Cerca

La Andreatta verso la poltrona da Ad

Rai, il metodo-Mattarella: il premier impone la sua "donna forte" a Viale Mazzini

Sergio Mattarella

Comunque vada sarà una donna. Magari proprio quell’Eleonora Andreatta, meglio conosciuta come Tinny, vero uomo forte della Rai, che governa la Fiction della tv pubblica. E comunque vada la rivoluzione della Tv pubblica sarà all’insegna del metodo Mattarella. In buona sostanza il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, non stilerà una lista di candidati ma si limiterà a proporre al prossimo consiglio di amministrazione il nome del nuovo amministratore delegato. E il board di viale Mazzini dovrà limitarsi a dire sissignore, aprendo la strada alla figlia dell’ex ministro, nonché fondatore dell’Ulivo, Beniamino.

Perché il gran polverone sollevato dal Fatto Quotidiano, oltre che a mettere in croce il consigliere di amministrazione Antonio Verro, mira ad azzerare l’attuale vertice di Viale Mazzini, favorendo l’azione del governo. Che ora ha il pretesto giusto per resettare l’intero settimo piano della Rai. Del resto è del tutto evidente che questa Rai non piace a Renzi. I numerosi cinguettii di questi mesi (dal famoso «trame, segreti, finti scoop, balle spaziali e retropensieri: basta una sera alla Tv e finalmente capisci la crisi dei talk show in Italia», del gennaio scorso al recente siluro contro «Presa diretta» di Riccardo Iacona) sono lì a dimostrare che gli editti bulgari si possono fare anche con soli 140 caratteri. E fatti in pubblico sono ancora più pervasivi.

Insomma a Matteo questa Rai non piace perché si occupa troppo di politica e poco di intrattenimento. Con l’avvento dell’Andreatta al timone della tv pubblica, magari con il sostegno di Antonio Campo Dall’Orto molto amato dal premier e attualmente parcheggiato alle Poste Italiane, la fiction diventerebbe il vero core business dell’azienda, proponendo mini-film per tutti, destra e sinistra. E le truppe renziane si stanno già muovendo in quella direzione. «Racconto, innovazione e merito. È su questi pilastri che va rimontata (è il verbo usato da Renzi l’altra sera a Virus, il programma di Rai Due condotto da Nicola Porro, ndr) la Rai», afferma in una nota l’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, «al governo e al Parlamento chiediamo di mettere con urgenza le fondamenta normative».

Nel frattempo, anche se la cosa non è affatto casuale, si riaccende il dibattito sul possibile ritorno di Michele Santoro in Rai. «La migliore risposta a quanto emerso sul caso Verro», sostiene l’esponente dem Michele Anzaldi, «sarebbe proprio quella di concretizzare subito il possibile ritorno di Santoro, un modo per rilanciare l’informazione Rai». In fondo cosa c’è di meglio di un bel ritorno all’antico? Andreatta permettendo, s’intende... (E.P.)

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog