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Le tappe

Napolitano, i sette anni del mandato presidenziale

Napolitano, i sette anni del mandato presidenziale

Nove anni da capo dello Stato: nove anni cominciati nel maggio del 2006. Giorgio Napolitano è il primo esponente proveniente dal partito comunista italiano a salire al Quirinale. Sono stati anni lunghi, complessi, tormentati da una forte crisi economica e da una grande instabilità politica. Nel luglio del 2008 il presidente della Repubblica firma il lodo Alfano, la legge che sospende i processi e garantiva l'immunità alle più alte cariche dello Stato. Il presidente è oggetto di critiche feroci, da parte delle opposizioni che chiedevano al Colle di non ratificare la norme. Nel mese di febbraio del 2009 l'Italia si divide sul caso di Eluana Englaro. Napolitano decide di non firmare il decreto varato dall'esecutivo per bloccare lo stop all'alimentazione forzata. Anche questo atto gli attira molte critiche. Nel maggio del 2010, Napolitano vola negli Stati Uniti e incontra Obama. Nel 2011 si celebrano i 150 anni dell'Unità d'Italia: un anno ricco di appuntamenti e manifestazioni. Moltissimi impegni per Giorgio Napolitano che in prima persona si reca in numerose città e tenere discorsi. Nell'aprile del 2013 viene rieletto per il secondo mandato: tutte le forze politiche gli chiedono un impegno straordinario. Napolitano è rieletto con 738 voti. Il discorso con cui accetta l'incarico è pieno di attacchi alle forze politiche. L'ultimo anno, il 2014, è stato di Renzi: a febbraio dopo due ore e mezza di collooquio, il premier mette a punto la lista dei minsitri e forma la squadra di governo. Infine, ad ottobre la deposizione del preisdente davanti alla corte di assise di Palermo che va a sentirlo come testimone al Quirinale nel processo sulla trattativa Stato-mafia

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Commenti all'articolo

  • qwerty1995

    16 Gennaio 2015 - 15:03

    Libero è l'unico giornale a ricordare la fine di Eluana Englaro, sottoscritta da Re Giorgio. Per me fu la sua più grave macchia, seguita dal golpe contro Berlusconi.

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