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Inchiesta Grandi Opere

Lupi si dimette: "Lascio il governo a testa alta, guardandovi negli occhi"

Lupi si dimette: "Lascio il governo a testa alta, guardandovi negli occhi"

Emiciclo semivuoto alla Camera per l’informativa del ministro per le Infrastrutture, Maurizio Lupi, che ieri ha annunciato che rassegnerà le sue dimissioni a causa dello scandalo Grandi Opere, che lo vede coinvolto. Accanto a Lupi ci sono il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti e il titolare del Viminale, Angelino Alfano. Nei banchi del governo siedono Beatrice Lorenzin, Marianna Madia, Andrea Orlando e Paolo Gentiloni e i sottosegretari alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio e Luca Lotti. Nei gruppi più numerosi presenti in aula sono quelli del M5S e del Pd, con oltre 30 deputati. Assente tutto il gruppo della Lega Nord, che ha deciso di non partecipare all’informativa.

La difesa - "Non ho commesso nulla di illecito. Sento il dovere di assumermi responsabilità politica ma anche di spiegare in Parlamento", ha esordito Lupi. "Mi ritengo obbligato", ha proseguito l'esponente di Ncd, "a non far cancellare in 3 giorni tutto ciò che ho fatto in questi 22 mesi". "Non invoco garantismo nei miei confronti perchè non ho ricevuto alcun avviso di garanzia", ha aggiunto spiegando: "Ciò che mi chiama qui davanti a voi non è una responsabilità giudiziaria ma giustamente una responsabilità politica". "Le accuse che mi sono state mosse sono immotivate e strumentali", ha sottolineato Lupi. "A fronte di tanto materiale investigativo i pm non hanno ravvisato nulla che dovesse essere perseguito".

L'incarico a Incalza - Quanto al ruolo di Ercole Incalza Lupi ci tiene a precisare che occupava il suo ruolo di capo della struttura tecnica di missione "a seguito di procedura selettiva pubblica e con scadenza il 31 dicembre 2015", e "ho potuto verificare che nei vari procedimenti penali che lo hanno interessato non ha subito alcuna decisione di condanna, nè per i casi in cui questi si sono conclusi per prescrizione del reato, alcun procedimento disciplinare sotto la responsabilità dei ministri che mi avevano preceduto". "Ritengo questo", ha aggiunto Lupi, "un elemento oggettivo necessario per una persona che come me crede nello Stato di diritto e nella presunzione di innocenza. Ercole Incalza ha rassegnato le proprie dimissioni dall’incarico con nota del 17 dicembre 2014, anzichè al 31 dicembre 2015".

Lavoro per il figlio - Riguardo al figlio Luca, il ministro Lupi respinge ogni accusa al mittente: "Non ho mai fatto pressioni per procurare un lavoro a mio figlio", ha detto in Aula Lupi spiegando che l'incontro con Incalza va letto come un consiglio paterno: "Ho proposto a lui la possibilità di incontrare una persona di grande esperienza che potesse consigliarlo", ha detto. La telefonata a Perotti non è nella "mia responsabilità", ha poi osservato, ricordando di conoscerlo da tempo: "Che bisogno avrei avuto di chiedere a Incalza di intercedere per lui, avrei potuto farlo molto più facilemente io".

Dimissioni - "Lascio il Governo a testa alta guardandovi negli occhi. Continuerò a fare il mio dovere", ha infine detto Lupi dimettendosi da ministro specificando che la decisione è stata presa dopo "72 ore, non dopo 72 giorni". "Non mi sono dimesso da padre o marito", ha inoltre puntualizzato, "gli affetti vengono prima di tutto, anche prima di una poltrona". "All’inizio -dice- ho pensato ’non ho fatto nulla, perchè dovrei dimettermi, proprio nel momento in cui il lavoro sta cominciando a dare frutti?’ Con il passare delle ore la scelta che dovevo fare non poteva che essere quella sempre fatta: scegliere il vero motivo per cui ho fatto politica e cioè il bene comune". "Siamo uomini politici l’uomo agisce sempre per uno scopo e lo scopo della politica è il bene comune. Se faccio questo passo indietro è per avere una nuova rincorsa, un nuovo inizio per Ncd e per il governo". "So che il tempo sarà galantuomo", ha concluso. "Spero che lo sarà anche con chi ha speculato sul nulla".

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Commenti all'articolo

  • gattopardo46

    21 Marzo 2015 - 08:08

    Bugiardo è dir poco

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  • mallardogiulio

    21 Marzo 2015 - 01:01

    Egregio Lupi,se e vero che esci a testa alta e se ai la dignità che dici che non metto in dubbio,allora esci dal NCD,perche se non ai capito ti hanno trombato per 2 motivi:primo quella faccia viscida di di Alfano non ha speso una parola per difenderti per la poltrona,secondo Renzi ti ha slinguazzato,ma lo scopo era di farti fuori.Se vi resta un po di orgoglio fate cadere il governo Renzi fanfarone

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  • Happy1937

    20 Marzo 2015 - 13:01

    Tritato perché, neppure indagato, si deve dimettere per una telefonata che qualunque Padre potrebbe fare e un paio di regalucci per i quali nessun Ministro intelligente ( e lui intelligente lo è) si venderebbe mai. Quelli che invece indagati lo sono da tempo nessuno si sogna di forzarli fuori dal Governo. E`la prassi: pagano gli innocenti. Lo affermo pur disistimando assolutamente NCD.

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