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Accordo solo a metà

Incontro Berlusconi-Salvini sulle regionali

Incontro Berlusconi-Salvini sulle regionali

Incontro a metà strada, in via Rovani, per Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. I due scelgono la casa milanese del Cavaliere per l’ennesimo vertice sulle Regionali. E per un’intesa, raggiunta, ma soltanto a metà. Forza Italia sosterrà Luca Zaia in Veneto, a prescindere dalle mosse del sindaco di Verona Flavio Tosi. Ma in altre Regioni la quadra è ancora lontana. Liguria e Toscana rimangono un problema. Perché Salvini vuole imporre i suoi candidati e Berlusconi non ci sta a cedere supinamente tutte le candidature alla Lega Nord.
«È stato un incontro simpatico», commenta diplomatico l’ex premier all’uscita dalla sede dell’Ufficio di esecuzione della pena esterna. Già perché ieri era anche l’ultimo giorno di servizi sociali a Cesano Boscone. La verità è che Salvini non gli sta «simpatico» per niente. Silvio inizia a non sopportare i modi di fare del «ragazzo». Troppo indisponenti quei suoi “o si fa come dico io o niente”. Quel suo continuo riferirsi allo stato comatoso in cui versa Forza Italia. Rimpiange Bossi: «Si discuteva, si litigava, ma poi alla fine trovavamo comunque un accordo, riuscivo sempre a convincere Umberto, in un modo o nell’altro». Si promisero che avrebbero lasciato la leadership insieme, contemporaneamente. Il Senatur ha ceduto il passo, Berlusconi sta ancora là.

Ma il Cav è un leader part-time. Non ha la voglia, né la forza, né i numeri per mandare il leader leghista dove merita. Cioè, a quel Paese. In Veneto i sondaggi danno Forza Italia al 7% e la condannano, sulla carta, all’irrilevanza: c’è o non c’è, Zaia ce la farebbe lo stesso. Non per questo a Berlusconi va di affidarsi mani e piedi a Salvini. Almeno in Toscana o in Liguria un candidato di bandiera (vincere è un’utopia) vorrebbe piazzarlo. E invece no: Salvini, «con i suoi modi un po’ prepotenti», ha già deciso i suoi candidati, Edoardo Rixi (Liguria) e Claudio Borghi (Toscana). E dice: o questa minestra o fuori dalla finestra. Berlusconi? Andare da soli è troppo rischioso, Fi ha ancora il livido della batosta emiliana, dove gli azzurri sono stati sorpassati dal Carroccio, divenuto partito-boa del centrodestra. Un film che potrebbe ripertersi. Specie se, come dicono, il Cavaliere aspetta l’esito (disastroso) delle Regionali per dare l’estrema unzione a Forza Italia. Il piano è: mandare a sbattere la macchina per farsene una nuova di zecca.

È così? L’atteggiamento da cupio dissolvi non appartiene all’indole berlusconiana. Che di natura è un combattente. Ma quante cose sono cambiate in quest’uomo, negli ultimi mesi, tale da renderlo irriconoscibile? I pensieri si affollano sempre là, al tribunale di Milano. E qualche volta vanno in trasferta. A Bari.
«Ma in quale posto al mondo i giornali pubblicano le conversazioni private di una persona? Che Paese di me...a è diventato l’Italia?», si domanda. Oltre all’imbarazzo per i contenuti personalissimi di alcuni dialoghi con Giampi Tarantini, c’è anche la rabbia per il «chiaro tentativo» di condizionare il giudizio della Cassazione che, in settimana, dovrà decidere se confermare l’assoluzione di Berlusconi nel processo Ruby 1. Non a caso, uscendo dall’Uepe, Silvio corregge stizzito chi parla di ultimo giorno di gogna giudiziaria: «Non si finisce mai...», fa spallucce. Aggiungendo di non sentirsi riabilitato, perché lui non era un soggetto da riabilitare. Poi basta. Perché l’ex premier di cose ne avrebbe da dire, ma deve stare zitto: per un paio di mesi sarà ancora “sub iudice”, il Tribunale di Sorveglianza monitorerà i suoi comportamenti per verificare se il condannato abbia capito il senso della pena. Almeno riacquisterà il diritto alla piena mobilità. Basta ritirata notturna e basta anche al domicilio imposto ad Arcore e a Roma.

Berlusconi aveva fatto dei progetti. Qualche giorno di relax in Sardegna e poi a capofitto nella campagna elettorale. Ma ha dovuto rivedere l’agenda. Che è strettamente legata al giudizio della Cassazione, ma anche alle indagini del Ruby ter, dove è indagato per corruzione in atti giudiziari.
Intanto Forza Italia fa quadrato intorno al leader. Anche chi dà battaglia nel partito, ha annunciato una settimana di tregua olimpica: «Il fango dei media su Berlusconi mi indigna», fa sapere Raffaele Fitto. Anche Daniele Capezzone si dice «dispiaciuto per gli attacchi personali al Cavaliere». Un invito a stare tutti uniti nel momento di difficoltà arriva da Michaela Biancofiore: «Forza Italia non morità, torneremo a essere la nazionale politica italiana»

di Salvatore Dama

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    26 Marzo 2015 - 09:09

    accordo solo a metà Occorre precisare che è la metà di sotto.

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  • lattaro1939

    18 Marzo 2015 - 12:12

    berlusca dimostra ancora una volta di avere il sesto senso - appoggia sempre Salvini e sarete vittoriosi - lascia perdere ncd perchè non ti voteremo più - ricorda il caso fini.-

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  • Franco Pezzali

    07 Marzo 2015 - 14:02

    Egregi signori, dimenticate che in democrazia che conta sono i numeri? Per scalzare i sinistronzi bugiardi e ladri servono percentuali che in Italia data l'ignoranza serpeggiante esiste solo quando l'assenteismo supera il 50%. Il centro-destra deve dimenticare i personalismi, la Lega come FI, e viaggiare di comune accordo. Dopo e solo dopo si tireranno le somme. O no! Io sono con B. ma oggi.......

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  • miraldo

    07 Marzo 2015 - 12:12

    Berlusconi deve capire che attualmente il partito forte del Centrodestra è la Lega e allora ti devi alleare e votare i candidati di Salvini . In Toscana la Lega candida Claudio Borghi è la prima volta che un personaggio di questo calibro corre per diventare Governatore avendo la sinistra presentato sempre politici di bassa levatura e puntualmente vinceva. Votare per abbattere i comunisti Toscani

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