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Verso le Regionali

Accordo Cav-Salvini. In Liguria corre Toti

Accordo Cav-Salvini. In Liguria corre Toti

Oggi è in programma un nuovo incontro tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini per la definizione dei dettagli. Ma l’accordo sulle Regionali è pressochè chiuso. C’è la conferma dell’appoggio di Forza Italia alla candidatura di Luca Zaia. C’è il passo indietro del leghista Edoardo Rixi in Liguria per lasciar spazio alla corsa di Giovanni Toti, consigliere politico berlusconiano. E c’è il via libera di Silvio a Claudio Borghi Aquilini, l’ideologo leghista scelto da Salvini per contendere la Toscana al Partito democratico. L’altra parte dell’accordo riguarda le Regioni del Sud, dove Forza Italia e Lega stringeranno un patto di desistenza. Il che significa che “Noi con Salvini” non presenterà proprie liste in Campania e in Puglia. Ciò per non rendere ancora più ardua l’impresa di Stefano Caldoro e Francesco Schittulli, che dovrebbero avere anche il sostegno del Nuovo centrodestra di Angelino Alfano.
Con questo schema, Berlusconi conta di poter portare a casa almeno due Regioni su sette. Secondo i suoi sondaggi, in Liguria, Veneto e Campania la vittoria è possibile. Fosse stato per lui, ha confessato, non avrebbe perso un mese dietro alle paturnie degli alleati: «Avremmo scelto i nostri candidati e via, da soli, sotto le insegne di Forza Italia». Ma un azzardo del genere avrebbe garantito l’en plein a Matteo Renzi. E Silvio non è in vena di regali del genere. I tempi del patto del Nazareno sono finiti. E con essi la benevolenza dell’uomo di Arcore verso il 39enne presidente del Consiglio. Che «si è rivelato uguale a tutti gli altri protagonisti della sinistra». Ma con un difetto, «la bulimia di potere», che lo rende anche peggiore dei suoi predecessori.

Disappunto - Però il disappunto più grande Berlusconi lo riserva alla vecchia guardia forzista. «Sono impazziti tutti...». L’addio di Sandro Bondi e della compagna Manuela Repetti coglie di sorpresa il Cavaliere. Appena tre settimane fa, l’ex premier aveva ricevuto a pranzo i due senatori azzurri per ascoltare le loro lamentele sul malfunzionamento del partito. Aveva detto loro di «pazientare», perché ci avrebbe pensato lui a riportare ordine nel movimento. Poi il silenzio. Al pranzo non sono seguite altre comunicazioni. Sicché, quando Bondi e Repetti hanno letto la circolare della senatrice Maria Rosaria Rossi sul limite delle legislature (l’ex ministro ne ha più di tre), sono tornati alla intenzione originaria: addio a Forza Italia e iscrizione al gruppo misto di Palazzo Madama. Gesto che ha «ferito» Berlusconi. Il leader azzurro vede tanta «ingratitudine» da parte di personaggi che «ho creato io» e che «non avrebbero mai fatto i ministri se non li avesse indicati il sottoscritto...». Il fatto è che, quando si arriva alla soglia di un ricambio generazionale, nessun vuole mollare la cadrega. E questo, agli occhi di Silvio, spiega le polemiche di Verdini, di Fitto, di Romani. Ma il panorama post-atomico che offre oggi il centrodestra è la cosa peggiore di tutte, secondo Silvio. C’è un Salvini «troppo narciso»; una destra che «dovrebbe chiamarsi Cugini d’Italia», per quanto è litigiosa. E «un Alfano che... beh, non ne parliamo». Al centrodestra, riflette Silvio, «manca un nuovo Berlusconi, una figura capace di tenere tutti insieme. Lo sto cercando, ma non è facile...».

Volti nuovi - Stufo delle vecchie facce, Silvio si è concesso ieri pomeriggio un’overdose di volti nuovi. Ha ricevuto a Palazzo Grazioli i candidati al rinnovo dei Comites, i comitati degli italiani residenti all’estero. Venivano un po’ da tutta Europa (Germania, Svizzera, Ungheria, Francia, Regno Unito) ed erano accompagnati da Guglielmo Picchi, deputato azzurro eletto nella circoscrizione Europa e da Vittorio Pessina, responsabile del dipartimento degli italiani all’estero di Forza Italia. «L’incontro doveva durare 45 minuti», racconta Ezio Fabiani, milanese trapiantato a Londra e capolista di “Siamo Italiani”, «ma alla fine il discorso del presidente Berlusconi si è prolungato per due ore. Era la prima volta che incontrava la rappresentanza all’estero e lo abbiamo trovato in gran forma». Silvio non sottovaluta le potenzialità degli italiani all’estero. Quelli di Londra, poi. «È una delle realtà più importanti», aggiunge Fabiani, «gli italiani residenti sono 234mila, il doppio degli abitanti di Bergamo». Si vota il prossimo 17 aprile e «i diciotto consiglieri che saranno eletti avranno un ruolo chiave nel rappresentare una comunità così numerosa». A Fabiani e agli altri, Berlusconi ha parlato di politica estera, delle sue relazioni internazionali quando era presidente del Consiglio e di come il suo governo sia finito sotto l’attacco di un complottone internazionale. Ma Silvio è sicuro che il tempo gli darà ragione. E la sua figura sarà riabilitata.

di Salvatore Dama

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Commenti all'articolo

  • cedrak

    03 Aprile 2015 - 18:06

    A S.B. piace perdere le Regioni. Con Totti finirà come in Puglia con Vendola. Una debacle scontata ! Se ragionasse col cervello invece che con il..... avrebbe lasciato perdere la LEGA.

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  • wilegio

    wilegio

    01 Aprile 2015 - 18:06

    Bene così per le regionali, tanto in Liguria e in Toscana non si vince neanche a piangere, quindi Rixi o Toti poco cambia. Ma, passate quelle, io un'idea ce l'avrei per far cadere renzi. Basta promettere un po' di ministeri a quelli di ncd, e loro ritornano all'ovile, perché di prendere calci in faccia dal ducetto fiorentini cominciano anche loro ad averne piene le palle.

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  • binariciuto

    01 Aprile 2015 - 18:06

    Ma come si fa a candidare un tizio che se qualcuno gli parla in ligure necessita del traduttore simultaneo? Che ne sa della Liguria, dei mille paesini tutti visitati e frequentati dall'attivissima PD-Paita? RIxi è dei nostri, Toti si candidi nel sud o più giù.....

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  • alessandraelena

    01 Aprile 2015 - 16:04

    I liguri hanno votato sinistra da decenni e Burlando in tutte le sue funzioni e declinazioni. In cambio hanno ricevuto disastri e ladrate. Contenti loro...

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