa di quello di Terni

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    • bruno osti

      16 Ottobre 2014 - 17:05

      segue... (vi eravate dimenticati di quello con l'Elettrolux), dell'accordo di 8 miliardi con la Cina, dei fondi alle scuole (un miliardo per lavori) e dell'assunzione di suoi 130.000 precari, del rinnovo del bonus casa, del limite delle auto blu, 5 per ogni Ministero, del taglio del 10% sulla luce ad imprese e famiglie, delle nuove norme per apprendisti, 140.000 ragazzi aderenti a Garanzia Giovani

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  • Bolinastretta

    16 Ottobre 2014 - 10:10

    come al solito nulla di certo, nulla di concredo, ma solito un: prevediamo di... che puntualmente verrà smentito dai fatti, confermandosi la solita certezza gli italiani tartassati, le aziende in ginoccho (quelle fortunate) chiuse la maggior parte e milioni di disoccupati... che lo stato non può più mantenere. Non ho visto tagli al sentao al quirinale al parlamento, si parla solo di regioni.

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  • alvit

    16 Ottobre 2014 - 09:09

    I meteorologi stanno lanciando un allarme molto chiaro, da novembre a marzo, l'Italia sarà in una morsa di gelo che non ha precedenti. Parlano di 20/30 C° sotto lo 0 e pertanto ci saranno disagi gravissimi. La speranza che si sbaglino è molta, ma se dovesse accadere, qualcuno ha notizie se il governo ne sta prendendo atto e sta correndo ai ripari? Pensate ai morti che ci potranno essere.

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