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Legislatura a rischio

Napolitano, ultimi giorni al Colle e Renzi: subito il successore altrimenti si vota

Napolitano, ultimi giorni al Colle e Renzi: subito il successore altrimenti si vota

Ultimi giorni al Quirinale per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in attesa delle dimissioni formali, già annunciate nel discorso di fine anno agli italiani in nome del
"dovere di non sottovalutare la fatica dell’età". Domani, martedì 13 gennaio, i saluti formali ai corazzieri prima delle dimissioni del 14.  Dal 2006 al  mandato bis, attraversando una delle crisi economiche più dure per il paese, l’undicesimo capo dello Stato, primo ex comunista al Colle, ha trascorso quasi nove anni al Quirinale. "Mi accingo al mio secondo mandato. E lo farò fino a quando la situazione del paese e delle istituzioni me lo suggerirà e comunque le forze me lo consentiranno". È il 20 aprile 2013 quando Giorgio Napolitano accetta il bis, convinto dalle forze politiche e dall’incapacità del Parlamento di trovare un successore. Un secondo mandato, dopo quello iniziato nel maggio 2006, prima volta nella storia della Repubblica, a 88 anni e dopo mesi di rifiuti. Ma con un Pd sotto schiaffo per il fuoco amico dei 101 contro Prodi e davanti al pressing della quasi totalità dei partiti, Napolitano dice sì. Con 738 voti, al sesto scrutinio, inizia il suo settennato bis. 

Il premier Matteo Renzi si avvicina all'elezione del nuovo presidente della Repubblica con l'intento di dare una forza di prova che cancelli l'onta dei 101 franchi tiratori del 2013. "Vietato fallire", scrive il Messaggero "è il mantra che da qualche giorno circola nel gruppo Pd alla Camera dove anche l'opposizione interna sembra rassegnarsi alla volontà di durare del Parlamento che stavolta, a differenza del voto precedente, deve vedersela anche con un possibile scioglimento anticipato, qualora si dovesse ripetere lo spettacolo del 2013 e magari eleggere il presidente alla quindicesima votazione". Insomma, Renzi conta di eleggere il nuovo Presidente al quarto scrutinio e ha lasciato chiaramente intendere che se si dovesse esagerare con i franchi tiratori, "vorrà dire che la legislatura è finita". Il premier vuole evitare che sul nostro Paese cadano nuovamente giudizi sulla fragilità del nostro paese. 

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Commenti all'articolo

  • allianz

    14 Gennaio 2015 - 23:11

    Se si andasse al voto il venditore di pentole e ciarpame vario prenderebbe una scoppola che se la ricorda per 20 anni.

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  • irucangy

    14 Gennaio 2015 - 08:08

    Magari si votasse. Lo sbruffone calerebbe subito le orecchie...

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  • Napolionesta

    13 Gennaio 2015 - 13:01

    Ma come si permette questo bamboccio di minacciare il popolo come un dittatore?, non e stato votato da noi! Deve sparire al piu`presto possibile dalla politica buffone. Un Italiano in Germania.

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  • gregio52

    12 Gennaio 2015 - 23:11

    Questo "str...... " viaggia con i ricatti? Che se ne vada a casa prima che l'odio nei suoi riguardi non si trasformi in un tiro al piccione. L' ipocrisia di quest'uomo ha raggiunto i limiti ed a chi continua a seguirla auguro di affondare con lui nei meandri della sua falsità. A ricattare, lo faccia a casa sua, non agli Italiani che mai lo hanno eletto. Anzi ... ANDIAMO AL VOTO !!!!!!!!!!!

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