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L'editoriale

Con Mattarella avremo un fantasma al Quirinale

Con Mattarella avremo un fantasma al Quirinale

È bastato che Matteo Renzi lo indicasse come candidato unico del Pd alla carica di presidente della Repubblica perché Sergio Mattarella fosse dichiarato Santo subito. Commoventi i ritratti pubblicati dai quotidiani ieri mattina, in particolare quello di Repubblica. Il giornale debenedettiano pur avendo sempre sponsorizzato l'elezione di Giuliano Amato, all'idea di un Mattarella sul Colle è andato letteralmente in visibilio, descrivendo l'ex ministro dell'istruzione del governo Andreotti come un valente statista, un uomo dalla schiena dritta, capace di rinunciare alla poltrona pur di difendere la dignità della Costituzione e delle Istituzioni. Una perla di servitore dello Stato che però, inspiegabilmente fino a ieri e per parecchi anni era stato dimenticato in soffitta, nominato infine giudice costituzionale. Nonostante l'oblìo cui era stato condannato, Mattarella per la testata diretta da Ezio Mauro ha un merito non secondario: essersi opposto nel lontano 27 luglio del 1990, in piena epoca del Caf, a una legge che favoriva le tv di Berlusconi. Una medaglia appuntata sul petto, dimenticata da tempo ma riscoperta per l'occasione. Un martire dello strapotere di Arcore, da mandare subito al Quirinale come risarcimento per il martirio.


In realtà le cose non stanno proprio così. Come ha spiegato il nostro Giancarlo Perna, l'attuale candidato al Colle era fino alla fine degli anni settanta uno sconosciuto. Figlio di Bernardo, potente ras democristiano di Palermo, e fratello di Piersanti, presidente democristiano della Regione, aveva come unico interesse l'insegnamento. Ma, quando la mafia gli uccise il fratello Sergio si ritrovò in prima fila a intraprendere una carriera politica che fino a prima non lo aveva mai tentato né cercato.
Di trovarlo e trasferirlo a Roma si incaricò Ciriaco De Mita, il quale prima lo fece eleggere in Parlamento e poi lo fece nominare ministro dei rapporti con il Parlamento. In quel periodo per la verità il nostro futuro e prossimo capo dello stato non lasciò traccia, al punto che un cronista incaricato di descriverne la carriera, dopo una infruttuosa ricerca sull'archivio dell'Ansa ha dovuto ammettere che in 150 pagine che lo riguardavano non era riuscito a recuperare alcunché di rilevante. Per riuscire a scovare qualcosa degno di nota bisogna per l'appunto risalire al luglio di 25 anni fa, quando Mattarella insieme ad altri quattro ministri Dc si dimise in segno di protesta dal governo guidato da Giulio Andreotti. Che cos'era successo? Semplice, l'Europa aveva varato una nuova norma sugli spot che riduceva la pubblicità all'interno dei film. La misura ovviamente danneggiava principalmente le tv di Berlusconi e la sinistra dc, in combutta con Walter Veltroni, ovvero con il monopolio Rai, non vedeva l'ora di adottarla. A dire il vero non se ne capiva l'urgenza, o per lo meno non la capivano i telespettatori che proprio grazie alla nascita delle tv del Cavaliere potevano finalmente avere una valida alternativa alla tv di stato. Ma non è questo il punto.

Il punto è che Ciriaco De Mita era impegnato in una guerra senza esclusione di colpi con il suo arcinemico Bettino Craxi e con Belzebù Andreotti. Uno scontro fra partiti e correnti della Balena bianca, che certo non aveva in prima linea né il rispetto della legge né l'interesse collettivo. Risultato: quando Andreotti pose la fiducia sulla legge, la sinistra Dc decise di far dimettere tutti i suoi ministri nel governo e Sergio Mattarella come un bravo soldatino si adeguò alle esigenze del capo, ovvero di Ciriaco De Mita. Non altrettanto fecero due esponenti della corrente, come Gerardo Bianco e Virginio Rognoni, che non solo non condivisero la decisione, ma addirittura furono nominati in luogo dei dimissionari. Giulio Andreotti ci mise quaranta secondi a sostituire i contestatori e la crisi si risolse nella classica tempesta in un bicchier d'acqua. 


Per ritrovare Mattarella nelle cronache nazionali bisogna poi aspettare il referendum di Mario Segni, quello che spazzò via le preferenze e il proporzionale. Gli italiani votarono sì al quesito che fu loro sottoposto, ma Mattarella per salvare ciò che restava del Ppi e dei partiti minori si inventò il Mattarellum, ossia una legge elettorale che pur essendo maggioritaria aveva una quota proporzionale. Ciò che era stato cacciato dalla porta con un plebiscito, rientrava dunque dalla finestra e grazie al Mattarellum ci siamo tenuti per anni tutti i resti della prima repubblica. Di significativo gli viene poi attribuito d'essere stato ministro della difesa del governo D'Alema, quello che all'insaputa delle Camere e senza previa autorizzazione del Parlamento mandò i nostri aerei a bombardare Belgrado, operazione di cui certo un esecutivo non può andare fiero. Ministro lo fu davvero, ma lo divenne a guerra conclusa, dunque non può neppure attribuirsi il merito di aver mostrato i muscoli e dimostrato di essere filo Atlantico. Neanche sull'abolizione del servizio di leva Mattarella ebbe un ruolo determinante, perché il principale promotore della legge fu il suo predecessore Carlo Scognamiglio, durante il governo D'Alema primo.
Quanto al resto, l'attuale giudice costituzionale e candidato presidente della Repubblica ha trascorso quasi quarant'anni in politica come un fantasma. Poche dichiarazioni, ancor più rade interviste, quasi nessuna traccia se non di essere stato relatore di una sentenza della Corte costituzionale che dichiarava la Sicilia libera di spendere quanto voleva, senza dover render conto ai commissari di governo. Ma forse è proprio questo il suo punto di forza: tranne aver obbedito senza discutere l'ordine di De Mita, in tutta la sua carriera non ha mai avuto uno scatto o una reazione. Una caratterista che agli occhi di Matteo Renzi lo rende perfetto per il Quirinale.

maurizio.belpietro@liberoquotidiano.it
@BelpietroTweet

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Commenti all'articolo

  • allianz

    31 Gennaio 2015 - 14:02

    Si in effetti avremo un fantasma che stravolge i canoni classici dei fantasmi...questo invece del lenzuolo bianco indossa il grembiulino....

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