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L'analisi

Giampaolo Pansa: "Il lato oscuro di Matteo e le trappole del 2015"

Giampaolo Pansa: "Il lato oscuro di Matteo e le trappole del 2015"

«Sa cosa mi ricorda l’Italia di mister Renzi? Il traghetto Norman Atlantic. Una bella nave, varata da poco, un prodotto perfetto della genialità di voi italiani. Ma quando sali a bordo, ti rendi conto dei guai nascosti. A cominciare dal carico troppo pesante. Se poi succede qualche incidente, sei fritto. Ti ritrovi dentro un pasticcio tremendo e non puoi sapere come ne uscirai».
Nelle piccole vacanze di Capodanno ho incontrato in Toscana tre signori che conosco da tempo. Due sono uomini d’affari inglesi, il terzo un giornalista americano che lavora dall’Italia per un editore di New York. Com’era fatale, abbiamo parlato a lungo del nostro paese. A cominciare dal suo premier, mister Renzi. E di quanto potrebbe succedere nel 2015. Il parallelo tra l’Italia e il traghetto Norman Atlantic è di uno degli inglesi. Voglio precisare che il tono non era irridente, ma dispiaciuto. Intriso del rammarico di uno straniero che stima il nostro paese.

Per cominciare, il 2015 ci vedrà alle prese con un buon numero di prove elettorali che avranno il loro peso anche da noi. Si comincerà dalla Grecia, poi si passerà all’elezione del capo dello Stato italiano, quindi voteranno la Spagna e il Portogallo, infine toccherà alla Gran Bretagna. Un tempo potevamo dire che il voto in nazioni diverse dalla nostra non ci riguardava. Oggi non è più così. Quanto accadrà ad Atene, a Madrid e a Londra avrà un effetto sull’intera Europa. Buono o cattivo? Nessuno lo sa. Se pensiamo soltanto all’Italia, le elezioni stanno sempre dietro l’angolo. Mister Renzi le minaccia un giorno sì e l’altro pure. Le vuole entro il 2015 oppure ne ha timore? Come dirò più avanti, per i miei tre amici il nostro premier resta una figura in gran parte enigmatica. È giovane e forte, per la media dei politici italiani. Però si è caricato di una gigantesca quantità di impegni che comincia a opprimerlo.

La riforma costituzionale, con l’abolizione del Senato. La riforma del lavoro, della pubblica amministrazione e della giustizia. La nuova legge elettorale e il nuovo fisco. La scelta del successore di Giorgio Napolitano. Più tutto il rimanente delle tante promesse fatte in un anno di premierato. Un lavoro pazzesco. Mister Renzi ricorda lo chef di un ristorante che ogni giorno presenta nel menù dei piatti nuovi. Prima ancora di chiedersi se piaceranno ai clienti, ossia ai cittadini, c’è da domandarsi se la cucina reggerà a queste sorprese continue.
Per di più il cammino del premier è disseminato di trappole pericolose. La più rischiosa è la crisi economica che ci strozza da almeno cinque anni. Le previsioni per il 2015 non sono affatto rosee. L’ossessivo incitamento renzista a essere ottimisti serve a poco o non serve affatto. I miei amici constatano che i media italiani vengono di continuo subissati da dati statistici che registrano anche miglioramenti infinitesimali. Ma la gente non legge i comunicati dell’Istat o di altre agenzie. Guarda quel che gli succede in casa.
L’italiano senza potere si rende conto che le tasse crescono, al contrario di quanto sostiene il governo. Il prelievo sui conti correnti è salito, colpendo i risparmi. Una parte della società conserva margini di resistenza. Però si domanda quanto dureranno. E se le famiglie potranno ancora aiutare i figli disoccupati, prima di gettare la spugna e dichiararsi sconfitte.
Il collega americano mi dice: «Nel 2011 tu hai pubblicato un libro che s’intitolava: “Poco o niente. Eravamo poveri, torneremo poveri”. Mi colpisce che tanti italiani abbiano la stessa paura. Il vostro paese sembra in preda a incubi che prima non si presentavano».

