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Retroscena

Quirinale, il "no" di Silvio Berlusconi a Sergio Mattarella: cosa è successo nei "40 minuti di fuoco" di Forza Italia

Quirinale, il "no" di Silvio Berlusconi a Sergio Mattarella: cosa è successo nei "40 minuti di fuoco" di Forza Italia

Alla fine fu scheda bianca. Almeno al primo voto. Ma, ad ora - anche se la situazione è mutevole per definizione - Forza Italia non pare intenzionata a cambiare rotta: il "no" a Sergio Mattarella, candidato unico di Matteo Renzi al Colle, è netto. Ma la genesi di questo "no" è stata piuttosto travagliata, come ha dimostrato la cronaca convulsa delle ultime ore. Si parte dal rifiuto di un irritatissimo Silvio Berlusconi. Quindi le voci - rilanciate sia da ambienti azzurri sia dalla segreteria del Pd - di un ripensamento del Cav, orientato ad avallare la nomina. Infine la definitiva chiusura e l'ordine ai grandi elettori di votare azzurri in bianco. Ma che cosa è successo, in quei convulsi quaranta minuti che hanno scritto la storia del primo voto per il prossimo presidente della Repubblica?

La mediazione - Il quadro è abbastanza chiaro. Le bocche - ufficialmente - restano cucite. Ma fioccano le ricostruzioni (e le indiscrezioni) sui motivi della decisione di Berlusconi. Il presupposto da cui muove tutto è la forte contrarietà a Mattarella, recepito dal leader azzurro come uno schiaffo, come la pietra tombale posta sul patto del Nazareno. Sin dal principio, Silvio era per un "no" categorico. Ma c'è chi poi, nell'arco di quei minuti convulsi, ha provato a smussare gli angoli del leader. Ha tentato di mediare. Ha tentato di convincerlo. E quasi ci è riuscito. La famiglia, in primis, che avrebbe fatto capire al padre che era nel suo interesse, non eminentemente politico, subìre la decisione del premier pur di mantere in piedi l'intesa con Palazzo Chigi.

Famiglia e azienda - E la famiglia Berlusconi si lega a doppio filo all'azienda, a quella Mediaset che nei lunghi mesi di "pax" politica tra il Cav e Renzi ha ritrovato smalto, brillantezza e soprattutto valore in Borsa. E così dopo quelle della famiglia, le pressioni sarebbero arrivate dal Biscione, e quando si parla di Biscione si parla dell'amico e consigliere di una vita, il presidente Fedele Confalonieri (che secondo il Corriere della Sera, alla vigilia, avrebbe incontrato proprio Renzi, incontro però smentito da "Fidel"). Pressioni incrociate, dunque, alle quali - nel ruolo di colomba - avrebbe preso parte anche Gianni Letta. Pressioni che avrebbero - anzi, hanno - fatto tentennare Berlusconi: "Ci sto pensando", ha sussurrato ai suoi riferendosi all'ipotesi di votare Mattarella, magari eleggendolo già al primo colpo, saldando così il Patto del Nazareno (o almeno ciò che ne restava, e l'impressione è che ne resti assai poco).

La svolta - Ed è a questo punto della vicenda - riferiscono fonti azzurre - che sarebbe entrato in campo il garante azzurro del Patto del Nazareno, Denis Verdini. E anche per Verdini, in questo caso, Renzi aveva alzato troppo l'asticella: inaccettabile l'imposizione di Mattarella, candidato sgradito agli azzurri. Col Patto, quel nome non c'entra nulla. E dunque sarebbe stato proprio Verdini - spalleggiato dagli onorevoli azzurri in rivolta - a spingere affinché da Berlusconi arrivasse un "no": Verdini è pur il garante del Patto, ma se il Cav avesse dato il suo ok a Mattarella, semplicemente, il Patto si sarebbe liquefatto. Su Berlusconi, dunque, dopo quelle della famiglia e dell'azienda si riversano le pressioni politiche. Allo stesso modo, certo, rifiutando il nome unico di Renzi, Berlusconi avrebbe sciolto il Patto. Ma meglio farlo sciogliere, o stracciarlo, senza dover subìre una sconfitta. Argomentazioni che nel corso di quei 40 minuti ad altissima tensione avrebbero convinto Berlusconi: per Mattarella è "no".

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Commenti all'articolo

  • carlozani

    30 Gennaio 2015 - 13:01

    Berlusconi dovrebbe appoggiare Mattarella per far felice Renzi ed avere vantaggi economici per le sue aziende.Qualcuno dovrebbe spiegare se i cittadini l'hanno votato per il bene del Pase o dei suoi interessi:

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    • ulanbator10

      30 Gennaio 2015 - 20:08

      Qualcuno dovrebbe anche spiegare perché un imprenditore che da' lavoro a 40.000 persone , deve trattare col Presidente del Consiglio Renzi, per non danneggiare un'azienda sana che da' profitti e paga le tasse tutte in Italia, diversamente da tanti amici e sostenitori di Renzi

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  • Happy1937

    30 Gennaio 2015 - 05:05

    Il Signor Renzi si accorgerà del pasticcio che ha combinato quando non riuscirà a far passare nessuna delle sue riforme.

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  • Chry

    30 Gennaio 2015 - 00:12

    il patto del Nazareno non comprendeva l'elezione del capo dello stato, per cui chi l'ha sciolto e mancato alle promesse è proprio Berlusconi

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  • carlo5

    29 Gennaio 2015 - 23:11

    Renzi cerca di ricompattare il PD per dargli l'ultima spallata alle prossime votazioni di politica nazionale. A quel punto la sinistra PD sara', rimarra' quella di sempre e dara' motivo a Renzi per sconfessarla e a Berlusconi di tornare in campo alla grande. Poi non si dimemtichi la Finocchiaro che sta sempre li in attesa di eventi migliori.

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