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L'indagine

Caso Di Stefano: indagate altre tre persone

Caso Di Stefano: indagate altre tre persone

Nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Roma su una presunta tangente di 1,8 milioni di euro destinata dai costruttori Daniele e Antonio Pulcini all’esponente del Pd Marco Di Stefano (di cui Libero vi ha raccontato in queste settimane) altre tre persone sono state iscritte nel registro degli
indagati. Sono Giuseppe Tota, direttore generale e direttore degli affari legali della società Lazio Service partecipata dalla Regione Lazio, Tonino D’Annibale direttore amministrativo e Claudia Ariano direttore innovazione e sviluppo. Nei loro riguardi i pubblici ministeri Maria Cristina Palaia e Corrado Fasanelli ipotizzano i reati di truffa e abuso d’ufficio. Avrebbero certificato la congruità dei contratti sottoscritto con i Pulcini per affittare due immobili destinati a sede di Lazio Service.

La tangente - La tangente che sarebbe stata destinata all’esponente del Pd deriverebbe proprio da questa operazione. I nuovi indagati saranno interrogati la prossima settimana. Prosegue intanto, parallelamente all’indagine sul versamento della tangente, anche quella sulla scomparsa di Alfredo Guanielli. Già stretto collaboratore di Di Stefano è scomparso cinque anni fa. Dall’indagine è emerso che ebbe una relazione con Claudia Ariano. L’uomo politico sarà convocato la prossima settimana a Palazzo di Giustizia perché deponga su entrambe le vicende. Per quanto riguarda la scomparsa di Guanielli la Procura procede per omicidio volontario.

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Commenti all'articolo

  • encol

    29 Novembre 2014 - 08:08

    Quelli con la TESSERA l'hanno sempre fatta franca, da ultimo il"compagno G" . Questi sono LADRI ma scientifici-

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  • alvit

    29 Novembre 2014 - 08:08

    ops, dimenticavo, 634 negli ultimi 3 anni, se dovessimo contarli tutti, non basterebbe un elenco telefonico di una piccola città, Venezia.

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  • alvit

    29 Novembre 2014 - 08:08

    e con questi fanno 634 i ladroni del partito delle truffe. I puri, casti, intoccabili i paria insomma. Si stanno ingrossando le fila dei ladruncoli e più passa il tempo e più la magistratura non può chiudere gli occhi se non vorrà essere messa tutta sul bancone del giudizio. Il partito ANTIDEMOCRATICO per eccellenza ha si preso il potere con i golpe, ma sta cadendo come un castello di carte.

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  • blues188

    28 Novembre 2014 - 17:05

    Ma penati non ci ha insegnato niente? Le inchieste le fanno, ceto, ma poi tengono gli incartamenti unicamente per ricattare i 'poveri' compagni che sbagliano. Ma il processo non si farà mai, proprio perché a Roma fanno così da sempre. Lo chiamano diritto romano.

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