Le banche reggeranno? Il governo deciderà dei prelievi forzosi sui risparmi, come fece nel 1992 Giuliano Amato? Potremo permetterci il tenore di vita del passato? O la crisi sociale ci travolgerà? Le altre trappole per Renzi stanno sotto gli occhi di tutti. L’elenco che presentano i miei amici è da brividi. Da noi cresce l’avversione per l’Europa e per l’euro. L’immigrazione selvaggia di clandestini non soltanto non è stata fermata respingendo i barconi, ma aumenta di continuo. L’infedeltà fiscale trionfa. La corruzione dilaga. La grande criminalità mafiosa o delinquenziale ha sempre la meglio. Il disagio sociale che divide i ceti ancora abbienti da quanti non possiedono niente può diventare una bomba pronta a esplodere. Infine anche vicende come quella dei due marò ricordano un cancro che il governo non sa come affrontare. A questo punto ho chiesto ai miei amici un’opinione su Renzi. E mi sono reso conto che il loro giudizio è pieno di interrogativi. La prima domanda riguarda la sua persona. Matteo è un leader vero, senza precedenti nell’Italia politica del dopoguerra, se escludiamo uno statista come Alcide De Gasperi. A suo modo è anche un riformatore quasi rivoluzionario. Il suo programma di «cambiare verso» al tran tran melmoso di tanti governi si fonda su un principio ferreo: se il baraccone italico non si emenda degli infiniti difetti, rischiamo di essere travolti da un disordine senza rimedio. Conclusione: un dieci a Renzi, per il coraggio, la costanza nell’azione, la resistenza testarda nel tener fede ai troppi impegni assunti. Ma esiste un’altra faccia di Renzi. È davvero l’uomo d’acciaio che si manifesta ogni giorno parlando di continuo su tutti i media? Forse è soltanto il prodotto di una serie di circostanze casuali. Non aveva altri concorrenti. Ha conquistato il Partito democratico e poi il governo perché nessun altro si era fatto sotto. Quando l’altro esisteva, è il caso di Enrico Letta, è stato giustiziato senza ragione e senza pietà.

Il sospetto è che Renzi sia un politicante ambizioso che ha scalato di corsa tutti gli incarichi possibili, dalla presidenza di una provincia qualsiasi, sia pure targata Firenze, a quella di leader dell’Italia. Il premier ricorda una fuoriserie che corra a tutto gas nella notte con i fari spenti. Il collega americano lo ritiene anche un provinciale, con una squadra di ministri non all’altezza del compito. Troppo piena di mediocri. Amici per la pelle, amici degli amici, signore e signori di levatura modesta, inadatti a occupare quei posti. Ma sempre spocchiosi e vendicativi, come il loro principale: uomo pronto all’insulto o al dileggio, e con il pugnale in mano.
Lo dimostra anche la sua ultima trovata. Quella di annunciare che per l’Italia del 2015 l’imperativo sarà «Ritmo». Neppure l’ultimo degli spin doctor, il consigliere che assiste un leader, avrebbe osato suggerire uno slogan tanto banale. Il presidente degli Stati Uniti o il premier britannico si sarebbero guardati da una gaffe così grossolana. Il mio collega americano osserva: «La scelta dimostra che, trascorso un anno di leadership, la spinta propulsiva di Renzi è in affanno. Dopo “Ritmo” che cosa potrà inventarsi?».
Ancora uno spunto per il futuro. Nelle ultime settimane, mister Renzi ha un atteggiamento diverso. È meno spaccone e giocatore d’azzardo. Sembra intimorito dal rischio che pensa di correre. Ma non mollerà la presa. Sa che il giorno che lo facesse, la sua vicenda sarebbe conclusa nel peggiore dei modi. Per cautelarsi, prima o poi dirà: dopo di me, c’è la troika europea che comanderà in casa nostra. Una bugia assurda. Comunque non resta che attendere.

di Giampaolo Pansa

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Commenti all'articolo

  • allianz

    18 Febbraio 2015 - 23:11

    Il venditore di pentole e carabattole varie appartiene a quella indegna razza toscana rossa che ci sta governando.Visioni distorte della realtà ad iniziare proprio da lui per finire all'imbonitore venditore di fumo della regione Toscana.

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  • rabbianera

    rabbianera

    07 Gennaio 2015 - 23:11

    Che delusione è Renzi !Per chi ha creduto che potesse svecchiare la politica e dare nuovo vigore al nostro paese da oggi ha la prova provata che se non la cacciano dal PD e dal governo i malestri che combina finiranno di rovinaci più di che non hanno fatto i politici fin'ora. Cacciatelo, Cacciatelo, Cacciatelo subito.

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  • arwen

    06 Gennaio 2015 - 12:12

    Il alto oscuro di Matteo si chiama ambizione. Gigantesca e bruciante. Questo è l'unico motore di Matteo. Per il resto è tale e quale a tutti gli altri chiacchierono incapaci sperimentati inquesti ultimi 30 anni!

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  • Picchio10

    Picchio10

    06 Gennaio 2015 - 08:08

    Spero che le sue previsioni catastrofiche siano sbagliate. Almeno in parte.

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