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Un anno di governo

Matteo Renzi a In Mezz'ora: "Noi guida in Libia con Vladimir Putin, la Rai non sarà governata da una legge intitolata a Gasparri"

Matteo Renzi a In Mezz'ora: "Noi guida in Libia con Vladimir Putin, la Rai non sarà governata da una legge intitolata a Gasparri"

Quasi 25 minuti concentrati su cosa farà l'Italia in Libia, gli ultimi 5 a raffica spara a zero su Landini, Rai, le spine delle banche popolari e la contestata norma Salva-Silvio. Il premier Matteo Renzi è stato ospite di Lucia Annunziata a In Mezz'ora su Rai3 il giorno a pochi giorni dall'approvazione del ddl sulla concorrenza e della riforma sul mercato del lavoro. Temi relegati al finale di trasmissione, concentrata prevalentemente sulla crisi libica e il potenziale ruolo italiano a livello internazionale.

Pronti a tutto - Renzi insiste a più riprese che è necessario dare agli italiani un "segnale di tranquillità" sulla crisi libica: "PErché i terroristi non arrivano dai barconi, in Francia per esempio erano cittadini francesi che vivevano a Parigi - e meno male che doveva tranquillizzare - L'Isis non è così forte in Libia come vuole farci credere e possiamo già intervenire contro di loro colpendo la criminalità organizzata che fa affari con lo spaccio di droga prodotta nei paesi sotto il controllo dei terroristi". Secondo Renzi l'Italia è: "Il paese numero uno in Libia, noi conosciamo come stanno le cose in quel Paese, grazie a tutte le nostre aziende che già sotto il regime di Gheddaffì hanno investito in Libia, come dimenticare il figlio di Gheddaffì che giovava in serie A con il Perugia". L'Annunziata prova a gufare e gli ricorda che Churcill che ha guidato l'Inghilterra durante la Seconda guerra mondiale, poi ha perso le elezioni. Renzi si aggiusta la seduta e nicchia: "Si voterà nel 2018".

Perché no il Mortadella? - Il ruolo dell'Italia in un ipotetico intervento in Libia è ancora tutto da chiarire. L'Annunziata incalza come può il premier sull'argomento, ma il massimo che Renzi concede è che: "Non è per il gas o il petrolio che vogliamo guidare l'intervento in Libia, ma per fermare lo sfruttamento dell'immigrazione e la diffusione del terrorismo che incalza dai Paesi vicini. Sarà l'Onu a decidere, a Ban Ki-Moon ho già dato la nostra massima disponibilità sia a una missione diplomatica, sia di peace keeping". Dal colloquio con il segretario generale dell'Onu, Renzi ha incassato il sostegno a un inviato italiano a Tripoli, Prodi?: "Perché no? Ma anche D'Alema". L'obiettivo di Renzi, però, è trascinare nella questione nordafricana ancE he la Russia e Vladimir Putin, con il quale ci sarà un incontro a Mosca nei primi giorni di marzo: "La Russia è stata decisiva nel conflitto in Siria, è nel consiglio di sicurezza dell'Onu con diritto di veto e voglio provare a riportare Putin a sedere al tavolo internazionale". Sull'attacco alla Libia del 2011, Renzi è drastico: "Fu un intervento improvvisato, dovuto alle pressioni di Sarkozy, senza pensare al futuro di quel Paese".

