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L'intervista

La ricetta di Rutelli contro gli immigrati: "Affondiamo i barconi prima che prendano il mare"

La ricetta di Rutelli contro gli immigrati: "Affondiamo i barconi prima che prendano il mare"

Una ricetta forte quella che propone Francesco Rutelli, ex presidente del Copasir in un'intervista a Il Giornale. "L'Europa deve distruggere le barche gestite dai trafficanti di uomini prima che prendano il mare. L'Italia lo ha già fatto negli anni Novanta, in Albania". Lui stesso è consapevole di quanto sia forte questa ricetta, lui stesso infatti la definisce "emergenza criminale", l'abbandono delle navi alla deriva con centinaia di uomini a bordo. Rutelli spiega che oggi la situazione è di una gravità "senza precedenti. C'è stato un salto di qualità del traffico di uomini. Ora i trafficanti acquistano un'imbarcazione per poche centinaia di migliaia di euro, la caricano di disperati disposti a pagare, guadagnano cinque volte tanto e poi abbandonano la nave alla deriva per evitare di essere arrestati. Con due implicazioni gravissime a mio avviso sottovalutate da chi guarda al fenomeno ancora con gli occhi di vent'anni fa. La prima è che si tratta di un crimine contro l'umanità. E contro la navigazione, la cui sicurezza è messa a repentaglio".

La ricetta - Non ha dubbi quindi Rutelli: "Emergenze gravi richiedono risposte più forti del passato. Occorre affondare navi e barche gestite dai trafficanti criminali prima che imbarchino le persone, così da scoraggiare drasticamente l'industria illecita che sta prosperando. Un'azione che colpisca i network criminali direttamente nelle centrali direttive e organizzative, nei porti e nei tragitti che precedono gli imbarchi. Secondo Rutelli bisognerebbe partire proprio dalla Libia e per agire fuori dai confini europei "bisognerebbe assicurarsi la collaborazione di alcuni dei Paesi da cui le carrette partono. Qualcosa che l'Italia fece in Albania per stroncare il business degli scafisti all'inizio anni '90, sostanzialmente con la collaborazione del governo di Tirana. E che la comunità internazionale ha fatto e continua a fare per eliminare la pirateria al largo della Somalia e nell'Oceano Indiano. Si può e deve rafforzare la collaborazione coi diversi Paesi non complici della tratta di esseri umani". Giuridiacamente, se l'Europa si muovesse per crimini contro l'aumanità, "ciò renderebbe il suo intervento irrefutabile. E i capi del traffico una volta catturati andrebbero su iniziativa europea davanti al Tribunale penale internazionale». Rutelli è convinto che "possiamo e dobbiamo accogliere un numero limitato di persone, quelle che rischiano la vita, sulla base di regole e procedure trasparenti. E aiutare i molti che soffrono in loco. Altrimenti ci facciamo dettare le regole dai trafficanti, che grazie anche alla loro disponibilità economica stanno diventando più potenti degli Stati".

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Commenti all'articolo

  • u.mirulla

    21 Gennaio 2015 - 18:06

    non mi sembra molto facile da attuare - ma sarebbe buona cosa

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  • donatella.cortellucci

    15 Gennaio 2015 - 15:03

    Anche annegare gli scafisti o meglio ancora le loro mamme prima che li partoriscano.

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  • toro14

    08 Gennaio 2015 - 22:10

    Ottima proposta. Ma.. sanno bene come si possono fermare, e solo che non gli conviene farlo, altrimenti finisce la pappapponerira rossa..

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  • claudia42

    08 Gennaio 2015 - 18:06

    Questa volta a Rutelli la ciambella é riuscita con il buco. Complimenti!

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