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Dopo le dimissioni di Lupi

Rimpasto di governo, Delrio alle Infrastrutture

Rimpasto di governo, Delrio alle Infrastrutture

L’amarezza perché nel giorno in cui la direzione ha deciso di andare avanti sulla legge elettorale è scoppiato un altro scandalo che ha coinvolto il partito, ma anche la determinazione ad andare avanti per ripulire il Pd e proseguire l’azione di governo. Il caso Ischia, nelle discussioni fatte da Renzi con i suoi, è la dimostrazione che le preferenze non sono la panacea contro il malaffare e che l’Italicum è lo strumento migliore per la selezione dei  candidati.

Cambio di poltrone -  Ma lo scandalo che ha coinvolto il partito non è stato l’unica pratica alla quale il premier si è dedicato nelle ultime ore. A Palazzo Chigi si sono susseguiti gli incontri: Renzi ha prima visto il ministro della Giustizia Andrea Orlando, poi il vice presidente del Csm Giovanni Legnini e il responsabile Giustizia del Pd David Ermini, per fare il punto sulla riforma della prescrizione e sui provvedimenti sul tavolo. È seguito poi un colloquio con il presidente Inps Tito Boeri e, in serata, il faccia a faccia con Lupi e Alfano anche per sciogliere il nodo del ministero delle Infrastrutture. Il premier ha deciso di accelerare per poi completare dopo le Regionali la composizione dell’esecutivo con un piccolo rimpasto. Il nome più caldo per il ministero di Porta Pia è quello del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio, così come confermano anche fonti di governo. - Le stesse fonti spiegano, tuttavia, che il passaggio di Delrio da Palazzo Chigi al ministero comporterebbe il problema di trovare un sostituto altrettanto capace e che goda della fiducia pressochè cieca del premier.

Fedelissimi - Una descrizione che porta a due soli nomi: Luca Lotti e Maria Elena Boschi. Il primo, viene fatto notare, è troppo prezioso nel ruolo che ricopre per Matteo Renzi. La seconda è impegnata sulle Riforme. Boschi potrebbe, quindi, ricoprire entrambi gli incarichi fino all’approvazione del ddl Riforme e della Legge Elettorale. Portati a casa entrambi i risultati, la sua scrivania al ministero potrebbe passare a Gaetano Quagliariello, restituendo peso a Ncd all’interno dell’esecutivo. Solo ipotesi, al momento, che si trovano a fare i conti con una mole di dossier aperti sia sulla scrivania di Delrio che su quella del ministro. E con la necessità per Angelino Alfano di riportare calma nel suo partito, dopo le critiche per la gestione del caso Lupi, il ministro dimessosi in considerazione delle intercettazioni dell’inchiesta Grandi Opere che lo riguardavano. Alfano, stando a quanto viene riferito, vorrebbe l’ex ministro al posto di Nunzia De Girolamo a capo del gruppo alla Camera. Contro De Girolamo è partita una raccolta firme dei parlamentari di Area Popolare. 

 

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Commenti all'articolo

  • vfangelo75

    28 Luglio 2015 - 23:11

    Inutile commentare, sono così pericolosi i miei commenti, o ci vuole una giuria per approvarli? Avete il mio nome e cognome. Attaccatelo al commento , chi decide di scrivere deve sapere che non può far felici tutti. Grazie.

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  • bruno osti

    01 Aprile 2015 - 18:06

    ma sarete mai capaci di fare una critica sullo specifico, voi Maldestri?

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  • TOCAI

    01 Aprile 2015 - 15:03

    Sarà quel che sarà, ma il Pinocchietto in queste cose fesso non è ! Ma volete proprio che allontani la madonnina tuttofare da se ?

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  • giacomolovecch1

    01 Aprile 2015 - 14:02

    Comunque vada...è il Circo Renzi che continua a deliziarci di tanti pagliacci....senza offesa per quelli veri .

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