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Il patto

Quirinale, che cosa vuole Silvio Berlusconi da Matteo Renzi

Quirinale, che cosa vuole Silvio Berlusconi da Matteo Renzi

Quello che deve dire a Matteo Renzi glielo dirà oggi a quattr'occhi a Palazzo Chigi. Ieri Silvio Berlusconi non si è presentato all'appuntamento per le consultazioni quirinalizie fissato dal premier: ha consegnato alla delegazione di Forza Italia l'identikit del "suo" candidato al Colle rimandando all'ora di pranzo il colloquio con il premier. Chiederà spiegazioni, ma gli presenterà anche le sue richieste. Un conto nel quale una delle voci sarà l'agibilità politica del Cav. Da parte sua Renzi deve trovare il modo: sembra quasi impossibile che possa abolire la legge anti-corruzione che ha segnato la decadenza di senatore di Berlusconi. La strada, come vanno vociferando alcuni azzurri in queste ore, potrebbe essere quella di una nomina a senatore a vita fatta dal futuro presidente della Repubblica.

Il trabocchetto - Ma il Cav va cauto. Il dubbio che si è insinuato nella sua mente è che Renzi non solo abbia deciso di prediligere l’asse con il suo partito e la minoranza Pd rispetto al patto del Nazareno, ma che voglia utilizzare i voti di Forza Italia solo come sicurezza aggiuntiva. E, quindi, vedere Berlusconi non da solo bensì di fronte ad ampie delegazioni servirebbe, è ancora il ragionamento del Cavaliere, a tenere buona la sinistra interna. E rifilare a noi il nome del candidato per il Colle solo all’ultimo momento utile. Prospettiva che Berlusconi vuole evitare ad ogni costo, anche per non prestare il fianco ai ’dissidenti' e ridare linfa alle posizioni di Fitto, ma soprattutto per non trovarsi senza contromosse da giocare subito, qualora il nome proposto dal presidente del Consiglio non fosse ’digeribile'. Renzi non può credere di fare il furbo, è il refrain. Ma certo, la preoccupazione di cadere nel 'trabocchetto' renziano c’è.

Le carte sul tavolo - Ecco allora la richiesta di un incontro privato, lontano da occhi e orecchi indiscreti, dove mettere sul tavolo tutte le carte. Berlusconi ribadirà quello che si aspetta dal patto, Renzi gli parlerà del decreto del ministero dello Sviluppo economico (Mise) che è stato pubblicato martedì 20 gennaio in Gazzetta ufficiale in materia di contributi per le frequenze televisive. Il provvedimento tampone del governo, firmato il 29 dicembre 2014 dal sottosegretario Antonello Giacomelli, renziano doc, prevede infatti che le aziende che utilizzano frequenze tivù paghino un contributo pari al 40% di quello versato nel 2013, in forma di acconto, in attesa che il ministero completi la riforma del settore e aggiorni i tariffari.

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Commenti all'articolo

  • Janses68

    28 Gennaio 2015 - 15:03

    Comunque e' stato Berlusconi e il patto del Nazzareno che hanno salvato il culo a Renzi piu' di una volta ... Del resto il senso di responsabilita' e di non voler fare brutte figure di tutti guida il buon senso di tutti. Speriamo che siano tutti a loro modo intelligenti da fare un nome comune ... e mostrare che non siamo i soliti idioti di Italiani che perdono tempo a fare un cazzo di voto.

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  • miraldo

    28 Gennaio 2015 - 11:11

    La coppia di fatto vorrà celebrare il matrimonio perfetto.

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  • arwen

    28 Gennaio 2015 - 10:10

    che cosa vuole Silvio Berlusconi da Matteo Renzi? Indovina indovinello?

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