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Centrodestra, il suicidio alle regionali: sedici candidati per 7 regioni

Centrodestra, il suicidio alle regionali: sedici candidati per 7 regioni

Il figliol prodigo o il «figlio di una buona donna»? Così Berlusconi ha apostrofato davanti ai suoi Salvini, dopo aver letto l’intervista a Repubblica in cui il capo della Lega ha lanciato un’Opa sul centrodestra. Ma con le Regionali alle porte, il Cavaliere deve farci i conti col leader lumbard, e decidere se allearsi con lui piegandosi al suo veto contro Alfano, oppure riabbracciare il suo ex delfino, oggi capo del Ncd nonché ministro dell’Interno.

Al momento sembra favorito l’asse Forza Italia-Area popolare, già di fatto consolidato in quattro regioni su sette che andranno al voto. Mentre si sta smorzando il feeling tra Berlusconi e Salvini. Soprattutto dopo le ultime uscite del leader leghista, il quale ha lasciato intendere chiaramente di non essere disposto a sostenere Stefano Caldoro, il governatore uscente della Campania che, per dirla con Giovanni Toti, rappresenta «la Stalingrado» di Fi. Tant’è che mentre non sono previste ad oggi altre visite di Salvini ad Arcore, martedì dovrebbero invece rivedersi le delegazioni di Fi e di Ap (il gruppo parlamentare nato dalla fusione di Ncd e Udc) che si sono già incontrate martedì scorso. Vertice decisivo stavolta, perché gli ex fratelli coltelli del Pdl decideranno se correre insieme nelle due regioni chiave intorno alle quali ruota tutto rebus delle alleanze: Veneto e Campania, che sono legate a doppio filo. La scelta che Berlusconi farà per l’una varrà anche per l’altra.

E proprio questo la delegazione azzurra andrà a dire dopodomani a quelli di Ap: se il Cav ha deciso di appoggiare Luca Zaia, che è il candidato veneto sponsorizzato da Salvini, o di allearsi con Alfano. In tal caso, andrà trovato un candidato di centrodestra alternativo a quello leghista. Dentro Ap un’idea ce l’hanno già: «Dopo il modo in cui è andato in porto il Jobs Act», suggerisce un dirigente Ncd di primissimo piano, «il candidato naturale in Veneto è Maurizio Sacconi», presidente della commissione Lavoro del Senato, considerato il vero padre della riforma del lavoro targata Renzi. Ma è più probabile che nasca un cartello Fi-Ap a sostegno di Flavio Tosi, sindaco di Verona nonché leader della Liga veneta, che osteggia il candidato di Salvini. In Veneto, infatti, il pomo della discordia è nella Lega, che vede consumarsi l’eterna faida tra Zaia e Tosi. I due si detestano cordialmente dal 20 dicembre 2009, quando Tosi fu costretto a cedere il passo a Zaia nella corsa alla regione Veneto, senza però ottenere la candidatura alle primarie per la leadership di centrodestra. Era questo il gentlemen’s agreement con Salvini qualora lui fosse diventato segretario. Nel frattempo il Matteopadano è passato alla guida del Carroccio e ora ha pure dichiarato di volersi accaparrare la leadership del centrodestra. Sempre attraverso le primarie, certo. Ma lui, non Tosi. Che, a maggior ragione, adesso non ci pensa neanche a mollare l’osso in Veneto. Ed è più che mai intenzionato a presentare liste proprie contro Zaia.

A gettare sale sulle ferite leghiste è anche qui il dilemma delle alleanze. Tosi, e con lui Maroni al quale è legato, considerano una zavorra Fi e non vedono di buon occhio i Fratelli d’Italia, con cui il segretario leghista invece flirta da un pezzo, mentre hanno sempre simpatizzato con Alfano, che invece Salvini vede come il fumo negli occhi. Agli antipodi su tutto insomma. Ma se Tosi dovesse giocare una campagna elettorale contro Zaia col sostegno di Fi e Ap, a trarne i frutti potrebbe essere Alessandra Moretti, la candidata Pd vincitrice delle primarie. «Se Salvini arriverà alle estreme conseguenze, sarà nostro dovere far perdere Zaia, anche a costo di far vincere il Pd», avverte un autorevole esponente di Fi.

