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Maurizio Landini lancia a Roma il movimento politico "Coalizione sociale"

Maurizio Landini lancia a Roma il movimento politico "Coalizione sociale"

Dopo mesi di tira e molla, di vorrei ma non posso e indagini di mercato mascherate da manifestazioni Fiom, Maurizio Landini ha deciso di fare il grande passo, ma con calma. Oggi 14 marzo presenterà a Roma il suo movimento politico, una sorta di Podemos all'amatriciana, quasi più uno Speramos. Contemporaneamente a Bologna si riunisce la sinistra del Pd con Pierluigi Bersani, ma ormai la star rossa del momento è il capo dei metalmeccanici, vera mina vagante per le particelle impazzite dell'universo postcomunista.

Speramos - Il progetto di Landini, la "coalizione sociale", punta a raccogliere associazioni e gruppetti da anni orfani di un punto di riferimento: piaccia o no, anche a sinistra sognano un leader, che sia autorevole e non autoritario, dicono loro, ma anche un po' figo tipo Alexis Tsipras. Landini non rientra proprio nell'identikit, ma almeno va in tv e le nonne più o meno lo riconoscono. Quello di Landini vorrebbe essere una ventata di aria fresca, ma come scrive Il Giornale nella nuova comitiva ci sono sempre i soliti: Libera, Emergency, Stefano Rodotà, i debenedettiani di Giustizia e Libertà e poi i grandi soloni come Gustavo Zagrebelsky e Barbara Spinelli. E poi il jolly portafortuna: dopo aver lanciato con successo Antonio Di Pietro, Luigi De Magistris e Antonio Ingroia, senza dimenticare Beppe Grillo, arriva il sostegno taumaturgico di Marco Travaglio.

L'ira di Susanna - In più occasioni il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, attraverso gli agevoli meccanismi del sindacato come note, documenti post congressi... aveva lanciato l'anatema contro il Landini politico: "Il mestiere della Cgil è un altro". Ma Maurizio con le mani nella marmellata si è difeso: "Coalizione sociale non è un partito". L'idea diffusa dentro il sindacato è abbastanza scontata sul futuro del progetto landiniano: se gli va bene si butta in politica, altrimenti avrà tutto il peso utile per prendersi direttamente il sindacato nel 2018. E a quel punto l'ascesa sarebbe più complicata da frenare.

Controffensiva rossa - Superato il panico iniziale, Nichi Vendola ha provato a recuperare terreno lanciando una fantasiosa leadership di Laura Boldrini. Dalle parti di Landini fanno spallucce, a crederci forse è solo il presidente della Camera. Da Bologna in tanti faranno la spola tra la sala del convegno e la tv per buttare un'occhio al battesimo del movimento di Landini e le rubriche telefoniche già fremono.

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Commenti all'articolo

  • filen

    filen

    14 Marzo 2015 - 15:03

    Ci mancava un altro sindacalista in parlamento

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