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Gli scheletri

Mattarella, il fratello e quelle indagini dimenticate

Mattarella, il fratello e quelle indagini dimenticate

Con la schiena dritta». Eccola la formula più usata, dai sostenitori della sua candidatura al Quirinale, per descrivere Sergio Mattarella. «Un politico per bene», twittava il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Un ex popolare con un rigore morale, a leggere i ritratti comparsi sui giornali, La Repubblica in primis, da fare invidia a Oscar Luigi Scalfaro.

Nelle biografie ufficiali e non, Sergio Mattarella risulta avere un solo fratello: Pier Santi, l’ex presidente della Regione Sicilia assassinato a Palermo da Cosa Nostra il 6 gennaio 1980. In realtà il neo presidente della  Repubblica  di fratello ne ha anche un altro. Si chiama Antonino ed è balzato agli onori delle cronache alla fine degli anni Novanta nell’ambito di un’inchiesta della procura di Venezia per riciclaggio di denaro sporco e associazione mafiosa. Procedimento poi archiviato nel 1996 per mancanza di prove.

Le cronache dell’epoca consentono di ricostruire la vicenda. Secondo l’allora sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Roma, Andrea De Gasperis, citato dal Giornale di Sicilia del 18 ottobre 1999, Antonino Mattarella, insieme al commercialista trapanese «Giuseppe Ruggirello, avrebbe convogliato nella perla del Cadore (Cortina d’Ampezzo, ndr) un’ingente massa di soldi sporchi, riconvertendo in multiproprietà alcuni grandi alberghi».  Tra gli indagati ci furono anche Enrico Nicoletti, il «cassiere» della banda della Magliana, Riccardo Lo Faro, legale rappresentante della «Cortina Sport», proprietaria di una delle strutture acquisite (l’hotel Mirage), e un imprenditore di Frosinone, Mario Chiappisi. Indagine chiusa per mancanza di prove sulla presunta provenienza illecita del denaro.

A macchiare l’immagine di Sergio, invece, c’è la confessione di aver accettato, alla vigilia delle Politiche del 1992, un contributo elettorale di tre milioni di lire - sotto forma di buoni benzina - dall’imprenditore agrigentino Filippo Salamone, noto in Sicilia per essere vicino a Cosa Nostra.  Il padre di Pier Santi e Sergio, Bernardo, è stato pure lui in politica. Deputato per cinque legislature, oltre che uno dei leader della Dc siciliana nel Dopoguerra. Un ruolo di primo piano, alla guida della corrente morotea dell’isola, che emerge anche dalla relazione di minoranza che nel 1976 depositò in Parlamento l’allora deputato comunista Pio La Torre, assassinato a Palermo il 30 aprile 1982 per mano di Cosa Nostra.

Dal nonno al nipote. Il figlio di Sergio, Bernardo Giorgio, docente di Diritto amministrativo (all’università di Siena e alla Luiss di Roma), è capo dell’ufficio legislativo della Funzione pubblica al ministero della Pubblica amministrazione guidato da Marianna Madia. Quella Madia che è stata fidanzata con Giulio Napolitano, il figlio dell’ex presidente Giorgio.
Forse è anche in nome di questi legami che ieri Napolitano senior ha fatto per la prima volta il suo ingresso nell’Aula di Montecitorio nella nuova veste di senatore a vita. L’ex capo dello Stato non ha nascosto di tifare per l’elezione di Mattarella: "È persona di assoluta lealtà, correttezza, coerenza democratica, alta sensibilità costituzionale". Un endorsement in piena regola che testimonia l’attivismo di Napolitano per l’ascesa del giudice costituzionale - nominato alla Consulta dal Parlamento proprio sotto la sua presidenza - al Colle. «Io lo conosco bene, da quando era deputato», ripete il presidente emerito in Transatlantico prima di lasciare il Parlamento.

Tommaso Montesano

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Commenti all'articolo

  • ramadan

    03 Febbraio 2015 - 11:11

    sono ignobili i commenti di libero su tutte le personalità non allineate . ha detto male di scalfaro , napolitano ora di mattarella andando a rinvangare cose risalenti a 40-50 anni fa per le quali tra l'altro gli interessati sono stati sempre assolti. solo di berlusconi ha parlato e continua a parlare bene nonostante le condanne.

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  • francescos

    03 Febbraio 2015 - 10:10

    Da chi non la pensa come voi pretendiamo "la santita e moralita",se beccano i vostri siamo ignobili a far notare i loro difettucci definiti veniali se prendono dei buoni benzina???

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    • caterinaroma

      01 Dicembre 2015 - 23:11

      Non sa nulla quindi stia zitto e porti rispetto al Presidente

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  • cicalino

    03 Febbraio 2015 - 06:06

    Trovo una mossa ignobile partire in quarta con le critiche inquinate di politica, vere o presunte, al nuovo Presidente della Repubblica...Significa chiusura al cambiamento, in meglio, che pure qualche prezzo deve avere! Istintivamente diffido di questi criticoni spargiletame, motivati da sentimenti lugubri e disfattisti, dunque disonesti. Mattarella? Boh, diamo il beneficio, poi giudicheremo, noo?

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  • ohmohm

    ohmohm

    02 Febbraio 2015 - 22:10

    Ma tutti PROPRIO TUTTI hanno sempre di che nascondere? E mai che nessuno si vergogni, anzi....!

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