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Casta che cola

Salvatore Tatarella, il finiano anticasta con due vitalizi

Salvatore Tatarella

Siccome nella Puglia di Vendola raccontano di avere abolito i vitalizi ai consiglieri regionali dal 2012, non si capisce perché alla fine dell’anno scorso sia arrivata una lettera di Salvatore Tatarella, che fu consigliere regionale fra il 1990 e il 1994, che reclamava il vitalizio al Consiglio regionale. I comuni lettori della propaganda naturalmente non capiscono. Tatarella capiva benissimo, tant’è che ha scritto nel dicembre 2014 per avere il suo vitalizio retrodatato ad agosto, e con determinazione dirigenziale del 9 febbraio 2015 la Regione l’ha accontentato. L’assegno mensile non è fra i più alti: 3.286,56 euro lordi, ma Tatarella aveva fatto il consigliere meno di una legislatura, tanto che per essere in regola aveva dovuto versare allora una integrazione contributiva di 12.578,88 euro (circa 4 mensilità del suo attuale vitalizio). L’assegno, anche se deciso a febbraio, è stato corrisposto a uno degli ultimi colonnelli di Gianfranco Fini retrodatato all’agosto 2014, perché fino a quella data Tatarella era ancora eurodeputato e stava terminando solo allora i suoi tre lustri vissuti a Bruxelles.

Eletto l’ultima volta nel Pdl, aveva seguito il suo amico Fini in Futuro e Libertà, e vi era rimasto nonostante la scomparsa del partitino avvenuta alle elezioni del 2013. Andando con Fini Tatarella aveva firmato il manifesto per «un’Italia del merito, senza privilegi, caste e rendite di posizione». Nella sua battaglia politica locale se l’era presa con Vendola e la classe politica pugliese che aveva allargato il numero dei consiglieri regionali: «È incredibile che la casta abbia l’impudenza di allargare i propri ranghi». Quando ha finito il mandato a Strasburgo, il finiano ha salutato i suoi elettori comunicando il ritiro dalla vita politica attiva: «Lo so», ha scritto, «sono tempi in cui si confonde la politica fatta per vocazione con quella fatta per profitto e, in effetti, in tutti questi anni mi sono sentito sempre un privilegiato. Non certo perché membro di una casta di favoriti, ma per aver avuto il privilegio di vivere testimoniando le mie idee e intrecciando i miei sogni e il mio impegno con i tanti che conoscevo e i tantissimi, che non ho mai visto».

Tatarella finiano anticasta che dice di non avere vissuto i privilegi della casta, li gusterà ora: da agosto scorso ha la possibilità di incassare fino alla fine del 2015 ancora l’assegno di mantenimento da ex europarlamentare, lo cumula con il vitalizio da consigliere regionale. E continuerà a cumulare anche dal 2016, quando inizierà a percepire il vitalizio/pensione da europarlamentare. Avrebbe potuto aggiungere un terzo vitalizio, fosse restato anche nel parlamento nazionale i cinque anni minimi previsti dalla normativa. In teoria non dovrebbe accedervi, ma le regole anche lì sono un po’ ballerine e chissà se con un versamento integrativo non abbiano concesso anche quella possibilità.

di Franco Bechis

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Commenti all'articolo

  • carlostef

    08 Marzo 2015 - 22:10

    C'era Tatarella e c'è Tatarella un abisso tra i due

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  • roberto19

    roberto19

    08 Marzo 2015 - 20:08

    … e mentre si discute da anni che bisogna abolire il singolo vitalizio c’è chi se ne “pappa” due alla faccia di chi paga ( che poi saremmo noi con le nostre tasse). Fortunatamente (almeno questo) quando si parla di “pappamento” al posto di parlamento nessuno di questi pappamentari legalizzati ha il coraggio di aprire bocca. Di fronte ai soldi disconoscono anche la vergogna.

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  • routier

    08 Marzo 2015 - 18:06

    "Pecunia non olet" ma alcuni atteggiamenti sì !

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  • fossog

    08 Marzo 2015 - 18:06

    conta poco CHI sia. Il presid di confcommercio di palermo, con la mazzetta da 100.000 euro, era in prima linea Contro la corruzione... scendendo più in basso, il vigile urbano di Roma arrestato per corruzione aveva un profilo facebook Anti-corruzione ed era candidato a sindacalista... BISOGNA SMETTERE di ''ASCOLTARE'', ma CERCARE FATTI DISTINTIVI perchè i MISERABILI parlano MA Non Sanno Fare.

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