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La scelta del leader leghista

Matteo Salvini rompe gli indugi: "Io, candidato premier". E su Forza Italia: "Nessun accordo, corro da solo"

Matteo Salvini rompe gli indugi: "Io, candidato premier". E su Forza Italia: "Nessun accordo, corro da solo"

Tra candidarsi a sindaco di Milano o a presidente del consiglio, Matteo Salvini sceglie di fare il premier. Il segretario della Lega lo dice chiaramente a Rodolfo Sala che lo ha intervistato per Repubblica. Certo, ci tiene a specificare l'europarlamentare, "passerei comunque da un’investitura dei cittadini, con le primarie. Nessuno può autoproclamarsi leader". Del resto puntualizza Salvini, "con le riforme di Renzi i sindaci contano meno degli spazzacamini" e lui punta allora a Palazzo Chigi.  Contando anche su quanti "vogliono costruire qualcosa di coerentemente alternativo a Renzi". Giorgia Meloni, ad esempio, che il 28 marzo sarà in piazza con lui a Roma. Quanto a un'alleanza con Silvio Berlusconi il leader del Carroccio dice: "Alle politiche avrei un’enorme difficoltà ad allearmi con chi sta nel Ppe". Piuttosto l'eurodeputato guarda a quanto sta avvenendo in Grecia con Tsipras: "Ha impostato le alleanze non su tematiche interne, ma sulla contestazione puntuale delle politiche europee»", afferma Salvini. "Forza Italia pensa alla vecchia politica: per vincere ci si mette tutti insieme turandosi il naso. Mi ricorda l’armata Brancaleone di Prodi: non funziona", aggiunge il leghista.

Il Veneto - Per quanto riguarda le Regionali Salvini si dice tranquillo. "Per il Veneto non sono affatto preoccupato, anzi. La sinistra ha sbagliato completamente la candidata, che infatti si è affidata alla stessa agenzia di Renzi per sentirsi dire di andare di più nei mercati e di meno dall’estetista ». Sui problemi del centrodestra il leghista sostiene che "ci sarà da discutere solo su quante saranno le formazioni che sostengono Zaia. Finora abbiamo la Lega e la lista del governatore". "Zaia non si discute", puntualizza Salvini, "se c’è qualche leghista che lo fa sbaglia di grosso". E non può non essere colto il riferimento a Flavio Tosi che sarebbe pronto a correre sa solo per la poltrona di Governatore, eventualmente con il supporto di Ncd e Forza Italia. "Zaia e Tosi troveranno l’accordo", dice convinto Salvini a Repubblica, del resto è stato il sindaco di Verona, ricorda il leader del Carroccio, a dire che "la Lega doveva andare da sola". "Se ci sarà o meno Forza Italia non dipende da noi", aggiunge Salvini. "Devono decidere: se confermano l’accordo con Alfano, liberi di farlo, ognuno per la propria strada. Del resto i sondaggi...". "Non voglio dire che decido le alleanza in base ai sondaggi, però una cosa è certa: la gente ci chiede coerenza".

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Commenti all'articolo

  • cirillogiuseppe

    23 Febbraio 2015 - 20:08

    Sono diventati illusionisti..... come Pinocchio 2015 l'insegnamento di qualche anno fatto dal loro ex capo Bossi non serve a niente!!!!Campa cavallo che l' erba cresce.... ed i compagni continueranno a possedere il potere! !!

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  • compagno sovietico

    23 Febbraio 2015 - 16:04

    Ormai e' di moda bersi il cervello.Dopo Renzi è capitato anche a Salvini!

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  • marco53

    23 Febbraio 2015 - 00:12

    Grande Salvini, lascia stare Berlusconi, se non vuoi rovinarti. Sarebbe un abbraccio mortale. Berlusconi è finito, ricattabile e assolutamente inaffidabile. E' falso come i soldi di cioccolata! Avanti da solo, o con la Meloni. Lascia perdere il Nord e presentati come leader di tutti, da Nord a Sud. Noi saremo al tuo fianco!

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    • compagno sovietico

      23 Febbraio 2015 - 16:04

      ma davvero la Lega vuole andare da sola?Poverini si son bevuti il cervello.Voi della Lega non penserete che il sud vi voti dimenticando quello che avete detto del sud fino a qualche giorno fa?Ok fate in modo che i comunisti non scendano più dal palazzo per un ventennio visto anche le loro capacità nell'appropriarsi di tutte le posizioni apicali del paese.

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  • aldo42

    22 Febbraio 2015 - 12:12

    Finalmente..., si presenti al popolo per quello che è, esponga le sue idee e il programma. Sarà il popolo a decidere e, se raccoglierà le preferenze, che spero siano tante, solo allora vedrà se e con chi allearsi senza per questo snaturare il programma per cui è stato votato.

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