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Lo scenario

Maurizio Belpietro su Forza Italia e Lega Nord: "Così il centrodestra si suicida"

Maurizio Belpietro su Forza Italia e Lega Nord: "Così il centrodestra si suicida"

Fino a qualche giorno fa pensavo che Raffaele Fitto e Flavio Tosi fossero due kamikaze destinati presto a schiantarsi. Ebbene, mi sbagliavo, perché Fitto e Tosi non sono i soli due aspiranti suicidi: con loro punta ad ammazzarsi l’intero centrodestra, che si sta dando un gran da fare per regalare a Renzi ciò che manca alla sua collezione di poltrone, ovvero la presidenza del Veneto.
Mi spiego. La guerra dell’ex governatore della Puglia contro Silvio Berlusconi è nota e non c’è bisogno di aggiungere altro, anche perché lo stesso Fitto ne ha scritto in una lettera a Libero. Diversa è la storia del sindaco di Verona, che con la sua uscita dalla Lega rischia di far perdere il centrodestra anche in uno degli ultimi bastioni rimasti. Una sconfitta che, bisogna riconoscere, non sarebbe solo colpa di Tosi, ma anche di Matteo Salvini e, a quanto pare, perfino di Silvio Berlusconi.

Della bega tra il leader della Lega e il primo cittadino si sa: essa origina dalle aspirazioni del secondo, al quale, essendo rimasto a bocca asciutta dopo la nomina del nuovo segretario del partito, era stata promessa una poltroncina più importante di quella attualmente occupata, vale a dire la candidatura a governatore del Veneto. Così, giunta l’ora delle elezioni, Tosi ha rivendicato il posto di Zaia e, quando si è visto sbattere la porta in faccia, ha cominciato a protestare, minacciando di candidarsi comunque con una sua lista. Risultato: prima Salvini gli ha intimato di piantarla, poi lo ha sbattuto fuori senza troppi complimenti. Fin qui ciò che è accaduto. Tuttavia adesso la faccenda si fa più rischiosa, perché la resa dei conti leghista non si esaurisce con una lite da pollaio a ridosso del voto, ma c’è pericolo che lo scontro degeneri e produca davvero un patatrac. Altro che ostentare sicurezza dicendo che, nonostante la rissa con Tosi, Zaia è avanti nei sondaggi. I dieci o otto punto di vantaggio su Alessandra Moretti oggi sembrano tanta roba, ma il 31 maggio, quando si apriranno i seggi, potrebbero rivelarsi niente. Soprattutto se ciò che gira in queste ore divenisse realtà. A cosa alludo? A una voce secondo cui Berlusconi sarebbe fortemente irritato dal protagonismo di Salvini. Certe battute sulla leadership del centrodestra non gli sarebbero piaciute e ancor meno lo divertirebbero i sondaggi che danno la Lega sopra Forza Italia. Insomma, l’ex Cavaliere starebbe considerando l’idea di non allearsi in Veneto con la Lega di Salvini, ma di appoggiare Flavio Tosi e la sua corsa in solitaria contro la Moretti e Zaia, ma soprattutto contro il Matteo leghista.

Così il fronte moderato si spezzerebbe in due: da una parte il Carroccio e il governatore uscente, dall’altra il sindaco di Verona sostenuto da Forza Italia e Ncd. Nel qual caso, da sicura che era, la rielezione di Zaia potrebbe rivelarsi più incerta di quanto si immagina, perché senza i voti di Tosi, senza quelli di Berlusconi e dell’Ncd i margini di vantaggio sulla Moretti potrebbero assottigliarsi. Non solo. È quasi certo che Zaia non dovrà vedersela con la candidata del Pd, ma con il suo segretario, ovvero con Matteo Renzi. Il quale se si impegnerà in campagna elettorale non lo farà di certo in Toscana o in Liguria, dove il risultato è assicurato, e nemmeno in Campania, dove non ha nessuna voglia di appoggiare il candidato uscito dalle primarie, l’ex sindaco di Salerno Vincenzo De Luca. No, il presidente del Consiglio punterà sul Veneto, un po’ perché strappare una regione da sempre amministrata dal centrodestra sarebbe un bel colpo, e un po’ perché vincere in terra leghista vorrebbe dire che gli imprenditori, le partite Iva, e anche una quota di moderati possono essere strappati all’opposizione. Per Renzi sarebbe la conferma che è sulla buona strada e che può occupare un’area centrista anche dove il centro non ha mai votato a sinistra. Per Salvini, Berlusconi, Tosi e tutti gli altri sarebbe invece la prova che, anche se in vantaggio, ci si può suicidare. Soprattutto vorrebbe dire che, se non si mettono da parte gli interessi di bottega dei capi, il centrodestra è destinato a morire, cedendo il passo su tutto. Altro che suicidio assistito. Se vanno avanti così, i leader (o aspiranti tali) del centrodestra non hanno bisogno di aiuto: quando c’è da farsi del male, fanno tutto da soli.

di Maurizio Belpietro
@BelpietroTweet

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Commenti all'articolo

  • m.matteuzzi

    17 Marzo 2015 - 02:02

    Ma quanto sono sprovveduti gli italiani ! Tosi ha interessi divergenti da quelli della Lega: non dimenticate mai che non c'è più destra e sinistra. Ci sono solo i cittadini e la banche ! http://economia.ilmessaggero.it/flashnews/unicredit-tosi-punta-su-biasi-per-il-prossimo-board/1072470.shtml

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  • m.matteuzzi

    17 Marzo 2015 - 02:02

    Bene fa la Lega a non cedere sulle alleanze disomogenee. Secondo voi, cosa si potrebbe spartire con Alfano? E con un Berlusconi che sostiene chi ha tradito il proprio elettorato ? Credo che anche un'alleanza con B. porti più guai che vantaggi ! La parola al popolo: se proprio vogliono morire di tasse, di burocrazia e di invasione, facciano pure !

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  • marco53

    16 Marzo 2015 - 15:03

    La rovina di tutto è Berlusconi, che non si rassegna ad uscire di scena. Sarà lui che farà vincere ancora per un decennio il suo amichetto Renzi. Berlusconi è finito ma non lo vuole ammettere. E' stato vittima di porcherie giudiziarie, ma ha anche dimostrato di non essere affidabile. E' bugiardo, proprio come Renzi, quindi si ritiri o vada con lui. Il leader della destra è SALVINI.

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  • sordo

    16 Marzo 2015 - 14:02

    il povero cav è alla disperazione.Dopo aver sprecato anni di governo dietro accomodamenti che ci hanno portato solo ulteriori guai , scopriamo ora che il problema è la scelta fra due mali certi.La vecchiaia è una brutta cosa , rende l uomo debole e piagnucoloso.L unico uomo con le palle che vedo nel centrodestra è la Meloni(politico mediocre), il centrodestra abbisogna di un condottiero risoluto,

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