Ai fili che il Cav allaccerà in Veneto è appesa la Campania, dove il candidato di centrodestra invece c’è: è il governatore uscente Caldoro. Molti, da ambo i fronti ex Pdl, fanno il tifo per un patto Berlusconi-Alfano, tra cui la capogruppo di Ap alla Camera Nunzia De Girolamo e la portavoce dei deputati azzurri Mara Carfagna, che ieri ha definito «decisiva» l'intesa Fi-Ap. E ad oggi è più probabile che Alfano torni all’ovile, almeno in Campania, piuttosto che ceda alle sirene di un Pd, peraltro pesantemente balcanizzato.

Il centrodestra sembra essersi ricomposto, invece nelle Marche, dove Fi e Ap sostengono il governatore uscente Gian Mario Spacca, che ha lasciato il centrosinistra e ha fondato la sua lista Marche 2020 (anche se Fi ha come piano B il sindaco di Fano Stefano Aguzzi). Su Spacca potrebbe convergere anche la Lega, mentre l’Udc qui è un po’ recalcitrante a lasciare il Pd con cui è stata alleata fino adesso. Pdl ricomposto anche in Puglia sul nome Francesco Schittulli, che oltre a rappresentare uno sgambetto di Berlusconi a Fitto, ha neutralizzato i tentativi del Pd di attirare Alfano nella coalizione che sostiene Michele Emiliano, il sindaco di Bari vincitore delle primarie. Unità ritrovata pure in Umbria, sul candidato civico Claudio Ricci, sindaco di Assisi eletto nel 2011 sul quale dovrebbero convergere anche Fdi e Lega. Centrodestra in ordine sparso invece in Toscana: azzurri e alfaniani hanno trovato un accordo su Gianni Lamioni, presidente della Camera di commercio di Grosseto, mentre Fdi punta al capogruppo in Regione Giovanni Donzelli e la Lega corre da sola con Claudio Borghi. In Liguria, dove il Carroccio ha candidato Edoardo Rixi, invece siamo ancora al tutti contro tutti.

di Barbara Romano

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Commenti all'articolo

  • andymaga

    07 Marzo 2015 - 12:12

    Ma come si fa a dare ascolto e spazio a quelli di NCD, lasciateli andare, che si alleino pure col PD renziano, quella gente come i vecchi Fini e Casini allontanano gli elettori, al massimo giungeranno al 2-3%, ma coloro che non votano più o votano scheda bianca superano il 35% e costoro non voteranno mai per gli utili idioti che hanno mantenuto al governo Letta ed ora Renzi, ma anche FI oggi

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  • numetutelare

    25 Febbraio 2015 - 15:03

    Povero Tosi, pensava di essere il delfino della Lega e Salvini gli ha scippato la leadership ... magari avrà anche dei meriti ma mediaticamente é moscio e poco entusiasmante e oggi vanno i soggetti come Renzi e Salvini, e lui si é messo fuori gioco da solo con quell'aria supponente da primo della classe.

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  • TOCAI

    25 Febbraio 2015 - 13:01

    Resto allibito nel leggere. Ma F.I. deve fare un sondaggio nel Veneto e si ricrederà. A parte la zona di Verona, la Liga Veneta e Tosi contano come il due di coppe. Non ci sono dubbi, i veneti voteranno solo Zaia per contrastare la crocerossina Moretti. Secondo me, sarà un plebiscito.

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  • iltrota

    24 Febbraio 2015 - 21:09

    Fossi Berlusconi inizierei a dare testate contro il muro e a martellarmi i cabbasisi!!!! Un casino simile porterà il Partitello di Plastica ad una percentuale dei votanti intorno al 5 - 6 % a dir tanto! Unito alle nuove (??) grane legali che gli piomberanno sulla zucca, al Puttaniere resta poco da campare sereno !!!! let's fuck Silvio, once forever...

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