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L'imbeccata

Sergio Mattarella in tram a Scadicci

Sergio Mattarella in tram a Scadicci

Il nuovo presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha scelto di parlare poco e di comunicare con i gesti. Fra questi si dà rilievo a quelli compiuti durante gli spostamenti. A Palermo il presidente è andato con un aereo Alitalia per una visita privata. Martedì 24 febbraio si è recato a Firenze con un Frecciarossa e poi con il sindaco della città, Dario Nardella, ha preso il tram per Scandicci. Applausi immediati dai media, che non hanno ancora esaurito gli ettolitri di bava restati in magazzino dopo la sbronza già presa con Giorgio Napolitano, Mario Monti, Enrico Letta e Matteo Renzi. Quando il convoglio presidenziale sulla tranvia ha raccolto il presidente quasi sotto il treno, ha dovuto rallentare alla fermata ordinaria di Santa Maria Novella dove attendevano i normali passeggeri. Qualcuno di loro ha provato a salire a bordo, ed è stato subito placcato dagli uomini della sicurezza presidenziale: non si può. Solo a quel punto è divenuto plasticamente evidente che nel gesto di Mattarella appariva l’ultimo mostro nella storia della casta: il tram blu. Un convoglio ad uso esclusivo del potente di turno e della sua corte, che l’aveva sequestrato a quella cittadinanza che paga le sue tasse per avere servizi in orario. Cosa che è sfuggita naturalmente al solito esercito virtuale di cheerleaders renzine, che stava esultando su twitter per il loro presidente dal volto umano che prendeva il tram come un cittadino qualsiasi. Cinguettava la solita Simona Bonafè (una che sforna in automatico banalità su banalità per sembrare la prima della classe, ancora più dopo che Renzi l’ha messa in un angolo): “#Mattarella in tramvia verso Scandicci!…”

Allora vale la pena dire che il beau geste presidenziale non è affatto gratuito, e che probabilmente quella corsa in tram costa al contribuente più di un banale viaggio in auto blu. La linea Firenze-Scandicci, gestita dai francesi di Gest, prende dal comune di Firenze un contributo di esercizio pari a circa 60 euro per ogni corsa effettuata su quella tratta (che è di circa 7,5 km). Oltre a quello, ripaga i costi di esercizio con il biglietto che costa 1,20 euro. In esercizio dall’alba fino a mezzanotte e mezza, la tranvia trasporta 164 passeggeri medi a tratta. Nelle ore di punta (quella in cui è salito a bordo il presidente della Repubblica) la media è di 250 passeggeri (ne può tenere 272). Il costo di base di quel viaggio presidenziale è dunque di 360 euro solo andata, 720 euro per l’andata e ritorno per 15 km. Tanto per capirci, il costo di affitto di una limousine da 8 posti a Firenze per quelle due tratte varia a seconda dei gestori fra 150 e 400 euro. Ma nel prezzo è compresa una bottiglia di Franciacorta (per i low cost) o di champagne…

Continua a leggere su L'imbeccata di Franco Bechis

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Commenti all'articolo

  • ramadan

    27 Aprile 2015 - 20:08

    insomma se avesse preso l'aereo o la macchina blu sarebbe stato criiticato, se fosse andato a piedi pure ! forse doveva volare facendosi prestare le ali dagli angeli: così sarebbe stato santificato. bisogna farlo presente per il futuro.

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  • marcopred53

    07 Marzo 2015 - 14:02

    Articolo pretestuoso, STUPIDO indegno di un bravo giornalista. Su quella linea a rotaie passa un tram ogni 5 minuti, anche meno. La linea non è stata interrotta e chi aspettava alla fermata tutt'al più ha saltato una corsa per un massimo di 10 minuti di attesa. Nessun corteo preidenziale ha intasato le strade di scorrimento traffico nè impegato vigili urbani distogliendoli dal regolare servizio

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  • pantera54321

    02 Marzo 2015 - 12:12

    Vi meravigliate se il Presidente va in tram oppure con la sua utilitaria,ma nelle Monarchie del nord Europa (SVEZIA ecc.....) vanno in bicicletta e questo da tanto tempo e allora?

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  • pantera54321

    02 Marzo 2015 - 12:12

    Vi meravigliate se il Presidente va in tram oppure con la sua utilitaria,ma nelle Monarchie del nord Europa (SVEZIA ecc.....) vanno in bicicletta e questo da tanto tempo e allora?

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