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Italicum 2.0: ecco i punti dell'accordo sulla riforma elettorale

Italicum 2.0: ecco i punti dell'accordo sulla riforma elettorale

Passa al Senato l’Italicum 2.0 che contiene l’accordo di maggioranza e il patto con Forza Italia. Queste le norme principali del testo che, arrivato in Aula senza relatore, ora passa all’esame della Camera.

Soglie - È pari al 3% la soglia di sbarramento per avere seggi nella futura nuova Camera dei deputati, ed è pari al 40% la soglia che consente di avere il premio di maggioranza. Questo va alla lista e non più alla coalizione. Se nessuno arriva al 40% si va al ballottaggio, ma sono vietati gli apparentamenti fra liste.

Capilista bloccati - Nell’Italicum 2.0 sono scelti dai partiti i capilista. Si introducono le preferenze, con l’alternanza di genere, fino al massimo di due, per gli altri candidati. Sulla norma la minoranza del Pd ha condotto una battaglia fino all’ultimo per cercare di predeterminare in anticipo il numero dei bloccati, paventando il rischio che altrimenti siano la maggioranza degli eletti. La proposta di mediazione, che non è stata accolta era quella di procedere con le preferenze per il 70% dei candidati lasciando il 30% di nominati. Ok alle
pluricandidature ma solo fino a un massimo di dieci.

Collegi - L’Italicum 2.0 divide il territorio in 100 collegi.

Clausula di salvaguardia - L’Italicum sarà operativo dal 1° luglio 2016. Lo prevede la calusola di slavaguardia introdotta nel testo.

Voto italiani all'estero - Ok del Senato al voto per corrispondenza per i cittadini italiani che, per lavoro, studio o cure mediche, si trovino, per un periodo di almeno tre mesi in un Paese estero in cui non sono residenti, quando cadono le elezioni politiche in Italia.

Norma anti flipper - Approvata in Senato la norma che punta a diminuire la causalità nell’attribuzione dei seggi, dopo il calcolo a livello nazionale, con il meccanismo dei quozienti e dei resti, in modo da non penalizzare i partiti piu piccoli.

Simbolo e statuto - Ok del Senato all’emendamento, appoggiato dal Pd Ugo Sposetti, e poi approvato a larghissima maggioranza, per far sì che i partiti che si presentano alle elezioni presentino contestualmente al simbolo anche il loro statuto.

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Commenti all'articolo

  • flikdue

    28 Gennaio 2015 - 09:09

    Da elettore del centrodx. non capisco proprio, FI. in totale frantumazione e Berlusconi accetta il premio di maggioranza al 40% alla lista. Il Cav. o è improvvisamente impazzito o si vuole suicidare politicamente !!!!!

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  • gianpuiet

    gianpuiet

    27 Gennaio 2015 - 18:06

    Evidentemente Berlusconi temeva di vincere le elezioni, per cui ha accettato il premio di maggioranza alla lista anziché alla coalizione per essere certo di perdere !

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