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Alta tensione in Transatlantico

Quirinale, le manovre di Maria Elena Boschi: pressioni su Ncd, e Angelino Alfano perde le staffe

Angelino Alfano e Maria Elena Boschi

Dopo i primi due voti per il prossimo presidente della Repubblica, in Transatlantico il clima si scalda. L'unico nome sul piatto almeno fino al quarto voto resta quello di Sergio Mattarella, candidato unico del Pd e, con buona probabilità, prossimo presidente della Repubblica (eletto a maggioranza semplice). Ma i numeri potrebbero non esserci. In Matteo Renzi, di minuto in minuto, cresce la preoccupazione. Già, perché l'ombra dei franchi tiratori resta, sempre e comunque. E se nel 2013 furono in 101 ad impallinare Romano Prodi e dunque Bersani, per far fuori Mattarella, tra poche ore, ne potrebbero bastare una cinquantina. Certo, lo scenario è differente, un nuovo suicidio del Pd appare un poco meno probabile. Ma niente, mai, in politica si può escludere. Tanto che, dice radio-Transatlantico, al premier potrebbero mancare 70 voti: in primis quelli dei D'Alemiani, poi altri in ordine sparso.

Le manovre della ministra - E' dunque in questo - difficilissimo - contesto che prendono piede le manovre dell'emissario di Renzi, la ministra Maria Elena Boschi. Come scrive l'Huffington Post, la Boschi è stata avvistata in Transatlantico a parlare lungamente con Enrico Costa, il viceministro della Giustizia in quota Ncd. Dunuque il colloquio con il leader, Angelino Alfano, e poi con Maurizio Sacconi. La manovra è chiara: la Boschi è a caccia di voti Ncd per Mattarella pur di blindarne l'elezione. Con 10-15 "sì" dalle truppe di Alfano ogni rischio dovrebbe essere scongiurato. Dall'opera di Maria Elena, dunque, potrebbe dipendere l'elezione - o meno - di Mattarella.

Numeri e pallottoliere - Stando alle indiscrezioni le pressioni di Maria Elena avrebbero sortito qualche effetto. Già, perché nonostante quanto stabilito da Alfano a colloquio con Silvio Berlusconi ("scheda bianca su Mattarella anche al quarto turno"), in Ncd ci sono parecchi esponenti che lo vorrebbero votare (e a prescindere dalle richieste di Maria Elena). Un colonnello del partito citato dall'Huffpost, infatti, spiega: "I nostri senatori vogliono votare Mattarella, sono decisissimi". E questi senatori oscillerebbero tra le 12 e le 16 unità (in prima linea la Lorenzin, sostenuta da Costa e da Laura Bianconi). La Lorenzin infatti avrebbe spiegato che intestardirsi sulla questione, con esiti imprevedibili per il futuro del governo e della legislatura, non converrebbe a nessuno, o quasi.

La rabbia di Angelino - Il partito, dunque, potrebbe almeno in parte smarcarsi da Alfano, che viene descritto di umore nero, al pari di Silvio Berlusconi. Nel segreto dell'urna, proprio dal suo partito, potrebbero arrivare i voti necessari per l'ultimo tradimento al Cavaliere, col quale Alfano, però, non vorrebbe nulla a che fare. L'ipotesi estrema, dunque, è quella di far uscire gli elettori dall'aula nel momento del quarto voto. Ma nel segreto dell'urna potrebbe parimenti arrivare quella cinquantina di voti necessari ad affossare Renzi e Mattarella. Dunque le pressioni continuano. E in campo scende direttamente Renzi. Molte fonti, infatti, confermano che nella notte e in mattinata, il premier avrebbe telefonato, uno per uno, a deputati e senatori di Ncd. Nel pomeriggio è stato confermato un colloquio con Alfano: Renzi ha provato a convincerlo a votare Mattarella, insistendo sulla logicità della scelta di un ex Dc per Nuovo centrodestra.

Le pressioni per l'appello - Le trattative sono dunque febbrili. L'esito del voto quirinalizio di sabato mattina, ora, pare molto meno scontato di quanto poteva apparire soltanto ieri. Anzi, soltanto una manciata di ore fa. Negli ultimi minuti si sono rincorse voci circa un possibile appoggio grillino a Mattarella dal quarto voto, eppure il "candidato Sergio" è assolutamente inviso al grande capo Beppe: è stato proprio Mattarella l'uomo della trattativa per gli F-35 di cui il Movimento 5 Stelle voleva scongiurare l'acquisto. E così altre indiscrezioni riferiscono delle pressioni di Beppe Fioroni, piddino ed ex democristiano, grande sostenitore di Mattarella, che starebbe tentando di convincere Renzi a spingersi in un appello pubblico. Un po' come fece Craxi ai tempi di Pertini: l'obiettivo è che il premier getti la maschera, chieda pubblicamente ad Alfano di votare Mattarella e sperare che la mossa possa vincere le sue ritrosie.

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Commenti all'articolo

  • alessandro.maneggia

    31 Gennaio 2015 - 02:02

    una lucidatina al grilletto? chi non gliela darebbe?

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  • maxgarbo

    30 Gennaio 2015 - 22:10

    Alfano, uno scatto d'orgoglio! Molla tutti

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  • daniele iannone

    30 Gennaio 2015 - 19:07

    Doami Mattarella sarà il Presidente della Repubblica. Senza se e senza ma e con ampio consenso. Un Presidente della Repubblica degnissimo.

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  • gregio52

    30 Gennaio 2015 - 19:07

    Mi auguro che la coscienza marcia di tanti Senatori e Deputati si ravveda e che finiscano di incoraggiare il "Pinocchio" aiutandolo perché hanno ricevuto promesse CHE NON MANTERRA MAI. Qui non è il problema se si salva l'Italia, qui io problema è la svendita di questo Paese ad un PD che è pari agli altri partiti: Un FALLIMENTO

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