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Il piano segreto di Matteo Renzi, elezioni in primavera: il sondaggio interno lo dà al 45%

Il piano segreto di Matteo Renzi, elezioni in primavera: il sondaggio interno lo dà al 45%

Pubblicamente il premier nega: "Si va avanti fino al 2018" recita il leitmotiv di casa dem ma Matteo Renzi in cuor suo sa che è venuto il momento di agire. Con un il Movimento 5 Stelle allo sbando, il centrodestra in crisi d'identità e con Matteo Salvini in ripresa ma non ancora maturo per andare alle urne in primavera, andare alle elezioni fra 6 mesi significherebbe governare Palazzo Chigi in solitaria, comodamente e senza la morsa scomoda dei post montiani e di NCD. Matteo Renzi ci sta pensando, quello che serve, ora come ora è solo un escamotage: un espediente per liberarsi per sempre dei dinosauri democratici e in un colpo solo dar loro la colpa della debacle. Bersani, Cuperlo, Civati e Fassini spazzati e beffati. Vediamo come.

Il sondaggio segreto - A sentire Affaritaliani.it un sondaggio segretissimo imbastito fra i democratici darebbe Matteo Renzi avanti con un saldo 45% delle preferenze. Considerando come detto la crisi pentastellata e il laceramento interno a Forza Italia si andrebbe a votare con la legge elettorale corrente, il Consultellum, ovvero l'attuale legge elettorale modificata dalla Corte Costituzionale. In questo modo il Pd porterebbe facilmente alla Camera 330 deputati e 165 senatori sufficienti per governare da soli e liberarsi finalmente di una minoranza spinosa e spericolata. Minoranza eterogenea composta da sindacati e competitor all'interno dello stesso Pd da una parte e alfaniani e montiani dall'altra: ora come ora serve solo un incidente parlamenteare, in grado di far precipitare "il concerto delle potenze in campo" e allo stesso tempo far ricadere su di loro la responsabilità della crisi.

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Commenti all'articolo

  • natalinogiarrocco

    31 Ottobre 2014 - 17:05

    Ma questi sondaggi mi sa proprio di falso, ha meno che, si fa votare anche i morti del PD

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  • vin43

    31 Ottobre 2014 - 10:10

    Assecondare la strategia dei «poteri forti di sinistra» non sarebbe una cattiva idea. Qualcuno diceva: «Fuss che fuss na volta bona». Quello che non è stato possibile a B., può esserlo a Renzi. Auguri.

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