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Rivoluzione a viale Mazzini

Rai, ecco il piano di Renzi: la guiderà un manager scelto del governo

Rai, ecco il piano di Renzi: la guiderà un manager scelto del governo

"In settimana iniziamo l'esame in Consiglio dei ministri per chiuderlo velocemente. Poi la palla passa al Parlamento con lo stesso metodo della scuola". Sulla sua e-news, Matteo Renzi parla della riforma della Rai, riforma che, come anticipa oggi Repubblica, sarà un disegno di legge governativo e non un decreto. Ma la vera novità nella rivoluzione della governance di viale Mazzini sarà la figura dell'amministratore delegato, con poteri ampi, come in qualunque azienda privata, nominato direttamente dall'esecutivo. Il progetto di Renzi è quello di rottamare la figura del direttore generale, che oggi è Luigi Gubitosi, in favore di un manager scelto direttamente da Palazzo Chigi.

Il modello - Il modello, spiega Francesco Bei, fa perno sulla separazione netta tra la gestione e il controllo. "L' importante", ha anticipato Renzi a Repubblica, "è affidare a un amministratore la responsabilità di guidare l'azienda senza continuamente mediare con il Cda sulle scelte operative. Se non porta risultati viene cacciato via, ma deve poter decidere come fanno tutti i manager". Resta ancora aperto il problema di "quale equilibrio di potere tra chi nomina l'amministratore e chi controlla", ma sempra scontanto che il premier non voglia rinunciare, come invece suggeriscono i grillini, alla commissione di Vigilanza. Anche perché sarebbe inutile cancellare la Vigilanza se comunque si intende affidare a un organismo parlamentare il controllo delle linee di indirizzo del servizio pubblico. Ma la Vigilanza (ovvero i partiti) sarà privata del potere decisivo che le ha affidato la Gasparri, ovvero quello di indicare i nove membri del Consiglio d'amministrazione.

Cda - Anche sulla nomina del Cda è ancora tutto da definire. Una delle ipotesi, anticipa Bei, porta a un Consiglio di sorveglianza con membri nominati dal governo e dall'Autorità di garanzia. Il quale, a sua volta, dovrebbe scegliere il Cda vero e proprio, ridotto da nove a cinque componenti. Un altro filo riporta invece tutto in capo al Parlamento (che non convince la presidenza del consiglio perché verrebbe meno la separazione tra gestione e controllo), al quale resterebbe l'elezione del Cda come del resto elegge altri organi di garanzia quali i componenti della Consulta o del Csm. I nomi dei cinque sarebbero però pescati in una "rosa" indicata da soggetti esterni come l' Agcom, la Conferenza Stato-Regioni, il Consiglio dei rettori, la Corte Costituzionale. Mentre a palazzo Chigi non trova ascolto l' idea del movimento cinque stelle di affidare a un sorteggio tra candidati con il curriculum giusto la scelta del Cda. Per Renzi è "ridicolo" anche solo parlarne.

Il disegno di legge - Come avvenuto per "la buona scuola", anche il progetto Rai sarà oggetto di una consultazione. Stavolta non troppo allargata, ma limitata a una trentina di esperti del settore già individuati e preallertati: comunicatori, giornalisti, professori universitari, giuristi, associazioni, economisti. Un processo di affinamento, tramite lo studio di questi «pareri», che porterà al disegno di legge definitivo che prevede anche il dimezzamento del canone dai 113,5 euro di oggi a 65 euro. Poiché è la tassa più evasa è stato deciso di abbinarlo alla bolletta dell'energia elettrica e il pagamento sarà richiesto per ciascuna utenza, a prescindere dal denunciato possesso o meno di una tv.

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Commenti all'articolo

  • PatrizioIndoni

    09 Marzo 2015 - 13:01

    Caro Renzi, il canone Rai abbinato alla bolletta dell'energia elettrica è un abuso e una truffa colpisce i poveri pensionati che sono alla fame. Offendete la nostra dignità. Ci sono conduttori e dirigenti Rai che prendono milioni di euro all'anno.

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  • routier

    09 Marzo 2015 - 13:01

    La Rai TV , se non ricordo male, è sempre stata filogovernativa, (quando non un feudo del potere) quindi dov'è la novità ? E meno male che ci sono decine di TV private, altrimenti sai che alternativa ?

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  • ketaon_01

    09 Marzo 2015 - 13:01

    Obbligare a pagare un canone quando il servizio è una vera schifezza è da comunisti. Obbligare pagare un canone quando uno non ha una TV per svariati motivi deve essere un cane. Obbligare a pagare un canone oggi , nel 2015 , devi essere un .....

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  • arwen

    09 Marzo 2015 - 11:11

    Tutti i governi hanno sempre provato, e molte volte sono riusciti, a mettere sotto controllo la RAI. Certo è comodo avere un organo di risonanza politicamente schierato e...pagato dalla comunità. Anche in questo, il rottamatore, innovatore, nn ha certo sbalordito per la capacità di innovazione! C'è solo una domanda: xchè quando lo faceva B tutti gridavano allo scandalo, mentre ora tutti tacciono?

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