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Nel nome della parità di genere

Matteo Renzi paga 40mila euro per far contenta Laura Boldrini

Laura Boldrini

Per la presidentessa della Camera, Laura Boldrini, era diventata quasi una fissa: il linguaggio di genere. Lei non sopporta di essere declinata al maschile, e ritiene che insegnare i giusti modi declinando al femminile anche termini da sempre utilizzati al maschile sia esigenza di civiltà. A forza di insistere Matteo Renzi l’ha accontentata. E ha puntato sul sogno della Boldrini la bellezza di 40 mila euro. Anzi, per la precisione 39.900 euro non si sa se Iva compresa o meno. A stanziare la somma è stato il dipartimento pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, guidato grazie a una delega data dallo stesso Renzi nell’autunno scorso, dalla parlamentare del Pd, Giovanna Martelli. Il 17 dicembre scorso ha destinato quella somma non piccola per una “ricerca relativa al linguaggio di genere, con l’obiettivo di approfondire la riflessione sulle relazioni reciproche fra cambiamento socio-culturale e l’evoluzione degli usi linguistici, quale efficace strumento della lotta alle diseguaglianze basate sul genere”.

Niente trattativa - Una ricerca per 40 mila euro è davvero pagata profumatamente. Se Palazzo Chigi avesse fatto una gara, probabilmente ci sarebbe stata la fila per vedersela assegnare. Ma gara non c’è stata, e a trattativa diretta è stata scelta per compilare il libro dei sogni della Boldrini la dottoressa Chiara Meta. Classe 1978, ex insegnante di liceo, ricercatrice di scienze dell’educazione all’Università di Roma Tre, la brava prof non è proprio uno di quei nomi indiscutibili del mondo accademico italiano. Ha pubblicato numerosi saggi su Antonio Gramsci (che con la parità di genere linguistica ci azzecca assai poco) e per Aracne editrice ha dato alle stampe un lavoro che si avvicina un pizzico di più alla materia: “Neofemminismo e legislazione del lavoro negli anni Settanta”. Poco conosciuta nel mondo accademico, la fortunata Meta che ha fatto bingo con quella commessa da 40 mila euro, è invece meglio conosciuta nel vasto mondo del Partito democratico. Anche grazie alla parentela con uno dei leader del Pd laziale: Michele Pompeo Meta, presidente della commissione trasporti della Camera.

di Franco Bechis

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Commenti all'articolo

  • ketaon_01

    29 Gennaio 2015 - 14:02

    Ladri. Ma è sempre quella che ha portato gli amici in vacanza sul volo di stao ... la boldrini. Che signora per bene , una vera lady .... di m...a . Questi non hanno limiti nell'ingrassare e ad ingrassare parenti e amici. Adesso che il capoladro Napolitano è in pensione , vediamo chi coprirà questi ladroni

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  • etano

    29 Gennaio 2015 - 14:02

    Il problema è che tutte le persone oneste, moderate e rispettose delle istituzioni, in poche parole la parte di elettorato votante Centro Destra/Lega inclusa non ha voce in capitolo e pertanto è impotente contro l'enorme feccia di sinistra che ha acquisito in barba alla Costituzione tutti i posti predominanti del potere dal presidente della Repubblica uscente fino all'ultimo portaborse.

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  • esasperata49

    29 Gennaio 2015 - 14:02

    Continuano a tagliare, ma sulle loro stronzate nessuno controlla? Se la signora è fissata se le paghi ti tasca propria così vedremo se insiste nella ricerca di queste cazzate. e poi questa str.......a qualcuno la vorrebbe come"presidenta" della repubblica. siamo proprio conciati male!!!!!!

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  • esasperata49

    29 Gennaio 2015 - 13:01

    Continuano a tagliare, ma sulle loro stronzate nessuno controlla? Se la signora è fissata se le paghi ti tasca propria così vedremo se insiste nella ricerca di queste cazzate. e poi questa str.......a qualcuno la vorrebbe come"presidenta" della repubblica. siamo proprio conciati male!!!!!!

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