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L'inchiesta

Il golpe anti-Berlusconi ci è costato 2,5 miliardi di euro

Il golpe anti-Berlusconi ci è costato 2,5 miliardi di euro

Due miliardi e mezzo di euro: tanto è costato all'Italia il declassamento subito da Standard & Poor’s il 19 settembre 2011 che causò un terremoto politico in Italia con le dimissioni di Silvio Berlusconi e uno economico con lo spread alle stelle. . Un declassamento che per gli esperti era considerato ingiusto. L’Italia ha dovuto pagare nonostante fossero già iniziate le indagini sui possibili interessi speculativi dell’agenzia di rating S&P  finite poi con un rinvio a giudizio di alcuni dirigenti che sono sotto processo a Trani. Dagli atti depositati a Trani dal pm Michele Ruggiero sul processo contro le agenzie di rating S&P e Fitch,  emerge un quadro inquietante. La procura di Trani, in seguito all’esposto presentato da Adusbef e Federconsumatori ha ricostruito quello che è successo dopo la bocciatura dell’Italia da parte di S&P. Dopo la decisione la banca Morgan Stanley, che in parte la possiede, ha deciso unilateralmente di far valere la clausola onerosa per il Paese declassato.  E il Ministero dell’Economia ha pagato. L'Italia aveva firmato una clausola capestro con Morgan Stanley che prevedeva una penale durissima in caso di declassamento. Il punto è che Morgan Stanley è azionista proprio di Standard and Poor cioè uan delle tre agenzie che hanno bocciato l'Italia. Dalle carte dell’inchiesta e pubblicate dal Corriere della Sera emerge che, interrogata dal pm, il capo della direzione debito pubblico del Mef, Maria Cannata, ha risposto “Non c’è bisogno. Abbiamo dirigenti di altissimo livello”. Perchè non rinegoziaste, le chiede il pm? “Il mercato una cosa così non la capirebbe”. Perchè non consultare l’avvocatura dello Stato vista la somma importante? “Non c’erano i tempi tecnici”. 

Gli interrogatori - Interrogato anche Mario Monti che al pm rispose: “Scelsi di non criticare S&P perché anche se portava a una conseguenza negativa per l’Italia, quella tripla B, le motivazioni dell’analisi mi davano molto conforto. Perchè sottolineavano come fattore positivo, il caso italiano e la politica che, al governo da due mesi, avevamo messo in atto”. Il pm di Trani ha ascoltato anche l’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Soffermandosi sul report diffuso da Moody’s il 6 maggio 2010, in ordine al pericolo di contagio del debito sovrano al sistema bancario italiano.

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  • Pasq14lin

    05 Marzo 2015 - 12:12

    È una'Italia di scifo !!!!!!!

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  • graziano.ingrid

    03 Marzo 2015 - 21:09

    Ci vorrebbe più democrazia diretta, uno stato federale e il popolo che si esprima sulle questioni importanti come in Svizzera. Gli elettori avrebbero più responsabilità e buon senso (dimostrato con referendum sulla scala mobile) dei nostri politici e non si esporrebbero alle agenzie di rating. Ma in Italia si fanno i referendum per poi non rispettarli. Chi decide? Inutile andare a votare perciò!

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  • gregio52

    02 Marzo 2015 - 23:11

    Se fossimo un paese di persone oneste ( mera illusione) tutto quello che ci è costato con il golpe anti Berlusconi, lo farei rifondere da Napolitano, Monti, Letta e Renzi, tutto di tasca loro. Altro che applausi a fine mandato bisognava subissarlo di fischi e nello stesso tempo denunciare tutta la troika quali traditori della Patria.

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    • ramadan

      03 Marzo 2015 - 12:12

      per l'ennesima volta : berlusconi aveva preso degli impegni, con l'europa, che non aveva rispettato. la troika lo aveva invitato a dare spiegazioni e lui sapendo di non avere argomenti validi da opporre ha preferito dimettersi. pur con tutti gli errori monti ci ha salvati dal baratro che ci aspettava : avremmo fatto la fine della grecia. monti e napolitano vanno ringraziati !

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      • giulioilmoro

        05 Marzo 2015 - 12:12

        hahahaha ma in che mondo vive lei? è chiaro e limpido come il sole che tutti quelli che lei ha nominato c'avevano da guadagnare con il golpe economico. Denaro contante per le finanziarie, controllo politico della sinistra, fama per giornalai e magistratucoli, via libera al casino in libia ed in ukraina. chi ci ha rimesso è l'Italia, e gli italiani, privati di dignità, sovranità e democrazia. LADRI

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  • buonavolonta

    02 Marzo 2015 - 17:05

    ma è da ISIS usare nuovamente la ghigliottina ci vorrebbe in certi casi viva la RIVOLUZIONE

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