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Sergio Mattarella, il messaggio ai giudici: "Non siate né burocrati né protagonisti"

Sergio Mattarella

"I magistrati non siano né burocrati, né protagonisti". Un messaggio chiaro, quello di Sergio Mattarella alle toghe. Il capo dello Stato, in visita a Scandicci per l'inaugurazione dei corsi della Scuola della magistratura, alla vigilia della riforma sulla responsabilità civile ha parlato del ruolo della magistratura. Chiaro l'invito di Mattarella a darsi "delle strategie organizzative volte al recupero di efficienza" del sistema giudiziario. E ancora: "Il compito dei giudici deve essere né di protagonista assoluto nel processo né di burocratico amministratore di giustizia". Mattarella sottolinea come "al magistrato si richiede una costante tensione culturale che trova sì fondamento in studi e aggiornamenti continui, sempre più necessari nel contesto normativo in rapido movimento, ma si nutre anche di una profonda consapevolezza morale della terzietà della funzione giurisdizionale, basata sui principi dell’autonomia e dell’imparzialità".

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Commenti all'articolo

  • Garrotato

    25 Febbraio 2015 - 08:08

    Ma quale "diktat". Se ha sempre mangiato alla stessa greppia, cosa volete che "diktatizzi" coi giudici. Incomincia anche lui coi moniti ( in veneto, monate ), e via andare, faccia di bronzo e culo di pietra. Fa la sua parte, ha il cipiglio giusto e non sfigura alle cerimonie ufficiali: accontentatevi. Ci vuol altro che un Mattarella per mettere in riga i magistrati.

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  • doberman

    24 Febbraio 2015 - 20:08

    Poi continua la stessa pappa...

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  • rossini1904

    24 Febbraio 2015 - 17:05

    Sappiate leggere nelle parole. Mattarella ha esaltato i valori della terzietà e dell’imparzialità. Gli unici che connotano il vero giudice e lo differenziano da tutti gli altri servitori dello Stato. Non ha parlato invece di indipendenza che non è un valore-fine ma un valore-mezzo. Indipendenza che viene interpretata dalla ANM come lo strumento per non rispondere a nessuno dei propri errori.

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  • encol

    24 Febbraio 2015 - 16:04

    La politica dei sermoni o delle tirate d'orecchi serve meno che a niente. E' una pratica già sperimentata senza successo . In questo paese occorre stabilire se vogliamo continuare con un sistema parlamentare oppure in clima di semi-presidenzialismo. Già questo basterebbe per dare stabilità e la giusta, logica alternanza.

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