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Marco Travaglio processa Matteo Renzi: dall'articolo 18 alla ripresa fino all'Italicum, ecco le sue "balle dell'anno"

Marco Travaglio processa Matteo Renzi: dall'articolo 18 alla ripresa fino all'Italicum, ecco le sue "balle dell'anno"

Riforme, nuove leggi, ripresa: l'annuncite di Matteo Renzi da mesi fornisce materiale pressoché illimitato per trovare al riguardo promesse non mantenute, assicurazioni smentite dai fatti, dichiarazioni rivelatesi giusto qualche settimana dopo vere e proprie panzane. Marco Travaglio non poteva chiudere l'anno senza "processare" il premier cui non ha mai dimostrato grande simpatia. Così l'editoriale del 30 dicembre firmato dal condirettore del Fatto quotidiano altro non è che una rassegna, sintetica, di quelle che lo stesso Marco Manetta definisce come "Balle dell'anno". 

Economia fanfarona - Il capitolo finanza (allegra) è quello più corposo. Si parte dalla crescita, con Renzi che a maggio spiega: "Abbiamo abbassato le previsioni di crescita del Pil rispetto al governo Letta. Sono prudenti, ma saranno smentite. Lo prometto". Vista la piega poco positiva degli eventi, a luglio corre ai ripari: "Che la crescita sia 0, 4 o 0, 8 o 1, 5 % non cambia niente per la vita quotidiana delle persone". Una figuraccia mascherata con l'ormai nota nonchalance, peccato che a marzo (quando si riparlerà di eventuali infrazioni Ue) i numeri veri verranno alla luce, dal + 1% del Pil annunciato da Letta allo 0,8 contenuto nel Def al -0,4% previsto dalla Commissione Ue. Stessa manfrina sul debito pubblico: "Nessuna preoccupazione", tranquillizzava ad agosto il premier, a fronte però di una crescita record del debito di 8 miliardi al mese (ora siamo a 2.140 miliardi, il 131,6 % del Pil). E la ripresa? Dal "botto a settembre" assicurato ad agosto, si è passato alle metafore meteorologiche qualche giorno dopo ("La ripresa è un po' come l'estate: magari non è bella come volevamo, arriva un po' in ritardo, ma arriva". Visti i numeri di cui sopra, preparare gli ombrelli potrebbe non servire nemmeno più, visto che tra stagnazione e recessione sull'Italia altro che pioggia: grandine.

Articolo 18 e 80 euro - A Renzi d'altronde dare i numeri è sempre piaciuto molto. Ha iniziato ad aprile con il bonus da 80 euro che gli ha garantito il successo alle europee di maggio: "Ho preso un impegno con partite Iva, incapienti e pensionati nel proseguire il lavoro di abbassamento delle tasse iniziato con i lavoratori dipendenti e lo manterrò". Due giorni prima del voto, ecco un'altra promessa: "Dal 2015 i pensionati saranno dentro la stessa misura prevista nel decreto Irpef degli 80 euro" e a giugno, a urne ancora calde e fanfare in azione, la concessione del Re: "Il bonus sarà allargato". Come sia andata e come andrà nel 2015, per il momento, non ha bisogno di commento. E anche i toni del governo sull'articolo 18 si sono fatti via via sempre più incerti, ora durissimi ("L'articolo 18 è un totem ideologico, inutile discuterne", Renzi a inizio agosto) ora più morbidi ("Non serve abolire l'articolo 18. Basta il contratto di inserimento", il ministro Giuliano Poletti una settimana dopo) ma comunque spesso enigmatici ("Il problema non è l'articolo 18, che riguarda 3mila persone", ancora Renzi a settembre). Risultato: un Jobs Act pasticciato che discrimina tra lavoratori di serie A e serie B e che soprattutto pare a rischio costituzionale perché escluderebbe dalla riforma i lavoratori del pubblico impiego.

Italicum col freno a mano - Sulla legge elettorale, poi, Renzi ha schiacciato il piede sull'acceleratore ancora prima di diventare premier. E anche ai toni entusiastici è seguito poco o nulla: "Nonostante i gufi, la legge elettorale è passata alla Camera ed entro settembre sarà approvata: mai più larghe intese e chi vince governa cinque anni. E' una rivoluzione impressionante, chi vince governa. Politica 1 – Disfattismo 0", è uno dei tanti comunicati via Facebook del premier, a marzo. L'Italicum, come noto, è ancora lontano dall'approvazione: il sì al Senato è atteso entro gennaio, poi la legge tornerà alla Camera sperando che l'iter non si inceppi a causa dell'elezione del presidente della Repubblica. 

 

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Commenti all'articolo

  • numetutelare

    02 Gennaio 2015 - 21:09

    E ci voleva tanto per capire chi era e cosa poteva fare uno come Renzi???

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