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Nella morsa

"Coalizione sociale", Landini vale il 5%. E Renzi vuole trovare un'intesa con lui per fregare la Camusso

"Coalizione sociale", Landini vale il 5%. E Renzi vuole trovare un'intesa con lui per fregare la Camusso

Secondo i sondaggi il "partito non partito" di Maurizio Landini potrebbe galleggiare tra il 5 e l'8%: poco per sperare di condizionare la politica di Matteo Renzi ma sufficienti, forse, a complicare un po' i piani del premier. Di sicuro, però, già da ora è una proiezione utilissima per lanciare proprio Landini nella sua battaglia prioritaria. Che non è quella contro il segretario del Pd, ma contro il segretario della Cgil Susanna Camusso. La freddezza disarmante con cui la Camusso ha accolto la "Coalizione sociale" del leader Fiom ("Non ci ha avvisati della sua iniziativa, da non non c'è alcun appoggio") rivela che la partita decisiva è tutta all'interno del sindacato. Una partita sia per la rappresentanza dei lavoratori sia per accaparrarsi l'unico ruolo credibile per la sinistra, quella di opposizione extra-parlamentare al governo acchiappa-tutto di Renzi.

Un Nazareno con Landini - Per questo motivo il machiavellico, cinico premier starebbe pensando di usare a proprio vantaggio la situazione stringendo un'alleanza con il suo nemico Landini. Non è un controsenso, perché proprio come con il patto del Nazareno il fine ultimo sarebbe quello di indebolire e dividere la sinistra favorendo la guerra intestina tra i suoi leader. Filippo Taddei, consigliere economico di Palazzo Chigi, ha annunciato un incontro nelle prossime settimane per discutere delle modifiche alla legge sulla rappresentanza sindacale, che dovrà intervenire su funzioni e regole dei cartelli dei lavoratori. Lo slogan comune a Renzi è Landini è "smontare le burocrazie sindacali e ridare potere di scelta ai lavoratori". Una rottamazione contro lo status quo che questa volta colpirebbe proprio la Camusso. E intanto, l'ascesa di Landini ha avuto come risultato quello di ricompattare i dissidenti Pd su posizioni filo-renziane in opposizione al progetto "velleitario" e al "sogno di partitino" del capo della Fiom. Tutto torna.

di Claudio Brigliadori
@piadinamilanese

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Commenti all'articolo

  • laghee

    16 Marzo 2015 - 20:08

    non credo che ci siano ancora tanti p,,,, in Italia !

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  • emigratoinfelix

    16 Marzo 2015 - 12:12

    l´intollerabile,spocchioso,arrogante aspirante autocrate di rignano ha della politica la stessa concezione di un sensale di cavalli da fiera paesana;abilissimo ad imbonire,a imbrogliare ed a magnificare la sua piu´che scadente mercanzia.Ma per fortuna qualcuno non e´tanto gonzo da cascarci.

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  • betzero

    16 Marzo 2015 - 11:11

    E' tutto studiato a tavolino. Ricordate che Landini era stato l'unico ad essere ricevuto a palazzo Chigi. E' plausibile che in quella sede siano stati fatti questi accordi. I sindacalisti hanno sempre preso in giro i lavoratori e li hanno usati per i loro tornaconti e Landini è un sindacalista piu sindacalista degli altri. La vicenda Fiat lo documenta a sufficienza....

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