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La girandola

Matteo Renzi, verso un rimpasto radicale: tutte le poltrone che salteranno

Matteo Renzi, verso un rimpasto radicale: tutte le poltrone che salteranno

Giorni complessi per Matteo Renzi, che deve fronteggiare le accuse del Pd e quelle di chi punta il dito contro i sottosegretari indagati che non mollano la poltrona: perché loro no e Maurizio Lupi sì? Ora uno dei temi che tiene banco è la successione all'alfaniano. Si prospettavano tempi brevissimi, ma potrebbe non essere così: il premier potrebbe prolungare più del previsto il suo interim al dicastero. La soluzione, infatti, potrebbe slittare a dopo le elezioni Regionali di fine maggio (e Sergio Mattarella, dal Quirinale, non si opporrebbe alla soluzione). Ma a fine maggio potrebbe andare in scena un rimpasto piuttosto radicale.

Nodo Ncd - Per le Infrastrutture resta in pole Graziano Delrio, suggerito al premier dal consigliere Luca Lotti. Il contro, per Renzi, è la possibile reazione degli alfaniani: se non verrà riaffidato a loro il ministero, i 28 senatori potrebbero anche pensare di staccare la spina al governo. Ad Ncd potrebbe così essere affidato un altro dicastero di peso. Il Messaggero ha le idee chiare: agli alfaniani potrebbe essere affidato il nascituro ministero del Sud, gli Affari Regionali con le pesanti deleghe ai fondi europei: tra i nomi più accreditati quello di Gaetano Quagliariello (già dato in lizza per le Infrastrutture) e quello di Dorina Bianchi. Se al contrario le Infrastrutture andassero a un esponente di Ncd, agli Affari regionali ci potrebbe finire Anna Finocchiaro.

Fase due - Il giro di poltrone, poi - nel caso in cui Delrio abbandonasse il suo ruolo - riguarderebbe anche la poltrona di sottosegretario alla presidenza del Consiglio: poiché Lotti non sarebbe interessato, i nomi sul tavolo sarebbero quello di Nicola Gratteri e di Andrea Guerra, ex capo di Luxottica (da escludere, invece, Raffaele Cantone). La fase due del rimpasto, quella che prevede la sostituzione dei quattro sottosegretari indagati, verrebbe invece rimandata a giugno. Le indiscrezioni sull'imminente allontanamento di Vito De Filippo, Francesca Barracciu, Umbarto Del Basso De Caro e Giuseppe Castiglione è stata bollata da Palazzo Chigi come "una balla megagalattica".

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Commenti all'articolo

  • mallardogiulio

    31 Marzo 2015 - 23:11

    L'Italia e nella merda e questo deficente pensa al rimpasto pur di tenere il potere delle poltrone insieme a quel quaquaraqua di Alfano.Per colpa di questi incopetenti l'Italia non conta nulla in europa.Per i Maro non si sa piu niente,la ministra degli Esteri e come se non ci fosse.Da Monti-letta e Renzi l'Italia a toccato il punto piu basso della storia,complici industriali e stampa leccaculi.

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  • allianz

    22 Marzo 2015 - 17:05

    Ad ogni modo riterrei un attentato in Italia fattibile sotto un certo punto di vista per il fatto che grazie alla politica del Dentone ministeriale e di tutta l'associazione a delinquere governativa appresso,ce li abbiamo già in casa,il che contrasterebbe con i piani del P.C.I/P.D.S./D.S./P.D per la presa del potere.Del resto è dal 1943 che ci provano.Questa,potrebbe essere la volta buona.

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  • Vittori0

    22 Marzo 2015 - 16:04

    Il sig Presidente(non eletto)ne ha facoltà.

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  • allianz

    22 Marzo 2015 - 16:04

    Il venditore di cessi sbragati non sa che a mescolare la m**da si fa solo puzza?Tirare lo sciacquone e disinfettare.Se è in grado di farlo.

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