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L'intervista-manifesto

Matteo Renzi, all'Espresso, veleno contro Bersani. Idea rimpasto, ecco i ministri a rischio

Matteo Renzi, all'Espresso, veleno contro Bersani. Idea rimpasto, ecco i ministri a rischio

Il premier Matteo Renzi sta giocando tre partite, senza esclusione di colpi. La prima è dentro il Pd, con gli attriti sempre più scoperti con Pierluigi Bersani. La seconda è con Silvio Berlusconi, dopo la rottura del Patto del nazareno. La terza, forse ancora più dura, è quella dentro il governo: secondo il Giornale, è questione di giorni e poi scatterà il rimpasto, con tre o quattro ministri a fortissimo rischio.

Con Bersani, spiega Renzi in una lunga intervista a L'Espresso, "non abbiamo mai trovato un canone di feeling personale", e questo è palese fin dai tempi delle primarie. Ora, però, c'è in ballo la questione pesante dell'Italicum su cui potrebbero saltare gli equilibri fragilissimi nel Pd (e quindi nella maggioranza): "La battaglia di Bersani su dettagli della legge elettorale è incomprensibile. So che nel Pd c'e una parte che dice di no a tutto per principio. Faccio le riunioni? Troppo poco. Non faccio le riunioni? Vuol dire che decido da solo". Il timore del premier è che la minoranza dem si saldi alla sinistra radicale dove, parole sue, "l'alternativa c'e già". "Vedo che ci pensa Maurizio Landini. Non capirei certe contestazioni che ho ricevuto in alcune fabbriche da parte della Fiom se non in base a un disegno politico", spiega ancora Renzi. Respinge poi al mittente tutte le accuse rivoltegli in queste settimane, dal volo in elicottero di Stato ("Continuerò a prenderlo tutte le volte che è necessario") alla riforma della Rai ("Mi piacerebbe che ogni rete avesse una identità culturale. E non voglio più andare in giro per il mondo con cinque microfoni della Rai a intervistarmi. Ne basta uno"), dalla stessa riforma elettorale ("Se mi avessero detto all'inizio che facevamo una legge elettorale così non ci avrei creduto nemmeno io!") alle primarie del Pd ("Se le fai devi accettare il risultato. Io ho lasciato libero il partito di fare come voleva, anche troppo, dicono i miei"). 

I ministri a rischio - Ci sono poi le tensioni dentro al governo e con il Nuovo Centrodestra. E se si parla di rimpasto, si partirà proprio dagli alfaniani. Secondo Dagospia Renzi avrebbe già bocciato Maurizio Lupi, ministro delle Infrastrutture che aspira a diventare sindaco di Milano (sostenuto dal Pd? O da Forza Italia?). C'è poi l'ex montiana Stefania Giannini, co-responsabile dei pasticci sulla riforma della scuola. Ma nella lista ci finirà anche la dem Roberta Pinotti, che alla Difesa non ha convinto e soprattutto messo in difficoltà il premier con l'improvvida uscita sui 5.000 militari italiani da mandare in Libia. Sotto schiaffo del siluramento per ora ci sono anche Andrea Orlando (titolare della Giustizia) e la fin qui intoccabile Marianna Madia, fregata dalle consulenze al ministero assegnate ad amici e professionisti con curricula inadeguati.

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Commenti all'articolo

  • Garrotato

    06 Marzo 2015 - 16:04

    Renzi sta dimenticando, nel rimpasto di governo, parecchia gente. In partenza dovrebbero esserci anche Renzi, Alfano, Boschi, eccetera eccetera... Sarebbe un bel rimpasto.

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  • gregio52

    06 Marzo 2015 - 14:02

    TUTTI A CASA !!!!! Da Renzi a tutta la sua troika di incompetenti, così si salveranno gli Italiani !!!!!

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  • PACCHE

    06 Marzo 2015 - 11:11

    Un vecchio detto dice che il pesce comincia a puzzare dalla testa. I nostri vecchi avevano ragione.

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    • anto3942

      06 Marzo 2015 - 23:11

      quando dici i nostri vecchi, intendi berlusconi,,..?

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  • gianni modena

    06 Marzo 2015 - 10:10

    sono tutti da cambiare , compreso il premier , non se ne salva uno . e vai pinocchio ..

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