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Grandi manovre

Dimissioni Lupi, tutti i nomi in pole position per le Infrastrutture

Dimissioni Lupi, tutti i nomi in pole position per le Infrastrutture

A poche ore dalle dimissioni ufficiali di Maurizio Lupi da ministro delle Infrastrutture, Matteo Renzi è indeciso se tagliare lui stesso il nastro dell'Expo 2015 nella duplice veste di presidente del Consiglio e ministro ad interim o affidare il dicastero a qualcuno di peso in grado di far presto dimenticare all'opinione pubblica la vicenda. In questo caso il nome più accreditato, a detta di tutti, è quello di Raffaele Cantone. Potrebbe essere il magistrato e presidente dell'Autorità anticorruzione a prendere le redini di un ministero nella bufera dopo l'arresto dell'ex superdirigente Ercole Incalza, ma la scelta avrebbe come controindicazione il fatto che Cantone dovrebbe interrompere il delicato lavoro all'Anticorruzione, a meno di un anno da una nomina fortemente voluta dal premier. Per questa ragione la scelta potrebbe cadere su un qualcun altro tecnico: Mauro Moretti, amministratore delegato di Finmeccanica ed ex ad delle Ferrovie, ad esempio. O anche Andrea Guerra, ex ad di Luxottica, che ora collabora da "superconsulente" a Palazzo Chigi, oppure Nicola Grattieri, procuratore antimafia a Reggio Calabira e "consulente" del governo per la lotta alla criminalità.

Mini rimpasto - Altra ipotesi è quella di un mini rimpasto di governo e l'approdo di un nuovo ministro di Ncd agli Affari Regionali. Tra i parlamentari, però, c'è chi scommette che ancora una volta Renzi sceglierà un ministro politico, non un tecnico. E magari una persona di sua stretta fiducia. In questa logica in pole position appare il nome di Luca Lotti, anche se il premier potrebbe piuttosto decidere di affidargli la struttura tecnica di missione delle Infrastrutture, se realizzerà l'idea di portarla a Palazzo Chigi. Qualcuno ipotizza che il successore di Lupi sarà Graziano Delrio, sottosegretario alla presidenza che lascerebbe così il posto a Lotti. Ma, anche per riequilibrare la presenza femminile nel governo, non si esclude che la scelta cada su una figura come quella di Debora Serracchiani, attuale vicesegretario del Pd.

Il ministero ad Ncd - Renzi potrebbe ad ogni modo rinviare la scelta e tenere l'interim al ministero fin dopo le regionali concedendo al Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano un altro ministero, quello degli Affari Regionali lasciato vacante dalle dimissioni a gennaio di Maria Carmela Lanzetta. A sedersi su quella poltrona potrebbe andare Gaetano Quagliariello, attuale coordinatore di Ncd, che aveva lasciato il governo dopo la staffetta tra Letta e Renzi.

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Commenti all'articolo

  • TOCAI

    20 Marzo 2015 - 09:09

    Giro, giro tondo, ma non casca il mondo.....! Il solito giro di poltrone, che avvantaggia il Pinocchietto ed indebolisce i traditori alfaniani, che non si scollano nemmeno se arrivasse un terremoto. Sono indecorosi e non più presentabili. Gli italiani seri ricorderanno al momento opportuno. E i sottosegretari del PD indagati rimangono al loro posto, vero Pinocchio ?

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    • giusa1925

      20 Marzo 2015 - 13:01

      Ma come possono scrollarsi dalle poltrone quando sono perfettamente consci che non saranno mai rieletti e finiranno nel dimenticatoio come gli uomini del re dei traditori fini (iniziale minuscola)

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  • biban

    20 Marzo 2015 - 08:08

    I politici continuano a prenderci per il ....fondelli. Arroganti, presuntuosi, incapaci, hanno un solo scopo: LA POLTRONA. E il popolo bue silente continua la sua corsa verso il baratro, senza reazione alcuna. O FRANCIA O SPAGNA PURCHE SE MAGNA! Popolo senza attributi. Biban

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