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Obiettivi inconfessabili

Sergio Mattarella al Quirinale, perché potrebbe subito sciogliere le Camere: verso un Renzi-bis

Sergio Mattarella e Matteo Renzi

Della spregiudicatezza Matteo Renzi ha fatto la sua cifra politica: dall'"Enrico stai sereno" fino al "Silvio stai sereno". Le promesse e i patti, per il premier, sono relativi: e così come detronizzò Letta con una congiura di Palazzo, sul Quirinale e con Sergio Mattarella sta polverizzando e tradendo quanto aveva pattuito con Silvio Berlusconi. Un azzardo, quello di Matteo, che con la sua mossa rischia di perdere la compattezza necessaria per poter proseguire con il suo governo. Eppure potrebbe trattarsi di un azzardo ponderato.

Tre maggioranze - Se Mattarella sarà - e, con tutta probabilità, Mattarella sarà -, dopo il voto per il Colle l'Italia si troverà ad essere forse l'unico paese al mondo con tre maggioranze politiche: quella "ufficiale", ossia la maggioranza Pd-Ncd più vari ed eventuali, quella "ufficiosa" (ammesso e non concesso che resista agli scossoni) con una Forza Italia che potrebbe ancora votare le riforme costituzionali, e quella "potenziale", ossia la nuova maggioranza che si è coagulata attorno al nome di Mattarella, con Sel e i fuoriusciti grillini (e senza Ncd). E tra queste tre diverse maggioranze, le prime due, è ovvio, ne uscirebbero assai indebolite (e anzi, quella con Forza Italia potrebbe essere soltanto un ricordo). L'unica con basi un poco più solide sarebbe la terza, la maggioranza spostata a sinistra e assai gradita alla minoranza del Pd che tanto si è opposta al segretario nonché premier.

La prima mossa - Una situazione surreale, quella determinata dall'azzardo (ponderato) di Renzi. Una chiave interpretativa a quanto sta accadendo la ha fornita Paolo Romani ai microfoni di La7. Il capogruppo di Forza Italia al Senato, tra il serio e faceto, sorridendo (ma neppure troppo), incalzato su quale possa essere la prima mossa di Mattarella al Colle ha risposto sornione: "...sciogliere le Camere?". Certo, quella di Romani è una brutale sintesi politica. E' una frase che necessita di contesto: Mattarella, di punto in bianco, non può certo scogliere le Camere. Ma Romani, politico paludato, ha lasciato intendere che, a breve, qualcosa possa cambiare (un pensiero che anche Renato Brunetta, altrettanto paludato, ha mostrato di condividere in una qualche misura).

Incidenti di percorso - Affinché qualcosa possa cambiare serve però un "incidente di percorso". E ora come ora la strada verso l'incidente di percorso pare spianata. Per esempio potrebbe bastare un ritocco all'Italicum in Commissione, il ritorno della riforma in Senato, qualche voto in meno rispetto a quelli necessari (per esempio quelli di una Forza Italia inacidita col premier) ed eccolo, l'incidente. Il governo va sotto (come potrebbe andare sotto "ad arte" in altri voti decisivi), Renzi spiega che così non si può andare avanti e dunque il nuovo presidente della Repubblica (che maliziosamente si potrebbe pensare essere stato spedito al Colle proprio per raggiungere l'obiettivo) avrebbe un pretesto più che valido per sciogliere le Camere.

Cambio di maggioranza - E poi? E poi l'azzardo di Renzi potrebbe raggiungere l'obiettivo forse primigenio: un radicale cambio di maggioranza. Dopo aver spremuto Berlusconi e Forza Italia, Matteo, in sintesi, ricompatta il partito, "espelle" Alfano dopo l'ipotetico crac parlamentare e prima di andare al voto si avventura in semplici consultazioni per un Renzi-bis, dove entrerebbero i vecchi alleati di Sel, i fuoriusciti grillini e chissà chi altro. Numeri alla mano, la possibilità c'è, eccome: Sel e gli ex M5s, insieme, hanno 65 scranni, Ncd e Udc 75. Ballerebbero una decina di scranni per una nuova maggioranza: operazione possibile, dunque.

Niente urne - E' assai più difficile una crisi che, al contrario, non abbia sbocchi parlamentari e porti l'Italia a votare con il Consultellum (e questo nel caso in cui prima della futuribile e ipotetica crisi non sia stato definitivamente approvato l'Italicum, che per giunta, ad oggi, non dovrebbe entrare in vigore prima del 2016). L'azzardo in questo caso sarebbe ancor più marcato: un voto con il proporzionale puro equivarrebbe ad un suicidio politico per Renzi, o nel migliore dei casi possibili il voto gli consegnerebbe uno scenario parlamentare assai simile a quello attuale, dove per ottenere una maggioranza sarebbero necessari accordi con forze politiche "estranee", come Ncd. Eppure questo azzardo, almeno per Renato Brunetta, non è da escludere: per l'ex ministro, infatti, l'obiettivo dell'Uomo da Rignano sull'Arno è votare già a maggio (ma qualcosa, sull'Italicum, dovrebbe cambiare in tempo).

Le parole di Alfano - Ma tant'è. Come suggerisce Romani, dunque, l'idea che la prima "operazione" (di rilievo) di Mattarella al Colle possa essere lo scioglimento delle Camere è tutt'altro che fantapolitica. E lo dimostra, paradossalmente, anche quanto affermato da Alfano ieri, quando dopo l'incontro nel pomeriggio con Berlusconi, mentre naufragava il patto del Nazareno, si affrettava a dire che "quanto accaduto non avrà conseguenze per la maggioranza. E' un fatto estraneo al patto di governo". Una mezza falsità, perché l'elezione del presidente della Repubblica è tutt'altro che un fatto estraneo al patto di governo (e perché non era mai capitato nella storia repubblicana che un ministro dell'Interno non votasse il futuro inquilino del Colle). Una frase, quella scandita da Alfano subito dopo l'incontro con il Cav, che in un qualche modo dimostra come i due vecchi alleati abbiano "annusato" il pericolo che Renzi miri a stravolgere (a brevissimo) la maggioranza. Un pericolo per Alfano, per il suo partito e anche per Berlusconi.

di Andrea Tempestini
@anTempestini

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Commenti all'articolo

  • gabry1

    02 Febbraio 2015 - 16:04

    Spero vivamente si vada al piu' presto al voto, vedere Alfano e Monti spazzati via dagli italiani non ha prezzo, prima ha votato tutte le schifezze di Berlusconi e poi l'ha pugnalato alle spalle per andare con il restauratore, non abbiamo bisogno di gente cosi'...forza Salvini e Meloni

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  • dardo_01

    31 Gennaio 2015 - 15:03

    Con il Renzi bis, ottiene la contropartita da Mattarella. elimina tutti i ministri e sottosegretari che gli stanno sulle palle.

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  • robertoserafiniboutique

    31 Gennaio 2015 - 10:10

    Se qualcuno si illude di fare di nuovo il 40,8 % alle elezioni ,conviene che inizia a scrivere le schede elettorali perche' ci vorra' un bel po !!! E comunque quello non era un voto al partito ma un voto per rimanere nella UE, per questo hanno votato gli italiani beoti !

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  • giacomolovecch1

    30 Gennaio 2015 - 19:07

    Mattarella un altro rudere ripescato da quello scemo di Renzi .

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