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Situazione incartata

Quirinale, i favoriti scendono a quattro. Renzi vuole Padoan, Berlusconi e Bersani votano Amato

Quirinale, i favoriti scendono a quattro. Renzi vuole Padoan, Berlusconi e Bersani votano Amato

Matteo Renzi professa ottimismo, ma la verità è che la situazione, come riportano alcuni fedelissimi, "si è incartata". Non è un caso che mentre il premier assicuri che il Pd "farà solo un nome" per il Quirinale e che "il presidente si farà sabato", il lettiano Francesco Boccia sia molto più cauto, anzi preoccupato: "Temo che si andrà oltre la quarta votazione", avvertiva martedì mattina a Omnibus, su La7. Il problema è che i dem arrivano alla prova del Colle demoliti dal braccio di ferro interno sulla legge elettorale. L'Italicum andrà in porto non senza ferite martedì sera, al Senato. Nel frattempo, Renzi riceverà proprio Berlusconi per capire se il Patto del Nazareno reggerà, e su quali basi. 

"Renzi vuole un politico". E' giallo - La rosa dei nomi si sta stringendo. Da un lato, come sottolinea il Foglio, Renzi vorrebbe far eleggere presidente il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. Nome rispettato, tecnico, con un prestigioso curriculum internazionale in qualche modo anche vicino sia a D'Alema (ha partecipato alla sua fondazione Italianieuropei) sia al presidente Bce Draghi (in quanto ex membro dell'Fmi). Però potrebbe non piacere a parte dei dissidenti Pd, in quanto troppo governativo e poco di garanzia nei confronti di chi, come loro, al governo guarda con sempre più diffidenza. E martedì poco prima di pranzo, uscito dalle consultazioni con il premier, è stato il senatore di Gal Vincenzo D'Anna a dare un dettaglio in più: "Il segretario del Pd è d'accordo che il candidato al Colle sia un politico". Visto che anche Angelino Alfano, vicepremier e segretario di Ncd con cui Berlusconi ha raggiunto un'intesa sul "profilo" da votare, auspica un "politico conoscitore delle istituzioni", il nome di Padoan sembra un po' in caduta, anche se nel pomeriggio da Palazzo Chigi arriva la smentita: non ci sarebbe mai stato alcun veto su un premier tecnico. Il mistero s'infittisce.

Il pressing per Amato - Sembrano scendere intanto le chance di Sergio Mattarella, che non è del Pd e non è nemmeno gradito a Forza Italia. "Non vedo perché non dovremmo proporre un nostro candidato", ha detto ai suoi Renzi secondo quanto riportato da Repubblica. I "candidati interni" allora potrebbero essere Walter Veltroni e Piero Fassino: di sinistra, ex segretari (dal Pds ai Ds, fino al Pd), non troppo malvisti nel centrodestra. Torna a crescere, in modo clamoroso, la candidatura di Giuliano Amato. A favore del Dottor Sottile su Renzi ci sarebbe il pressing incrociato di Pierluigi Bersani e Silvio Berlusconi. Non è un caso che il premier voglia vederli in separata sede, in due faccia a faccia che si preannunciano decisivi.

La carta della disperazione - La sfida di Renzi è titanica: mettere d'accordo sinistra Pd e berlusconiani. Ossia blindare chi tifa per il patto del Nazareno e chi contro. Un gioco di prestigio degno degli 80 euro in busta paga, dunque. Il premier, nella morsa, rischia di farsi molto male e qualcuno gli sta consigliando di giocarsi la carta della disperazione: riportare in Italia quel Mario Draghi a cui nessuno, in Italia ed Europa, sembra poter muovere critiche, anche perché il meccanismo del quantitative easing è ormai lanciato e non potrà essere revocato almeno fino al 2016. Certo, il suo nome risolverebbe molti problemi immediati ma ne riproporrebbe uno gigante: accetterà Matteo di fare il premier sotto tutela?

di Claudio Brigliadori
@piadinamilanese


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Commenti all'articolo

  • highlander5649

    28 Gennaio 2015 - 18:06

    carO, o meglio ex caro silvio con qusto ti sei poprio scavato la fossa. o vuoi liberarti dei falchi di forza italia o vuoi lanciare salvini nella stratosfera della politica.. comunque sia la tattiica che usi hai perso il 99 per cento degli elettori, basta sentire in giro.. sei innominabile anche a destra.. perchè sei così.. banderuola?

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  • ego1

    27 Gennaio 2015 - 18:06

    Berlusconi sa bene che Amato, al pari di Prodi, è inviso ai suoi elettori. Se, nonstante ciò, dovesse insistere sul suo nome, allora darebbe la prova inconfutabile di quanto gliene freghi del suo elettorato e avallerebbe le insinuazioni dei suoi oppositori che hanno sempre ripetuto che la sua entrata in politica fu dettata dagli INTERESSIPERSONALI. A quel punto sarebbe bene che scomparisse!

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  • rocc

    27 Gennaio 2015 - 17:05

    Berlusconi fa pressing per Amato. Lo scongiuro di non farlo, perché dall'intero popolo italiano Amato è ricordato per quel famoso prelievo forzoso sui conti correnti in una notte di luglio e per le molte pensioni. Insista su Antonio MARTINO fino all'ultimo, e vada come vada. Votare Amato significa far perdere a FI quei pochi voti rimasti.

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  • deltabravo

    27 Gennaio 2015 - 17:05

    Questi non sanno che pesci pigliare mi propongo pensionato al minimo non cerco gloria ne pensioni da nababbo manderei subito a casa tutti nuove elezioni chi vince governa nuove paghe x tutti i dipendenti statali in ribasso del 50/60% pensioni al massimo 2500 euro al mese via tutti i benefici diretti ed indiretti tutti con i mezzi pubblici a proprie spese che ne dite???costo nulla

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