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All'Aquario romano

D'Alema fa il cattivo maestro: "Diamo battaglia a Renzi con un'associazione di sinistra"

D'Alema fa il cattivo maestro: "Diamo battaglia a Renzi con un'associazione di sinistra"

"Dobbiamo dare battaglia in questo partito": Massimo D'Alema veste i panni del "cattivo maestro" all'assemblea della sinistra del Pd e lancia la sfida a Matteo Renzi. Nell'Acquario romano, lo "squalo" con i baffetti brizzolati ha scaldato il nutrito parterre parlando di rinnovamento e rinascita, di popolo e di partito. "Io faccio parte della sinistra extraparlamentare", ha premesso l'ex premier. "Non sono parte di nessuno dei raggruppamenti in cui si divide la minoranza e il fatto che ce sia più di uno è un fatto che non approvo". Poi l'affondo verso il segretario del Pd: "Una componente in un partito a forte conduzione personale, che ha un certa dose di arroganza, può avere peso solo se si muove con coerenza e definisce i punti invalicabili con assoluta intransigenza". D’Alema ha citato il caso dell’elezione di Sergio Mattarella: "Il segretario del partito ha scelto quella strada quando ha capito che su un’altra strada avrebbe perso".

Perseguito e ostacolato - D'Alema ha proposto per questo "una riflessione su cosa sta diventando il Pd, che non è un grande partito se guardiamo agli iscritti: 250mila, i Ds ne avevano 600mila". Per Baffino, "stiamo assistendo ad un processo di riduzione della partecipazione che non solo non è contrastato ma è perseguito". Altro punto essenziale, "il fatto che il Pd sia l’unica forza popolare del paese non è positivo perchè questo fa del nostro partito la maggiore forza di attrazione del trasformismo e ne muta la natura e il saldo tra chi se ne va e chi viene difficilmente può essere considerato per quantità e qualità positivo". In questo panorama, l’ex premier ha parlato di "due grandi problemi: qual è il destino di un partito senza popolo ma anche il destino di un popolo rimasto senza partito». Quindi, "condivido l’opinione di chi dice che dobbiamo dare battaglia in questo partito. Ma Renzi ha capito benissimo che si vince dall’interno e dall’esterno, le forze che sostengono Renzi non sono fatte da chi è iscritto al Pd, il sistema Leopolda si va diffondendo".

La ricetta - Infine D'Alema ha dato la sua ricetta: "Noi dobbiamo trovare un modo creativo di organizzare, non di fare iscritti a correnti, ma di creare una grande associazione per il rinnovamento e la rinascita della sinistra che non sia e non voglia essere un nuovo partito ma si proponga di offrire spazio di partecipazione e riflessione ai cittadini, membri del Pd o no, che sono una ricchezza che questo paese non può disperdere". Parole condivise in pieno dall'ex segretario Pier Luigi Bersani: "Massimo D’Alema ha detto una cosa sacrosanta", ha detto D'Alema. "C’è tanta gente nel PD in sofferenza e disagio. Bisogna trovare il modo, anche dal punto di vista organizzativo, per dialogare con questi mondi".  Di tutt'altro avviso è invece Matteo Orfini che ha replicato alle affermazioni di D'Alema cinguettando su Twitter: "Dispiace che dirigenti importanti per la storia della sinistra usino toni degni di una rissa da bar. Così si offende la nostra comunità". 

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