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Nel mirino

Maurizio Lupi inguaiato anche da un biglietto aereo per la moglie

Maurizio Lupi

Dimettersi o resistere? È il dilemma che ha attanagliato per tutto il giorno il ministro Maurizio Lupi e il suo partito. Ore drammatiche si sono consumate fino a tarda sera nel Ncd, sul quale si è abbattuto il nuovo scandalo tangentizio delle Grandi Opere che stavolta vede coinvolto il ministro centrista più di peso al governo dopo Alfano, sebbene Lupi non sia indagato. Nonostante le pressioni di Renzi perché si dimetta “spontaneamente”, il titolare delle Infrastrutture sembrava blindato almeno dal suo partito, finché non sono uscite nel pomeriggio le nuove intercettazioni sulle cene di fundraising a favore di Lupi, gli abiti sartoriali e i regali di Natale a lui, al figlio e al suo entourage. E persino su un biglietto aereo alla moglie.
Dalle intercettazioni emerge infatti che, in occasione di una convention di Ncd organizzata a Bari da Lupi, Francesco Cavallo, arrestato nell’inchiesta “Sistema” della procura di Firenze «si attiva per procurare un biglietto aereo (tratta Milano-Bari) alla moglie del ministro Lupi, Emanuela Dalmiglio. Il prezzo del biglietto è di 447,03», precisano gli inquirenti, «la ricevuta del pagamento risulta intestata al Cavallo, cui viene trasmessa via mail dall’indirizzo di posta elettronica di Pietroletti Gabriella della coop. La Cascina (non è dato sapere se tale spesa sia stata rimborsata)».

Questi nuovi elementi fanno vacillare ancora di più la poltrona di Lupi. Quindi la linea della difesa a oltranza lanciata da Alfano (che in mattinata aveva detto «sosteniamo Maurizio Lupi perché crediamo in lui, ma riteniamo corretto non perdere tempo sulla informativa in Parlamento») vacilla con l’avanzare della giornata. Alfano e Lupi si blindano al Viminale appena terminato il question time alla Camera, per decidere se Lupi debba affrontare le forche caudine del voto sulla mozione di sfiducia o dimettersi prima, come vorrebbe Renzi. Una riunione fiume che si è poi estesa ai vertici del partito, in primis il coordinatore nazionale Gaetano Quagliariello, e che si è trasformata nella più drammatica della breve storia del Ncd. Il destino del partito fondato da Alfano, più che quello del governo, infatti, è appeso alle sorti di Lupi, la cui vicenda finirà inevitabilmente col ripercuotersi sulle Regionali. Sono state vagliate varie ipotesi, come la sostituzione del ministro ciellino con Quagliariello, ma in un dicastero minore, probabilmente quello degli Affari regionali lasciato libero da Maria Carmela Lanzetta. Ipotesi che però l’ex ministro delle Riforme rifiuta categoricamente.

Dentro il Ncd, però, molti continuano a fare quadrato intorno a Lupi, sposando la linea della difesa a oltranza e alzando la posta con Renzi. Lo dice chiaro e tondo Fabrizio Cicchitto, dirigente di primo piano del Ncd: «O Renzi difende Lupi e il caso si chiude qui, oppure noi continueremo a sostenere il governo, ma con un appoggio esterno». Il ministro e suoi colleghi di partito si salutano a notte fonda. Con Alfano e gli altri l’accordo è che lo difenderanno finché lui vorrà essere difeso. Il fardello, a questo punto, è tutto sulle spalle di Lupi.

di Barbara Romano

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  • claudiotortora

    19 Marzo 2015 - 20:08

    ncd munnezza da estirpare

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  • zhoe248

    19 Marzo 2015 - 18:06

    Mah! Sembra la solita pantomima filogiudiziaria che funziona sempre per liberare una poltrona che interessa: se non ricordo male in una recente dichiarazione i grullini pretendevano un ministero per entrare nel governo di pinocchietto. Staremo a vedere ......

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  • giuseppesangreg

    19 Marzo 2015 - 18:06

    Episodio squallido altro che ore drammatiche! Ma il dubbio non deve sfiorare solo Cesare, bensì nemmeno sua moglie? Almeno in un paese normale.

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  • Royfree

    19 Marzo 2015 - 17:05

    E sta gente, con a capo un buffone, sta cambiando la costituzione.

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