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Riforma del Lavoro

Jobs act, 30 deputati della minoranza Pd non voteranno. Pippo Civati pronto al "no"

Jobs act, 30 deputati della minoranza Pd non voteranno. Pippo Civati pronto al "no"

Con 316 "sì" il Jobs act passa alla Camera, ora il provvedimento Lavoro passa all'esame Senato. Non sono mancate le polemiche e il bassissimo numero di voti contro si completa con l'uscita dall'Aula di una larga fetta delle opposizioni, e una nutrita pattuglia di deputati Pd, (circa 30), che hanno manifestato così il loro dissenso la riforma del Lavoro. Alcuni di loro, come Pippo Civati, voteranno contro al provvedimento al Senato, dove i numeri e il vantaggio democratico è molto più esiguo: i no al decreto pronto alla terza lettura a Palazzo Madama peseranno di più.

Bersani disciplinato - "Per la parte che condivido voto con convinzione, per la parte che non condivido voto per disciplina, perché sono stato segretario di questo partito e se c'è qualche legno storto da raddrizzare penso che lo si possa fare solo nel Pd". Lo ha detto ai microfoni di Radio Radicale l’ex segretario del Pd Pierluigi Bersani. "Detto questo - aggiunge - capisco anche le diverse sensibilità perché siamo di fronte al bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto, ci sono dei miglioramenti ma l’impostazione iniziale resta difettosa. La vera sfida al mondo del lavoro, sindacati compresi, doveva venire dal lato della produttività e quindi da una flessibilità dell’organizzazione aziendale, da una sfida sul tema decentramento e partecipazione. Avere invece affrontato cose minori, certo da manutenere, come l’articolo 18 o altro, o avere creato un ulteriore canale che differenza la situazione dei lavoratori sullo stesso banco di lavoro non è stato un approccio positivo" ha concluso l'ex segretario.

Orfini, Cuperlo e l'unità del partito - "Siamo alle battute finali, tra mezz'ora si vota. So che c'è stata una riunione della minoranza, ma non so come andrà a finire, non ho ricevuto alcuna indicazione dai colleghi che si sono riuniti nel pomeriggio. Voglio sperare che prevalga l’unità nel partito". Così Matteo Orfini, presidente dell'assemblea nazionale Pd, a proposito del voto alla Camera sul Jobs act. "Valuteremo assieme l’atteggiamento da tenere", ma "non ci sembra ci siano le condizioni per esprimere un voto favorevole" sul Jobs act ha detto invece Gianni Cuperlo durante l'incontro in corso alla Camera tra una delegazione con 50 delegati Fiom, i parlamentari di Sel ed alcuni esponenti della minoranza Pd. Con Cuperlo anche Stefano Fassina e il sopracitato Civati.

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    26 Novembre 2014 - 11:11

    Ma é guerra tra cosche in FI Premiata fabbrica di lupare.

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  • maxgarbo

    26 Novembre 2014 - 10:10

    andare fuori dai coglioni no? non si può stare in un paritito e contestare tutto e tutti. siete lì per far politica o per lo stipendio, la poltrona? Uno scatto d'orgoglio non farebbe male...

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  • gisto

    26 Novembre 2014 - 07:07

    Bersani è l'unico serio,un vero "servo di partito".Non aspira a poltrone,al massimo le aspira con l'aspirapolvere,un idealista dello "stato" controllato dal partito.Non tradisce,(fischiano le orecchie a Fini e Alfano?),dissente ma ubbidisce,come lo zoccolo duro della massa.Mi fa quasi tenerezza soprattutto quando prende l'autostrada in senso contrario e da la colpa agli altri che gli vengono contr

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  • gregio52

    25 Novembre 2014 - 18:06

    Pur di tenere quelle sedie, anche se in completo disaccordo, votano a favore. Ma che "cazzo" di rappresentanti del popolo siete ? Altro che astensione da parte dei cittadini, ringraziateli che si sono limitati a ciò. Ormai questi politici meritano solo un posto al ....... e senza ritorno.

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