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L'intervista

Matteo Renzi: "Jobs Act e statali, se ne occuperà il Parlamento"

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Matteo Renzi: "Jobs Act e statali, se ne occuperà il Parlamento"

Dopo l'approvazione dei decreti attuativi del Jobs Act, è sconto sulla licenziabilità dei dipendenti statali. In un'intervista a Il Giorno, il premier, Matteo Renzi, se ne lava le mani e chiarisce come verrà affrontata la vicenda: "Sarà il Parlamento a pronunciarsi su questo punto, sollevato da Ichino. Esiste giurisprudenza nell’uno e nell’altro senso. Ma non sarà il governo a decidere. A febbraio, quando il provvedimento sul pubblico impiego firmato da Marianna Madia verrà discusso in Parlamento, saranno le Camere a scegliere. Non mancherà il dibattito, certo".  E alla Cgil che è sul piede di guerra risponde così: "Ho il massimo rispetto per il sindacato, e lo dico senza polemiche né ipocrisie o ironie. Ma non sono il tipo che si lascia impressionare dalle minacce. Meno che mai della Cgil. Che ha manifestato, scioperato, e avversato in ogni modo le nostre riforme. Se ha altri modi per dire no, lo spiegherà di fronte al Paese, ci trova al solito posto, a Palazzo Chigi a provare a cambiare l’Italia".

La corsa al Colle - Poi il premier parla della Corsa al Colle per il dopo-Re Giorgio: "Non mi presto al gioco dell’Indovina chi sul Quirinale. Dove c’è un uomo, Giorgio Napolitano, al quale tutti quanti gli italiani devono riconoscenza e rispetto per come ha interpretato in tutti questi anni la sua responsabilità alla guida dello Stato". Infine parla anche dei contatti col Cav e dell'ipotesi Prodi al Colle: "Non mi occupo dei veti di questo o quel partito. Se e quando sarà il momento saranno i Grandi elettori a verificare la capacità di trovare consenso di questo o quel nome. Gettare nomi importanti come quello di Romano Prodi nel tritacarne dei retroscena serve solo ad alimentare una chiacchiera che non accenna a diminuire nei mesi che ci attendono".

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Commenti all'articolo

  • irurus

    30 Dicembre 2014 - 00:12

    I paladini dell'eguaglianza sono i primi che continuano a mantere una disdicevole diseguaglianza: la distinzione tra lavoratori del settore privato e lavoratori del settore pubblico. Questi ultimi, pur essendo una minoranza, conservano il privilegio aristocratico dell'inamovbilità. Il perdurare del trionfo del potere brocratico statale sul motore di sviluppo del settore privato: l'Impresa.Assurdo!

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  • ginodt

    29 Dicembre 2014 - 12:12

    renzi doveva prima di tutto mettere i licenziamenti per statali e enti locali dove ci sono esuberi (basta pensare a sicilia molise ecc.) poi magari hai privati che già possono essere licenziati!!!!

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  • aguaplano72

    29 Dicembre 2014 - 10:10

    Renzi è pilatesco: "Decide il Parlamento!". E' chiaro che mancano gli attributi per essere impopolari... Ma poi, mi chiedo, la vergognosa discriminazione tra pubblico (che poi è il settore che dovrebbe, in molti casi, non dico tutti, subire una bella cura dimagrante nella misura in cui vi sono spechi inaccettabili) e privato che verrebbe a determinarsi con l'escusione della P.A. dà popolarità?

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