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Quirinale, vertice dei fittiani. E Alfano tentato dal "sì" a Mattarella

Quirinale, vertice dei fittiani. E Alfano tentato dal "sì" a Mattarella

Area popolare, a quanto si apprende, sarebbe pronta a tornare sui suoi passi, facendo convergere i voti di Ncd e Udc sul candidato del Pd al Quirinale, Sergio Mattarella. L’appello di Matteo Renzi a trovare la più ampia convergenza possibile sul padre del Mattarellum avrebbe convinto Angelino Alfano a cambiare idea. Alle 21 scioglierà’la riserva ai grandi elettori di Area popolare. Quello di Renzi "è un appello che va nella direzione che avevamo auspicato e ripara all'errore di metodo iniziale, togliendo a Mattarella quell'aura di uomo solo del Pd", ha detto il senatore Ncd, Roberto Formigoni, dando voce alla tentazione di Ncd sostenere Mattarella. Anche area popolare, a quanto si apprende, sarebbe pronta a tornare sui suoi passi, facendo convergere i voti di Ncd e Udc sul candidato del Pd al Quirinale. Renzi avrebbe usato non solo le armi della persuasione e della responsabilità per convincere Angelino Alfano a cambiare idea rispetto alla decisione della scheda bianca al quarto voto. "Non capisco come faccia un ministro degli Interni a non votare una personalità come Sergio Mattarella", avrebbe chiesto il premier nell'incontro con il leader Ncd, mettendolo di fatto davanti all'aut aut tra la scelta di rimanere al Viminale e la decisione politica di Ncd di non votare per il candidato del Pd. E le richieste di Renzi hanno fatto breccia sugli alfaniani: "Dopo l’appello del presidente del Consiglio Matteo Renzi auspichiamo un voto convinto e compatto di Area popolare a sostegno della candidatura a presidente della Repubblica di Sergio Mattarella, persona di alto profilo giuridico ed istituzionale", hanno dichiarato in una nota i senatori di Area Popolare Piero Aiello, Fabiola Anitori, Laura Bianconi, Giovanni Bilardi, Federica Chiavaroli, Francesco Colucci, Ulisse di Giacomo, Antonio Gentile, Giuseppe Pagano, Salvatore Torrisi, Guido Viceconte.

Telefonata Renzi-Alfano - In serata Renzi ha telefonato ad Alfano. La telefonata sarebbe stata molto cordiale, a quanto si apprende da fonti di governo, e improntata a ricostruire un clima sereno per consentire quella convergenza sul nome di Sergio Mattarella che il premier auspicava nel suo comunicato. Clima positivo che, secondo ambienti di governo, andrebbe anche oltre la partita di domani sul Quirinale e rafforzerebbe il cammino riformatore del governo.

Tensione in Forza Italia - E anche tra le file dei forzisti l'aria resta tesa. "Avremmo voluto un nome condiviso ma il Pd ha rotto il patto e questo appello di Renzi è tardivo. Non siamo stati noi ad interrompere il metodo. L'appello di Renzi non inficia il ragionamento fatto per il quale voteremo scheda bianca", è la reazione di Giovanni Toti, consigliere politico di Fi con i cronisti in Transatlantico. Dopo l'appello del premier si è svolto un vertice tra alcuni esponenti di Area Popolare e quelli di Forza Italia. Presenti per FI, Paolo Romani e Giovanni Toti, e per i centristi il ministro Galletti, Pierferdinando Casini e il capogruppo al Senato, Maurizio Sacconi. "Mi auguro che Ncd non converga - continua Toti - ma la loro posizione è diversa. Mi pare siano orientati a votare scheda bianca però faranno le loro valutazioni stasera nella riunione dei gruppi".

La mossa - "Leggo di ipotesi aventiniane su cui esponenti del mio partito starebbero riflettendo. Sarebbe un ennesimo autogol - aveva detto poco prima Fitto - Tutto si può fare, e ogni ipotesi può essere legittimamente discussa. Votare scheda bianca, votare un altro candidato. Ma non partecipare è un atto senza senso sotto il profilo dell'opportunità e della ragionevolezza". "E a parlare è chi, come me, chiede una netta e chiara alternativa alla sinistra; un netto e chiaro no a questa legge elettorale; un netto e chiaro no a queste insoddisfacenti riforme costituzionali. Ma che ora proprio coloro che ci attaccavano solo perchè "osavamo" presentare emendamenti rispetto ai "testi sacri" del Nazareno pensino di collocare fisicamente Forza Italia fuori dal Parlamento nel momento in cui si elegge il nuovo Capo dello Stato mi pare un altro segno di confusione politica, di assenza di strategia, di oscillazione tra governismo a tutti i costi e marginalità a tutti i costi. Due errori uguali e contrari".

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  • parigiro

    31 Gennaio 2015 - 04:04

    Sembrava strano che Gianni e Pinotto (al secolo alfano e bottiglione ) non fossero pronti a tradire di nuovo per quanto riguarda il lettore qui sotto con un presidente ex Dc un presidente del consiglio di origini Dc mi sembra strano parlare di politica non Dc ( a parte poi la grammatica con un h di troppo )

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  • Happy1937

    30 Gennaio 2015 - 23:11

    Attento Angelino: se tradisci come è tuo costume alle prossime elezioni andrai a far compagnia al tuo sosia Fini.

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  • carlostef

    30 Gennaio 2015 - 23:11

    Chi ha tradito una volta continua a farlo

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  • perseveranza

    30 Gennaio 2015 - 21:09

    NCD e UDC, Alfano e Casini. Vecchi democristiani, mai,mai fidarsi di loro. E Berlusconi non lo ha ancora capito.

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