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Il convegno

Matteo Renzi parla di scuola, contestato dai precari

Nel giorno del suo primo compleanno da premier, Matteo Renzi partecipa a un convegno sulla scuola. Al suo arrivo è stato contestato da alcuni precari. Ma il premier ha continuato il suo intervento annunciando a marzo la riforma della Rai che "fa parte del progetto educativo complessivo". Novità anche per il 5 per mille da destinarsi anche alle scuole e alla cultura. Il ministro Giannini annuncia assunzioni ma durante il suo intervento è stata contestata: "No alle classi pollaio", ha urlato un'insegnante presente fra il pubblico. Per troppo tempo, ha detto il ministro dell'Istruzione, ci siamo rassegnati "alla babele di graduatorie" e lo stesso è successo per la carriera degli insegnanti, che "da sogno impossibile sta per diventare realtà praticabile".

 La riforma - "Lo so che gli addetti ai lavori non ne possono più e non si fidano della politica", ha detto il premier anche  forse per mettere a tacere le proteste, "ma la responsabilità è far ripartire l'Italia dalla scuola. Il passo successivo alla riforma della scuola è la riforma della Rai. E allora non può essere disciplinata da una legge che si chiama Gasparri. Cambieremo questo". Partendo dalla scuola Renzi ha parlato anche di terorismo: "Coloro che hanno compiuto i recenti attentati sono usciti dalle scuole europee e sono cittadini europei che non hanno trovato nella scuola l'integrazione, l'educazione e il confronto", conclude il premier. Il premier si sofferma su come sarà (o come vorrebbe che fosse la scuola):  "Penso che gli scatti di merito siano giusti ma "credo sia giusto valutare gli insegnanti per il lavoro che fanno e credo pure che sia doveroso che chi li valuta sia a sua volta valutato. Tutto questo nell'interesse delle tante persone perbene che lavorano nella scuola".

La proposta -  Si deve introdurre un meccanismo del 5 per mille anche "per la cultura e per la scuola". Così il premier Matteo Renzi. "Daremo autonomia alle scuole in futuro, spero dal 2016, anche dal punto di vista economico. Sarà un meccanismo serio nel quale ciascun genitore e cittadino in dichiarazione dei redditi indica la singola scuola".

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Commenti all'articolo

  • TOCAI

    23 Febbraio 2015 - 14:02

    Dovremo quindi dare il 5 per mille alla scuola ? Ma mi faccia il piacere, non dica le solite puttanate..... Piuttosto il Governo aumenti il plafond, invece di diminuirlo !

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  • aranciacasa

    aranciacasa

    22 Febbraio 2015 - 19:07

    Fuffa. Se si guarda ai progetti concreti, non ci sono idee chiare; per le poche idee teoricamente buone non ci sono soldi. Il Bugia potrebbe parlare di fatti e contenuti qualche volta, giusto per cambiare.

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  • gregio52

    22 Febbraio 2015 - 15:03

    Caro Renazi stai sereno che la prossima rivolta sarà peggio del 68 in quanto i politici verranno lapidati dai giovani i quali si stanno accorgendo che le tue parole e di tutto il cerchio magico sono solo "fumo". E vedrai che quel giorno i giovani non saranno soli anzi .....

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