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Il retroscena

Renzi in cerca di credibilità è pronto a far fuori chi ha guai con la giustizia

Renzi in cerca di credibilità è pronto a far fuori chi ha guai con la giustizia

Abuso d'ufficio, peculato, spese pazze, evasione fiscale. Ce ne è per tutti i gusti nella lista dei reati contestati a diversi, una dozzina, esponenti della maggioranza. Uomini e donne che dopo le dimissioni di Maurizio Lupi sentono traballare la poltrona: Matteo Renzi, incalzato da più parti, vorrebbe usare lo stesso metodo adottato per l'ex ministro delle Infrastrutture e "fare pulizia" costringendoli a rimettere il mandato. Ne va della sua credibilità, vuole essere un premier inattaccabile, non sopporta di essere accusato di doppiopesismo, ma soprattutto non intende avere ricadute negative, secondo il retroscena del Corsera, nel suo rapporto con il Nuovo Centrodestra. Certo non sarà un'operazione facile visto il calibro dei personaggi in questione, molti dei guai con incarichi anche di governo. A cominciare dal ministro Stefania Giannini. La titolare dell'Istruzione è stata citata a giudizio dalla Corte dei conti che le contesta un danno erariale per 420 mila euro ai tempi in cui era rettore dell'Università per stranieri di Perugia che, da mesi, è ormai ridotta sul lastrico proprio per la gestione non sempre oculata.

Sottosegretari - Lo stesso ministero vede indagato anche Davide Farone per "spese pazze" di oltre 3 mila euro quando era consigliere della Regione Sicilia: il sottosegretario, considerato uno dei più influenti del cerchio magico di Renzi, è accusato di peculato. Stesso reato contestato alla renziana Francesca Barracciu che era candidata per la presidenza della Regione in Sardegna quando è stata chiamata a giustificare rimborsi per oltre 80 mila euro. La segreteria di Renzi le chiese di fare un passo indietro e, in cambio, è diventata sottosegretario al ministero per le Attività culturali. E' stato invece condannato Vito De Filippo del Pd: il potente sottosegretario al ministero della Salute guidato da Beatrice Lorenzin era finì sotto inchiesta per irregolarità "in relazione a rimborsi per spese elettorali". La Corte dei conti lo ha condannato a risarcire, con altri 21 indagati, 196 mila euro di danni prodotti dalle spese di rappresentanza gonfiate. Un altro illustre esponente del Pd nei guai con la giustizia è Umberto Del Basso De Caro, sottosegretario alle Infrastrutture indagato dalla Procura di Napoli per rimborsi non rendicontati del consiglio regionale della Campania. Sempre difeso dal premier, a fine novembre è stata chiesta l' archiviazione da parte dei pm. Giuseppe Castiglione non è del Pd, ma del Nuovo centrodestra: anche lui è indagato per abuso d'ufficio e turbativa d' asta per gli appalti per la struttura di accoglienza a Mineo, in Sicilia. La sua difesa: sostiene di non aver ricevuto "avvisi di garanzia".

Amministratori - Nella lista "nera" compilata da Emiliano Liuzzi per il Fatto Quotidiano ci sono anche diversi amministratori locali: governatori, assessori, sindaci, aspiranti presidenti. Tra questi ultimi un posto di rilievo è per Vincenzo De Luca: il sindaco di Salerno, vincitore alle primarie del Pd in corsa per la presidenza della Regione Campania deve scontare un anno di reclusione per abuso d'ufficio per la realizzazione del termovalorizzatore ed è interdetto dai pubblici uffici, sempre per un anno. Poi c'è Enrico Rossi, governatore della Toscana, che dal 2012 è indagato, pur professandosi sempre innocente, per falso ideologico nell'ambito dell'inchiesta sul buco da 300 milioni di euro alla Asl 1 di Massa Carrara. Fresco di iscrizione al registro degli indagati è il governatore della Regione Marche Gian Mario Spacca accusato, insieme a 40 consiglieri regionali e i capigruppo dei partiti come il segretario del Partito democratico marchigiano Francesco Comi, di "spese disinvolte". Il dem Nino De Gaetano, nuovo assessore della giunta calabrese di Mario Oliverio, qualche anno fa stava per essere arrestato e indagato dalla Procura antimafia di Reggio Calabria per scambio di voti. Nella squadra di Oliviero sono Indagati per i rimborsi anche altri due assessori: Carlo Guccione e Vincenzo Ciconte.

Eurodeputato - Abuso d' ufficio, turbativa d'asta, evasione e frode fiscale sono i procedimenti che hanno coinvolto e coinvolgono Renato Soru, segretario del Pd in Sardegna, europarlamentare e uno degli uomini più fidati di Renzi: attualmente, puntualizza Liuzzi sul Fatto, è a giudizio per un'evasione fiscale stimata in 10 milioni di euro su un'operazione tra Italia e Inghilterra.

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Commenti all'articolo

  • petrotto.salvatore

    21 Marzo 2015 - 15:03

    Ed ancora sul versante dei beni confiscati alle mafie? Già in questo settore, registriamo una prima vittima, ossia il presidente di Confindustria Sicilia, Antonello Montante, incaricato dal Ministro Alfano proprio per gestire assieme ad altri 'autorevoli' funzionari dello Stato e non solo, 32 miliardi di euro ma che è stato raggiunto da due avvisi di garanzia per mafia dalle Procure di Catania e C

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  • carlostef

    21 Marzo 2015 - 14:02

    Pitti Bimbo silente

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  • Vittori0

    21 Marzo 2015 - 13:01

    Egr Sig Presidente(non eletto)Renzi ha tutta la facoltà e la libertà di fare quello che crede!

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  • pietroferretti46

    21 Marzo 2015 - 13:01

    E' ora che NCD tenga la schiena dritta - con Renzi si è alla quasi dittatura. Pietro Ferretti

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