Cerca

Nemico nel mirino

Matteo Renzi contro Renato Brunetta: "Colpa sua se Silvio Berlusconi ha rotto il Patto del Nazareno"

Matteo Renzi contro Renato Brunetta: "Colpa sua se Silvio Berlusconi ha rotto il Patto del Nazareno"

Nel mirino di Matteo Renzi ci finisce anche Renato Brunetta. Tutta colpa di quanto successo sull'elezione di Sergio Mattarella, il colpo di grazia finale sul patto del Nazareno. Intervistato da L'Espresso, il premier si è detto deluso da Silvio Berlusconi "per come si è comportato nell'elezione di Mattarella". "Io - è la versione di Renzi - sono stato leale con il Patto del Nazareno, lui no. Penso perché costretto da Brunetta". Secondo il premier, il capogruppo di Forza Italia alla Camera "ha remato contro le riforme e il Patto del Nazareno" e ha brigato "per far fuori le colombe". Tutto vero, perché la lotta al Nazareno e alla subalternità rispetto al Pd è stata una delle cifre della presenza in Parlamento del pugnace Brunetta da un anno a questa parte. Qualche dubbio, però, a Renzi dovrebbe venire: se il premier pigliatutto si presenta all'opposizione (molto collaborativa) con un nome-uno da mandare al Quirinale, stile "prendere o lasciare", qualche maldipancia è da mettere in conto. Lamentarsene poi sa un po' di lacrime di coccodrillo, a meno che non fosse proprio quello l'obiettivo: far fuori l'alleato ingombrante dandogli pure la colpa.

Verdini, la colomba - Ma Brunetta non è il solo azzurro del quale il premier parla con Marco Damilano. "Capisco che definire Verdini colomba sia una trasformazione ornitologica sorprendente: lui era il capo dei falchi quando avevano loro la maggioranza. Ma Verdini è un pragmatico, che conosce la prima regola della politica: i rapporti di forza. Sa", puntualizza Renzi, "che abbiamo i numeri anche da soli. Io l’ho sempre detto a Berlusconi: il patto con te lo faccio per un atto politico, non per una necessità numerica. Lui ha cambiato idea, i colloqui tra Brunetta e una parte della minoranza del Pd lo hanno convinto che sulla riforma costituzionale mi sarei fermato. Invece siamo andati avanti. Ora mi auguro che Forza Italia torni alla ragionevolezza: questa norma l’abbiamo scritta insieme. Come spiegheranno il voto contro?".

Bersani - L'Espresso gli chiede conto anche dei rapporti con l'ex segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. "Lo rispetto, ma non abbiamo mai trovato un canone di feeeling personale. I suoi suggerimenti su tante questioni sono preziosi. Ma la sua battaglia su dettagli della legge elettorale è incomprensibile". Poi Renzi spiega: "Nel Pd c’è chi ha combattuto una vita per il doppio turno senza ottenerlo, noi ci siamo riusciti. Il premio alla lista vuol dire vocazione maggioritaria. Le preferenze? Ci sono, per di più di genere. Se mi avessero detto all’inizio che facevamo una legge elettorale così non ci avrei creduto neppure io! Perciò questo continuo rilancio non lo capisco più. Me lo spiego solo con la necessità di tenere il punto. Ma lo facciano sulla povertà, sul lavoro, sul modello educativo del Paese, sulla Rai, non per togliere i candidati di collegio e tornare alle liste bloccate".

Landini e Boldrini - Marco Damilano chiede poi al segretario dem se fuori dal Pd esiste un’alternativa a Renzi. Il premier sostiene che "a sinistra c’è già. Vedo che ci pensa Maurizio Landini. Non capirei certe contestazioni che ho ricevuto in alcune fabbriche da parte della Fiom se non in base a un disegno politico". E ancora: "Oppure Laura Boldrini: non mi spiego certe posizioni che ha preso negli ultimi giorni, uscendo anche dal suo perimetro di intervento istituzionale con valutazioni di merito se fare o no un decreto che non spettano al presidente di un ramo del Parlamento. A sinistra qualcuno ci sarà, facciano loro. Del resto, se sposiamo la logica del “pas d’ennemis à gauche” perdiamo le elezioni e non governiamo. Ricorda l’Unione?"

Salvini - Renzi ammette infine di essere rimasto impressionato dalla piazza di Matteo Salvini. "È una destra inedita: Le Pen, Casa Pound e i leghisti delle valli bergamasche tutti insieme. Non la temo, ma non la sottovaluto. E il Pd deve riflettere: fuori da noi non c’è sinistra Dem, c’è questa roba qua".

 

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • gianni modena

    06 Marzo 2015 - 12:12

    a brutto mbecille tu pensi sempre che la gente creda a tutto quello che dici ??? anche quando dici fregnacce __ e"" colpa tua se il patto e"" saltato . no non sei stato onesto . tu vuoi che gli altri accettino tutto quello che tu decidi . ma devi proprio aver battuto la testa da bambino .

    Report

    Rispondi

  • TOCAI

    06 Marzo 2015 - 11:11

    E fa il culattone col culo degli altri. Questo è il vero problema.

    Report

    Rispondi

  • gigi0000

    06 Marzo 2015 - 11:11

    La dimostrazione, se ve ne fosse ancora bisogno, che Renzi è un pirla, un cacciaballe, un irresponsabile ed un incoerente. Sbaglio, o lo stesso atteggiamento gli era congeniale sin da adolescente, quando se ne andava col pallone, non appena qualcuno osava contraddirlo? Qualcuno crede ancora in questo venditore di fumo?

    Report

    Rispondi

blog