Cerca

Dopo Re Giorgio

La patetica corsa a candidarsi al Colle

La patetica corsa a candidarsi al Colle

In principio fu un morbido «Ttp», «Tutti tranne Prodi», l’acronimo in controluce del Patto del Nazareno che ogni berlusconiano ha inciso nel suo corazon. Poi è arrivato Maurizio Gasparri. Il quale ieri, ad Omnibus su La7, nello stilare la lista dei papabili al Quirinale ha aggiunto il «Ttc», «Tutti tranne Cassese» («Lo dico subito: io Sabino Cassese non lo voto») e il «Ttb», tutti tranne la Boldrini («Lo dico subito...»). Infine un suo compagno di partito ha aggiunto il Ttc, tutti tranne Cantone («Oh, lo dico subito...»), limitando così, si capirà, pesantemente il bacino delle autocandidature all’ermo Colle. Che poi, non sono proprio autocandidature, quelle scariturite in queste ore tra le pieghe di interviste ed editoriali pregiati. No, sarebbe inelegante dirlo. Sono - diciamo- suggestioni autoindotte, esprit, proiezioni freudiane per un giusto premio a glassa di carriere consumate nel nome dello Stato. Prendete il professor Cassese, appunto, emerito giudice costituzionale storicamente avverso al centrodestra: dopo mesi di silenzio egli verga ben due fondi sulla prima pagina del Corriere della sera a commento del discorso di Napolitano. L’emerito fa il conto delle parole importanti («unità», «fiducia» e «doveri») maneggiate dal presidente, le sgrana come un rosario, le decostruisce e spiega quante volte ricorrano nella Costituzione; insufflando nell’ignaro spettatore la certezza che lui, il professore Cassese, la Costituzione la conosce bene.

E, conoscere la Costituzione è conditio per assurgere all’alta carica. Al punto che il Corriere stesso a firma del collega Galluzzo rivela che Cassese è tra i candidati al Colle. Solo che non lo sapeva nessuno, nemmeno Cassese. È un po’ come quando dissero all’ignaro pensionato Eisenhower che era candidato alla Casa Bianca, mentre lui, paonazzo, se ne stava chino sul campo da golf. Da lì Cassese ha scritto che al Colle occorre un «equilibratore e regolatore», considerandosi un equilibratore e regolatore coi fiocchi. Idem per Laura Boldrini. La Presidente della Camera intervistata sempre dal Corriere, propone una donna e un «personalità autorevole», tipo Presidente della Camera, alla massima carica. E aggiunge che nella scelta è necessario «il primato della politica». La qual cosa -venendo Boldrini dalla mitica «società civile»- tenderebbe ad autoescluderla favorendo l’ascesa sia di Anna Finocchiaro che è donna, politica, di autorevolezza acclarata e conoscitrice della Costituzione, sia di Emma Bonino che è donna, politica, di autorevolezzza acclarata, conoscitrice della Costituzione e straordinaria rompicoglioni; la qual cosa, in ’sti tempi di pesciate in faccia, se sei un Presidente della Repubblica, be’, non guasta. Altra sussurrata autocandidatura potrebbe essere quella dell’ex magistrato e Presidente dell’Authory Anticorruzione Raffaele Cantone. Potrebbe.

Cantone è già stato candidato abbondantemente dall’Espresso, è al riparo dall’accusa di autoreferenzialità. Però, in fondo, intervistato dal Messaggero, rende noto che «le istituzioni si debbano far carico delle questione morale» e che urge una «rivoluzione culturale» contro la corruzione. Che poi sarebbe un altro atout indicato da Napolitano allo scopo d’ottenere il Capo dello Stato perfetto. E chi è l’anticorruttore più gallonato d’Italia, profondo conoscitore della Costituzione come Cassese, solo un tantino più appealing? Indovinato, Cantone il censore.
Avviso: questo è un gioco, un Risiko prima della grande roulette del Quirinale. È notorio che nel momento che esce un nome, quel nome viene bruciato. Marco Travaglio ne ha fatti 25 di nomi, a sfregio. Se ben osservate in ogni lista, gonfia di candidati, ne manca sempre uno. Uno solo. Il cognome è citato, al plurale, in una canzone di Gaber. Lavora in banca, conosce la Costituzione, ma meno di Cassese...

di Francesco Specchia

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • aranciacasa

    aranciacasa

    05 Gennaio 2015 - 12:12

    Siamo al punto che essere una 'straordinaria rompicoglioni' è divenuto un titolo di merito. La Bonino mi andrebbe benissimo, ma giornalisticamente che modi...

    Report

    Rispondi

  • gerrycat

    04 Gennaio 2015 - 17:05

    le peggiori la terrona fino ieri era indagata! non parliamo della maestrina rossa! Mi sta sulle palle!

    Report

    Rispondi

  • arwen

    04 Gennaio 2015 - 10:10

    Chiunque verrà indicato, nn potrà avere la mia approvazione in quanto i criteri in base ai quali sarà scelto sono quelli della convenienza politica. La convenienza dei partiti, dei così detti leaders ma nn certo gli interessi del paese, dei quali, ormai nn frega niente a nessuno! In una democrazia VERA è il corpo elettorale a scegliere il suo più alto rappresentante, nn 2 tizi chiusi in 1 stanza!

    Report

    Rispondi

blog