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Le parole sbagliate

Dopo la gaffe di Landini: la top ten delle figuracce dei politici

Dopo la gaffe di Landini: la top ten delle figuracce dei politici

"Renzi non ha il consenso delle persone oneste». Le parole di Maurizio Landini, per le quali poi lo stesso leader della Fiom si è scusato, hanno fatto esplodere, come era prevedibile, la polemica. Pd e Confindustria hanno reagito duramente, sui social network molti i commenti all’insegna dell’indignazione e  dello stupore. Una gaffe, sicuramente, quella del leader dei metalmeccanici. Ma se oggi è toccato a lui spararla grossa, forse a causa della forte  tensione che inquina da qualche tempo i rapporti tra sindacato e governo, i politici non sono da meno. L’intervista di qualche giorno
fa al Corriere.it di Alessandra Moretti, per esempio, ha fatto arrabbiare non poco, come conferma l’ondata di tweet alle sue parole,  molte esponenti e sostenitrici della sinistra che non condividono l’idea di ’Ladylikè, il modello di donna in politica propugnato dall’europarlamentare del Pd: bella, brava, curata, che va con  frequenza dall’estetista, non come Rosy Bindi che "ha avuto uno stile diverso, più austero, rigido, che mortificava in quale caso la
bellezza".

Il governo dei tecnici del bocconiano Mario Monti è di certo nella top ten delle gaffe che fanno arrabbiare. A cominciare proprio dall’ex
premier e la sua uscita sulla monotonia del posto fisso. Nella vita è bello cambiare, ebbe a dire Monti, forse dimenticando di vivere in un Paese dove la disoccupazione ha continuato a galoppare senza freni anche dopo la sua esperienza a Palazzo Chigi. (segue)I  choosy di Fornero e gli ’sfigatì di Martone.  E se in quell’occasione ad arrabbiarsi sono stati tanti giovani disoccupati, sull’ex premier sono piovute molte critiche anche dalle tifoserie italiane, di ogni colore, quando Monti, dopo  l’ennesimo scandalo sulle scommesse, ha ipotizzato, per la maturazione dei cittadini italiani, una totale sospensione, di due o tre anni del rito pallonaro della domenica. Nel mirino di disoccupati e precari è finita anche l’ex ministro del Lavoro Elsa Fornero, convinta che i giovani che escono dalla scuola e cercano un’occupazione "non devono essere troppo choosy, come dicono gli inglesi", ossia schizzinosi. Ancora una gaffe sui giovani, e sempre dall’esecutivo dei tecnici. Protagonista il vice ministro del Lavoro Michel Martone: "dobbiamo fare lo sforzo di comunicare ai nostri giovani dei messaggi veri, tipo: se a 28 anni non ti sei ancora laureato, sei uno sfigato".  Andando indietro nel tempo, ancora un’affermazione che è stata mal digerita da molti, quella sui bamboccioni del ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa: sette anni fa, dinanzi alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, illustrando la norma per le agevolazioni  sugli affitti per i più giovani, aveva così sintetizzato gli effetti benefici del provvedimento: «mandiamo i bamboccioni fuori di cas

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