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Il presidente del Senato

Caso Cucchi, Pietro Grasso tuona: "Chi sa parli, la violenza non può restare impunita"

Caso Cucchi, Pietro Grasso tuona: "Chi sa parli, la violenza non può restare impunita"

Sulla vicenda di Stefano Cucchi, è intervenuto da Bari il presidente del Senato, Pietro Grasso. Il suo è un appello significativo, in favore della giustizia per il 31enne morto dopo una settimana trascorsa in carcere: "Ci sono dei rappresentanti delle istituzioni coinvolti, quindi chi sa, parli. Bisogna avere il coraggio di assumersi le proprie responsabilità, perché lo Stato non può sopportare una violenza impunita di questo tipo". "E' doverosa e giusta - ha ribadito Grasso - la solidarietà alle famiglie delle vittime di violenza. Noi speriamo di continuare a cercare la verità, nonostante le sentenze non l'abbiano saputa trovare: in ogni caso, la violenza non può far parte della dignità di uno Stato civile, soprattutto quando arriva da rappresentanti delle istituzioni". 

Il ricorso della procura - Intanto, la procura generale di Roma ha annunciato che "valuterà la sussistenza di motivi" per ricorrere in Cassazione, ma soltanto "dopo aver letto le motivazioni" della sentenza di assoluzione degli imputati in appello". "Saranno valutate - ha aggiunto il procuratore generale, Luigi Ciampoli - le richieste di condanna degli imputati, con la loro congruità, coerenza e legittimità: in seguito sarà valutata la sussistenza di motivi di ricorso in Cassazione, dove già pende un altro ricorso". E' quello relativo alla presunta responsabilità del personale medico del carcere di Regina Coeli, che diede assistenza a Cucchi prima del trasferimento all'ospedale Pertini.

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Commenti all'articolo

  • ciccetto

    04 Novembre 2014 - 15:03

    incominci lui a parlare( se ne ha il coraggio). Lui disse che su mafiosisemplici e mafiosipolitici sapevano tutto (all'antimafia) ma non si poteva parlare. ora lui stesso è un politico. si rechi in tv e ...nomi cognomi, fatti ecc. Sarebbe un grande esempio poi magari lo faranno anche gli altri.

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