Sinistrati - Il programma sembra finito, quando la Annunziata tira fuori le questioni di politica interna, una su tutte l'approvazione del Jobs Act, le critiche del presidente della Camera Laura Boldrini e la spaccatura con la sinistra e i sindacati: "Laura Boldrini la lascio fuori - ha troncato Renzi - perché ha un ruolo istituzionale e dovrebbe essere terza tra le parti: è un suo problema se non le piace la riforma sul lavoro, noi andiamo avanti". Le mazzate non finiscono e Renzi ne riserva qualcuna anche per Maurizio Landini che sul Fatto quotidiano ha deciso di fare politica: "Landini non lascerà il sindacato per fare politica, è il sindacato che lo ha già abbandonato. Se è diventato un personaggio di successo deve tutto a Sergio Marchionne: da quando gli si è messo contro, è diventato famoso. Ma il modello Fiat sta vincendo, all'ultimo sciopero della Fiom contro l'azienda hanno partecipato solo 5 operai su diverse centinaia". Non è stata una sorpresa per Renzi l'outing di Landini: "È sempre stato chiaro che le sue ultime manifestazioni di piazza fossero propedeutiche ad entrare in politica. Certo è - ha gongolato Renzi - la Fiat sta tornando ad assumere, a Melfi ci saranno 1500 assunzioni grazie al Jobs Act".

Gasparri chi? - Il premier non esclude il ricorso a un decreto per portare avanti la riforma della Rai: "Perché in Parlamento in troppi usano l'ostruzionismo". Il governo vuole sostituire la legge Gasparri e cambiare le regole con le quali vengono scelti i dirigenti della tv di Stato: "La Rai deve essere il grande motore dell'identità educativa di un Paese, non possiamo lasciare tutto questo regolato da una legge intitolata a Gasparri". L'Annunziata sbotta: "Non è offensivo?", Renzi prova a mettere una toppa: "No perché io ho una visione opposta a quella di Gasparri".

Il neo - La conduttrice di In Mezz'ora richiama affranta l'unico "neo", l'unica vera polemica del primo anno di governo: "Una?" reagisce sorpreso Renzi per la generosità: "È il sospetto più grave su di lei - recupera la Annunziata - si parla di inside trading". Renzi ribatte: "È una castroneria galattica, sono pronto a ogni verifica". La conduttrice però richiama la vera questione, cioè il conflitto di interessi tra il ministro Maria Elena Boschi e l'intervento del governo sulle banche popolari, compresa quella vicepresieduta da suo padre: "Conflitto di interesse a me? - cade dal pero Renzi - Io chiedo alla Procura e alla Consob di rendere pubblici gli atti delle indagini appena possibile, sulla mia squadra di governo non c'è dubbio alcuno".

La Salva-Silvio - L'Annunziata chiede poi se un'evasione fiscale inferiore al 3% del bilancio aziendale è da considerarsi sempre una frode fiscale, cioè fa riferimento alla norma "salva-Silvio" comparsa e poi scomparsa dalla legge di Stabilità: "Il Fisco italiano ha margini di discrezionalità inaccettabili - ha risposto Renzi - Se gli si sta antipatici non la si sfanga: vanno creati criteri prestabiliti per i quali se uno sbaglia di poco, ha diritto a pagare una sanzione e nulla di più, che sia il 3% o altro". La chiusura è da libro Cuore: "Ha mai pensato di non farcela?" chiede Lucia Annunziata: "Più di un momento - risponde Renzi - Ad agosto sulle riforme sulle riforme istituzionali, se fossimo saltati non so cosa sarebbe accaduto. Quelle non sono giocattolini, ma strumenti per riguadagnare fiducia in Europa. Oh, questo paese lo salviamo, gufi o piccioni che siano".

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Commenti all'articolo

  • carlostef

    22 Febbraio 2015 - 22:10

    Il vuoto assoluto

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  • filen

    filen

    22 Febbraio 2015 - 20:08

    Vladimir Putin???? Ma se hai votato l embargo alla Russia che cazzo credi che putin venga a darti una mano? Ormai racconti tante di quelle balle che non ti ricordi più cosa hai detto

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  • gregio52

    22 Febbraio 2015 - 19:07

    A dir la verità, non ho mai visto un Primo Ministro così borioso, così convinto di arrivare al 2018. Posso solamente dirgli "stai sereno" e goditi questi giorni, i prossimi potrebbero essere un pochino diversi.

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  • gregio52

    22 Febbraio 2015 - 19:07

    Stai sereno Renzi, gli operai seguono sicuramente più un Landini che un "Pinocchio" toscano.

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