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Lo scenario

Il ministro Lupi si dimette, cosa cambia per il governo: Alfano perde, Renzi vince ma ora rischia grosso

Il ministro Lupi si dimette, cosa cambia per il governo: Alfano perde, Renzi vince ma ora rischia grosso

Le dimissioni di Maurizio Lupi, annunciate a Porta a Porta da Bruno Vespa (prima ancora che in Parlamento) aprono interrogativi inquietanti dentro al governo di Matteo Renzi. Innanzitutto, è una mezza sconfitta per Angelino Alfano: il ministro dell'Interno e segretario di Ncd nei giorni scorsi, subito dopo l'esplosione dello scandalo Grandi opere (con Lupi coinvolto, ma non indagato), aveva ribadito: "Mai e poi mai si dimetterà". Parole che ricordavano da vicino quelle usate alla vigilia dell'elezione del presidente della Repubblica: "Mai e poi mai voteremo Mattarella". Come sia andata anche in quel caso, è inutile oggi ricordarlo. Una doppia beffa che diminuisce, non di poco, la credibilità (e il potere di condizionamento) di Alfano dentro Ncd e dentro l'esecutivo. 

 

 



Il cambio di linea di Renzi - "Renzi mi ha detto: Decidi tu", ha ricordato Lupi annunciando le proprie dimissioni a Porta a porta. E' andata certamente così, ma è innegabile come il silenzio del premier in questi giorni oltre a nascondere una buona dose di imbarazzo sia servito anche ad aumentare la pressione sotterranea sul suo ministro. Quando il premier era Enrico Letta, fu Renzi a premere pubblicamente per le dimissioni dell'allora ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri, invischiata in una analoga storia di telefonate intercettate. Lo stesso aveva fatto con Josepha Idem, sottosegretaria del Pd usata come "spina nel fianco" di Letta. Da quando è salito a Palazzo Chigi, però, la linea di Matteo è cambiata radicalmente. Nel luglio 2014, quando il governatore dell'Emilia Romagna Vasco Errani si dimise perché condannato in Appello, Renzi si schierò pubblicamente con lui e contro la magistratura, sottolineando l'innocenza del governatore fino a sentenza definitiva.

I 4 indagati dentro al governo - D'altronde, è stato lo stesso premier a scegliere la renziana di ferro Francesca Barracciu, indagata per peculato in Sardegna, a confermare come sottosegretariato alla Cultura nonostante i guai giudiziari. E la dem sarda è in buona compagnia: gli indagati tra i sottosegretari sono altri tre, di cui due del Pd. Ora, se sarà coerente, Renzi dovrà cambiare linea: di sicuro si conferma "dominus" del governo, imponendo dimissioni ai propri compagni di squadra. Il rischio è che così facendo si sia consegnato mani e piedi a inchieste, scandali e intercettazioni varie che nei prossimi mesi dovessero colpire, a torto o a ragione, un esponente del suo governo.  

di Claudio Brigliadori
@piadinamilanese

 

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Commenti all'articolo

  • gianbus52

    20 Marzo 2015 - 18:06

    Alfano un ministro senza onore della parola data

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  • spadino65

    20 Marzo 2015 - 18:06

    con voi Renzi puo dormire sonni tranquilli.....siete il nulla cari miei ed è tutto merito del vostro datore di lavoro

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  • moranma

    20 Marzo 2015 - 16:04

    rischia grossissimo...l'ndc toglierà la fiducia la governo, si rialleerà con FI e Lega che conquisteranno il Veneto, la Toscana e la LIguria.....dove l'ho visto questo film di fantascienza???!!!

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  • TOMMA

    20 Marzo 2015 - 13:01

    Dov'è finito il pezzo su questo sito, da me commentato stamane, che riportava la telefonata di Lupi a qualcuno del ministero affinché ricevesse il figlio per interessarsi a fargli ottenere incarichi e consulenze? Non lo trovo più. Perché Libero non sconfessa quanto detto da Lupi oggi alla Camera? A che gioco sta giocando questo sito?

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