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Quirinale, Matteo Renzi con le spalle al muro: le due strade che può percorrere

Quirinale, Matteo Renzi con le spalle al muro: le due strade che può percorrere

Alla vigilia del primo voto per eleggere il prossimo presidente della Repubblica, Matteo Renzi si trova con le spalle al muro. Politicamente debole come forse non lo era mai stato dalla sua ascesa a Palazzo Chigi. Al solito, si trova in mezzo a due fuochi: da un lato Silvio Berlusconi, dall'altro la minoranza del suo Pd. Che il Cav abbia alzato l'asticella è evidente sin dall'incontro rimandato con il premier. Ora, il leader di Forza Italia, non vuole più essere il numero due di Renzi. Non vuole più subire le sue scelte. E meno che meno vuole "regalargli" il nuovo inquilino del Colle, anche perché l'aula ha dimostrato che l'appoggio di Forza Italia è vitale per Palazzo Chigi. Se dunque sul Quirinale si rompesse l'intesa tra Matteo e Silvio, se dunque si liquidasse il Patto del Nazareno, è evidente come la vita parlamentare per Renzi, dal giorno successivo al termine delle operazioni di voto quirinalizie, diventerebbe un Vietnam, in cui il governo orfano dei voti azzurri potrebbe cadere alla prima imboscata ordita in casa.

Minoranza - E si arriva dunque al secondo fuoco, a quella minoranza del Pd alla quale il premier potrebbe rivolgersi pur di trovare, senza intoppi, i voti necessari per l'elezione del presidente della Repubblica. Un'ipotesi, quest'ultima, che Matteo vorrebbe scongiurare: meglio l'accordo con Berlusconi che i voti del Pd che lo osteggia. Già, perché se Renzi tornasse sui propri passi chiedendo aiuto a quella minoranza che più volte ha denigrato ed escluso, di fatto, perderebbe quell'aura di invincibilità, perderebbe credibilità e perderebbe l'incedere che fino ad oggi lo ha contraddistinto. Ma soprattutto, se negoziasse con la minoranza Pd, si troverebbe al Colle un presidente che non avrebbe voluto, un presidente che con il premier non avrebbe alcun tipo di debito.

I nomi - Tra due fuochi, dunque. Perché come detto, ora, Berlusconi non ha la minima intenzione di cedere neppure un millimetro. Tra i prediletti del Cav resta Giuliano Amato: un incubo, per Renzi, perché il nome andrebbe bene anche alla minoranza Pd, per la quale si è espresso Pier Luigi Bersani. Sul nome di Amato, dunque, potrebbe concretarsi un accordo trasversale alle spalle del premier, che ne uscirebbe con le ossa rotte. Così Matteo tenta il rilancio con due nomi che spera graditi a Berlusconi: Sergio Mattarella e Pier Carlo Padoan. Ma è su questi nomi che il Cav gioca la sua sfida ed alza l'asticella: il "niet" sulle due proposte sarebbe stato secco.

Il bivio - Per trovare una mediazione in extremis, Renzi potrebbe provare a giocarsi la carta Anna Finocchiaro, che sarebbe meno indigesta al Cavaliere. Ma se il leader di Forza Italia tirasse dritto per la sua strada, rifiutando nomi di partito, nomi del Pd, a quel punto resterebbe un'ultima ipotesi di compromesso: Pier Ferdinando Casini. Una soluzione sgradita a Renzi, non particolarmente gradita neppure a Berlusconi, ma una soluzione che nei fatti equivale a una sostanziale sconfitta della linea del premier. Un vero rompicapo, per Matteo. Sfasciare il patto del Nazareno, inchinarsi alla minoranza o ripiegare su un compromesso che ne appannerebbe la stella?

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Commenti all'articolo

  • tingen

    28 Gennaio 2015 - 13:01

    In realtà Berlusconi rimane con le mani vuote sulla legge elettorale e sul presidente della repubblica.

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  • frankie stein

    28 Gennaio 2015 - 13:01

    Che bell'articolo di fantascienza...Pure con gli 'incubi' per Matteo...Godibile, masticabile all'infinito come la 'gomma del ponte' (do you remember?), ponte dei desideri frustrati. Cambiate la bilancia innanzitutto...Quella dell'articolista è truccata.

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  • AMMENDOLEA

    28 Gennaio 2015 - 12:12

    piuttosto preferirei un buon Briatore

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  • angelapiscitelli

    28 Gennaio 2015 - 12:12

    Questo psicodramma di avanspettacolo sulla Presidenza della Repubblica sta indignando molti Italiani e per ragioni serie:La prima.il supremo disprezzo del popolo sovrano che hanno lorsignori,la seconda:la vuota retorica dei ragionamenti e dei nomi con patto del Nazzareno a metà tra il terzo mistero di Fatima e la vendita dell'anima al demonio.dateci Antonio Martino, per riscattarvi e riscattarci.

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    • pinodipino

      28 Gennaio 2015 - 15:03

      avevi iniziato bene ma poi come se finita ad Antonio Martino?????????? CHEPECCATO.

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